Parlamentari leghisti incontrano vertici del Catullo: «Scalo da potenziare»

«L'incontro è stato particolarmente proficuo», si legge in una nota diffusa dalla società di gestione, la quale ha evidenziato il progressivo recupero della programmazione dei voli dopo la chiusura per il coronavirus

(Foto di repertorio)

Ieri, 12 giugno, dopo circa un mese di polemica, c'è stato l'incontro tra i parlamentari leghisti di Verona, Brescia e del Trentino con i vertici della società che gestisce l'aeroporto veronese Catullo. All'incontro hanno preso parte il presidente e l'amministratore delegato del Catullo, Paolo Arena e Michele Cazzanti, oltre all'amministratore delegato del socio privato Save, Monica Scarpa. «L'incontro è stato particolarmente proficuo per i temi trattati e l'interesse dimostrato dai parlamentari per la ripresa dell'attività a seguito della crisi per la pandemia da Covid-19 e per le prospettive future di crescita dello scalo», si legge in una nota diffusa dalla società di gestione, la quale ha evidenziato il progressivo recupero della programmazione dei voli. A metà giugno è prevista la ripartenza di Volotea ed Air Dolomiti, a cui seguirà quella di Wizzair, Transavia e Ryanair. «Sia la società che i parlamentari hanno sottolineato l'obiettivo comune di continuare a potenziare il Catullo, infrastruttura cruciale per il territorio e per la rinascita dei flussi turistici, con il proposito di coinvolgere anche altre forze politiche in incontri da programmare a breve termine».

Intanto, la deputata veronese della Lega Vania Valbusa si è già mossa in parlamento, presentando un emendamento al cosiddetto Decreto Rilancio, con cui chiede di anticipare il finanziamento per la realizzazione del collegamento ferroviario tra l'aeroporto e la stazione di Verona Porta Nuova. «Quest'opera rappresenta un punto di partenza fondamentale per far ripartire un intero settore e, al tempo stesso, decongestionare un tratto viario da tempo sovraffollato - ha detto Valbusa - Il via dei lavori è previsto a partire dal 2022 ma quanto accaduto in questi mesi rende necessario anticiparlo il prima possibile».

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Ed alla discussione sulla ripartenza dello scalo dopo la chiusura per l'emergenza coronavirus si aggiungono anche alcune considerazioni politiche in vista della prossima assemblea dei soci del Catullo, i quali dovranno decidere sul rinnovo della partnership con il socio privato Save. «Dal 2014, da quando cioè Save è entrata nel sistema degli aeroporti del Garda (Villafranca e Montichiari), gli scali di Bologna, Bergamo, Treviso e Venezia sono cresciuti in modo esponenziale; Verona no - ha commentato il presidente di Prima Verona Michele Croce - Occorre cambiare e subito. Senza acrimonia, anzi, ringraziando il presidente Arena per l'opera fatta di complicatissima sintesi tra le esigenze di un territorio e la gestione industriale di un socio privato Save che in questi anni ha tuttavia deciso di non investire sugli scali di Villafranca e Montichiari, portando via voli e attività in favore degli scali di Venezia e Treviso. Decisione legittima di un privato, ma che non fa gli interessi del territorio che i soci pubblici di maggioranza sono invece obbligati a perseguire. Quindi, grazie Save e addio. Noi crediamo che alla prossima assemblea, i soci pubblici debbano assolutamente non rinnovare il patto con Save e scegliere con una gara internazionale il migliore investitore per il sistema aeroportuale del Garda, in grado di soddisfare le esigenze del nostro territorio».
Giorgio Pasetto, rappresentante di +Europa Verona ha aggiunto: «Per ravvedersi e cambiare rotta non è mai troppo tardi. Il Catullo merita di uscire da questo "stato vegetativo" al quale è stato costretto. Il Catullo può tranquillamente ambire ad avere partner internazionali, ma questa volta si indica una gara che costringa i pretendenti a mettere sul piatto piani di investimento e di rilancio credibili e utili alla nostra città».

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