Costa davvero troppo ristrutturare il Bentegodi? No, sostiene il PD

Il sindaco Sboarina sostiene che è più vantaggioso economicamente il project financing per un nuovo stadio piuttosto di un adeguamento di quello attuale. Ma Benini contesta le stime fornite dal Comune

Bentegodi

L'amministrazione comunale di Verona ha risposto all'interrogazione presentata circa due mesi fa dal capogruppo del Partito Democratico Federico Benini riguardante lo stadio Bentegodi. Il consigliere comunale voleva conoscere da dove il sindaco Federico Sboarina avesse tirato fuori la cifra di 4.327.500 euro come stima per l'adeguamento dell'impianto di piazzale Olimpia alla normativa vigente.
La richiesta di Benini è strettamente legata al dibattito cittadino sul nuovo stadio che un gruppo privato vorrebbe costruire al posto del Bentegodi attraverso un project financing. Sboarina ha messo su un piatto della bilancia un adeguamento del Bentegodi che costerebbe al Comune più di quattro milioni di euro e sull'altro piatto un progetto per la costruzione di un nuovo stadio con spese a carico solo dei privati. L'ago della bilancia ha puntato verso il nuovo stadio, idea che però viene contrastata dal PD e dal resto della minoranza in consiglio comunale. Per questo, Benini ha voluto conoscere la provenienza della stima sui costi di ristrutturazione del Bentegodi, da lui ritenuta sospettosamente alta.

La prima cosa che salta agli occhi è che la risposta non cita una elaborazione autonoma degli uffici comunali ma conferma che tale stima proviene da un documento della società calcistica Hellas Verona acquisito dal Comune in data 28 febbraio 2018 - commenta Benini leggendo la risposta alla sua interrogazione - La circostanza lascia perplessi considerato che l'Hellas Verona è coinvolto in prima linea nel project financing per abbattere il Bentegodi e costruire un nuovo stadio. Senza la sua firma i proponenti non potrebbero nemmeno accedere al percorso agevolato previsto dalla nuova legge sugli stadi. Esiste poi la curiosa coincidenza per la quale la Nuova Arena, società promotrice del project controllata dal manager messicano César Octavio Esparza Portillo e dall'ex difensore dell'Hellas degli anni Ottanta Thomad Berthold, ha la sede di via Francia 21/C, stessa via e numero civico dove ha sede anche la società dell’Hellas (Via Francia 21/D). In definitiva l'Hellas non pare il soggetto più adatto a formulare una disanima, senza contare che il Bentegodi è del Comune e che il sindaco della città non è il presidente dell'Hellas Setti.

Benini sostiene che per sistemare lo stadio non ci sia bisogno di quattro milioni di euro, basterebbe molto meno. Una tesi sostenuta anche dal dirigente comunale di settore che «aveva chiaramente affermato, senza mai essere smentito - prosegue il consigliere PD - che per partecipare ai tornei di Serie A sono sufficienti gli interventi all'impianto di illuminazione e ai seggiolini già deliberati dal consiglio comunale qualche mese fa stanziando una cifra pari a 350mila euro. Chi dobbiamo allora ascoltare? I dirigenti comunali o l'Hellas?».

Ma per cosa allora sarebbero necessari gli oltre quattro milioni di euro? La risposta di Federico Benini è che ci sono delle voci all'interno della stima che probabilmente non sono poi così tanto necessarie, come l'ampliamento dei parcheggi riservati ai vip, l'ampliamento della sala stampa, la potenza richiesta dall'impianto di illuminazione o la creazione di studi televisivi con visuale sul campo da gioco. «Voci che potrebbero essere oggetto di ridimensionamento o addirittura di cancellazione - scrive il consigliere comunale - La stima dell'Hellas parla di voglia di grandeur, non di un adeguamento come invece vuol farci credere il Sindaco, mentre noi abbiamo bisogno di uno stadio moderno e accessibile, adeguato alle aspirazioni delle società professionistiche della nostra città».

Ma facciamo anche l'ipotesi inversa - conclude Federico Benini - A Verona serve uno stadio come vuole la società dell'Hellas. Chi l'ha detto che bisogna abbattere l'attuale e ricostruirlo da capo? Anche la ristrutturazione potrebbe essere a costo zero, basterebbe che il Comune rinunciasse per 9 anni al canone di locazione di circa 500mila euro che ogni anno incassa (o dovrebbe incassare) dalle società sportive. Con l'ipotesi del nuovo stadio, invece, il Comune rinuncia a questo introito per 25 anni, e conduce alla morte un quartiere già oltre la soglia di vivibilità durante i giorni di partita, installandovi alberghi, ristoranti e aree commerciali.
Chiediamo pertanto uno studio approfondito e neutrale sulla possibilità di ristrutturare il Bentegodi e un confronto sereno ma altrettanto approfondito con l'ipotesi di rifacimento contenuta nel project financing di Nuova Arena Srl.
Posto che come PD sosteniamo che, se abbattuto e rifatto, lo stadio va spostato.

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