Lega: «Apriamo un dibattito pubblico sul futuro dell'aeroporto Catullo»

Il teatro sarà la commissione consigliare del Comune di Verona sulle società partecipate. L'assessore Zavarise: «Fondamentale studiare tutte le migliori strategie per portare il Catullo ad essere competitivo»

 

«Da qualche tempo emergono preoccupazioni sul futuro dell'aeroporto Catullo». Lo ha dichiarato oggi, 25 gennaio, il consigliere comunale della Lega di Verona Alberto Zelger durante una conferenza in cui proprio la Lega ha chiesto di non ignorare queste preoccupazioni e di collaborare al rilancio dello scalo scaligero. Zelger ha messo a disposizione la commissione consigliare di cui è presidente, quella che si occupa di società partecipate, dato che il Comune di Verona fa parte di Aerogest, il gruppo di enti pubblici che controllano il Catullo insieme al socio privato Save. L'intento di Zelger e della Lega è quello di «aprire un dibattito pubblico sul futuro dell'aeroporto - ha detto il consigliere comunale - Saranno quindi convocate tre o quattro commissioni consigliari per audire i soci di Aerogest, il gruppo Save, il presidente dell'aeroporto Catullo e la Fondazione Cariverona. Altri enti o associazioni potranno portare il loro contributo scritto o potranno partecipare in remoto alle commissioni per offrire i loro suggerimenti».

Con Zelger, hanno partecipato anche i consiglieri leghisti Vito Comencini e Anna Grassi, l'assessore Nicolò Zavarise e l'eurodeputato veronese Paolo Borchia. «Riteniamo fondamentale studiare tutte le migliori strategie che possano portare il Catullo ad essere un aeroporto competitivo - ha spiegato Zavarise - È nostra intenzione creare sinergie tra tutti gli enti pubblici che sono soci del Catullo e ad anche tra diverse forze politiche, affinché si possa dare un indirizzo unanime e chiaro alla società di gestione».
E i primi suggerimenti li ha lanciati l'eurodeputato Borchia: «È impensabile uscire dalla crisi del settore aereo con un amministratore delegato part-time e con un ufficio commerciale non basato sul territorio: Save inizi a pensare al rilancio del Catullo a partire dalle figure operative. Territorio, imprenditori e operatori del turismo sono allarmati: i numeri dicono che il Catullo non funziona. Al momento c'è poca chiarezza sulla programmazione della stagione estiva e ritengo che lo scalo faticherà a rimanere attrattivo per le compagnie che hanno base sul Catullo: stiamo parlando di migliaia di posti di lavoro. Serve un immediato cambio di rotta da parte del socio privato».

Ma la prima risposta politica all'iniziativa leghista non è certo positiva. Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco ha fatto notare che la Lega è partito di maggioranza in tutti i principali enti pubblici che controllano lo scalo scaligero ed è presente nel cda del Catullo con il consigliere Federico Bricolo. «Siamo al solito deserto di idee - ha commentato Bertucco - che Zelger annunci la convocazione di commissioni a pochi giorni dalla scadenza dell'ennesima proroga dei patti parasociali è la prova provata che né la Lega né nessun altro partito della maggioranza hanno la benché minima idea di che cosa fare con questo povero e bistrattato aeroporto. La questione è semplicissima: se i soci pubblici trovano i soldi, il piano industriale e di sviluppo annunciato da 10 anni può partire, altrimenti nella migliore delle ipotesi non partirà nulla e nella peggiore il socio privato prenderà la maggioranza delle azioni è piegherà definitivamente il Catullo ai suoi bisogni che fanno capo a Venezia. La terza via è che i soci pubblici si facciano aiutare da altri soci pubblici o facciano entrare un altro privato meno ostile. Ma né Comencini, né Zelger e tanto meno Grassi mostrano di aver deciso quale sarà la prossima mossa del Catullo. Da 15 anni la gestione dell'aeroporto è saldamente in mano al centrodestra. Questi sono i risultati».

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