rotate-mobile
Politica Centro storico / Piazza Bra

Verso le elezioni, accordo Pd-Azione-Più Europa: sì all'agenda Draghi e Ius scholae, revisione RdC e bonus 110%

Nei collegi uninominali non verranno candidate «personalità che possano risultare divisive». Tra i punti del programma anche la realizzazione del Pnrr, il non aumentare il carico fiscale e l'approvazione delle leggi in materia di diritti civili e Ius scholae

«Siamo pienamente soddisfatti dell'accordo raggiunto tra Azione-Più Europa e il Partito Democratico. Un accordo che punta su un programma riformista che ha come obiettivo costruire una proposta reale di governo per il bene dell'Italia, un'alternativa concreta a sovranisti e populisti». È quanto si legge in una breve nota apparsa sui social della sezione locale Verona in Azione che poi prosegue: «Per quanto ci concerne, l’accordo raggiunto oggi con il Partito Democratico è pienamente soddisfacente. Sia sul tema uninominali, sia sul tema punti programmatici. Dal rigassificatore al no all’aumento delle tasse».

Nelle scorse ore si è infatti tenuto il lungo confronto tra il segretario dem Enrico Letta e Carlo Calenda di Azione, con l'intento di siglare un formale accordo elettorale in vista delle prossime elezioni nazionali che si terranno il 25 settembre 2022. Un'intesa tra Pd e Azione-Più Europa che alla fine è stata trovata e che pare aver lasciato molto soddisfatti sia Letta che Calenda: «Tutti i punti che avevamo chiesto a Letta sono stati recepiti. - ha dichiarato Carlo Calenda - I voti di Azione non andranno a chi ha sfiduciato Draghi e non ci saranno nuove tasse». Lo stesso Calenda ha poi aggiunto: «I nostri punti sono stati tutti recepiti. Accordo nettissimo su agenda Draghi - da no tasse e revisione del Reddito di Cittadinanza ai rigassficatori - sia sul punto che neanche un nostro voto vada ad ex del Movimento 5 Stelle o a Fratoianni. Ognuno ha la leadership della sua area ma valori comuni». 

Secondo quanto è stato messo nero su bianco nel documento firmato da Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, «la totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione verrà suddivisa tra Democratici e Progressisti e Azione/+Europa nella misura del 70% (Partito Democratico) e 30% (+Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell'alleanza elettorale». A monte di tutto questo, si legge sempre nell'accordo, «le parti si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali, per aumentare le possibilità di vittoria dell'alleanza». E, ancor più nel dettaglio, si legge: «Conseguentemente, nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l'alleanza, gli ex parlamentari del M5S (usciti nell'ultima legislatura), gli ex parlamentari di Forza Italia (usciti nell'ultima legislatura)».

I firmatari dell'accordo affermano inoltre di condividere e riconoscersi «nel metodo e nell'azione del governo guidato da Mario Draghi», elencando quindi alcuni punti principali per quel che riguarda le riforme da completare:

  • Realizzare integralmente il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
  • Improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma dle Patto di Stabilità che non segni un ritorno alla stagione dell'austerità.
  • Non aumentare il carico fiscale complessivo.
  • Correggere lo strumento del Redditto di Cittadinanza e il "Bonus 110%" in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi.
  • Dare assoluta priorità all'approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae.

«Oggi il nostro segretario si è dimostrato un vero patriota: - commenta il veronese Massimiliano Urbano (Azione - Area Liberal - Buona Destra) - ha deciso di anteporre al certo successo partitico l'interesse generale del paese rafforzando l'argine ai sovran-populisti. Azione promuove la fattiva realizzazione dell'agenda Draghi. Il partito è sempre più limpida espressione di un'offerta politica liberale, europeista ed atlantista che avversa l'irresponsabile populismo ed il nocivo sovranismo. Porge agli italiani una salda spalla su cui poggiarsi per poter superare il particolarissimo momento storico che stiamo attraversando». 

«L'Italia - ha commentato il segretario del Pd Enrico Letta - conta molto di più dei singoli partiti, dopo l'esperienza del governo Draghi non può passare al governo delle destre. Una proposta vincente, convincente, rispettosa degli alleati e alternativa alle destre è la scelta giusta per far prevalere lo spirito di coalizione».

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Verso le elezioni, accordo Pd-Azione-Più Europa: sì all'agenda Draghi e Ius scholae, revisione RdC e bonus 110%

VeronaSera è in caricamento