Adige Docks, Bertucco: «Falsa partenza, il vero progetto è fermo in Provincia»

Il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune vorrebbe sottoporre la nuova opera ad una valutazione di impatto ambientale. Mentre il tosiano Bozza accusa l'amministrazione veronese di immobilismo

Tabella del cantiere dell'Adige Docks

È partito il cantiere dell'Adige Docks in zona Porto San Pancrazio a Verona e venerdì scorso, 6 dicembre, il sindaco di Verona Federico Sboarina e l'assessore all'urbanistica Ilaria Segala hanno svolto un sopralluogo nell'area che dovrebbe essere rigenerata dai lavori e trasformata in una zona a vocazione sportiva, con strutture per praticare diverse discipline, ma anche negozi, punti fitness e punti ristoro e pure un Museo dello Sport.

Il termine dei lavori è fissato per il 2021, ma per l'opposizione veronese la partenza del cantiere è in realtà una falsa partenza. «Le opere di demolizione avviate sono legate ad un permesso a costruire del 2016, emesso per una valore dei lavori di appena 110 mila euro - ha spiegato il consigliere di Verona e Sinistra in Comune Michele BertuccoIl progetto vero è ancora fermo in Provincia, la quale si dovrà esprimere sulla sua assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale. Una pratica a cui i titolari del progetto e, irresponsabilmente, anche l'amministrazione comunale, vorrebbero sottrarsi perché li costringerebbe a misurarsi con il devastante impatto del mega centro sportivo sul vicino quartiere di San Pancrazio, ma anche sui quartieri limitrofi di Borgo Trieste e San Michele. Per non parlare della viabilità su viale Venezia e corso Unità d'Italia, la principale arteria viaria dell'est cittadino. Faremo tutto il possibile per costringere l'amministrazione e la proprietà dell'area a prendersi la responsabilità della riduzione di vivibilità a di salubrità che l'opera causerà ai quartieri est. Dopo lo Stadio, questa amministrazione vuol far danni anche qui».
Immobilismo è invece l'accusa mossa dai tosiani all'amministrazione comunale veronese. «Sono iniziati i lavori per la demolizione di parte dei fabbricati, ma per quanto riguarda l'inizio del cantiere relativo alla realizzazione del nuovo impianto ancora si registra un nulla di fatto, perché è tutto bloccato dal momento che la Segala per oltre due anni ha sottoposto i proponenti a lungaggini e continue richieste - scrive il consigliere Alberto Bozza - Con un'amministrazione seria, oggi il cantiere sarebbe ormai terminato e al sopralluogo odierno un altro sindaco avrebbe tagliato il nastro per inaugurare la conclusione dei lavori, non l'inizio di una demolizione».

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