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Sezano, Bertucco: «Abusi edilizi non di poco conto sul Monte Cucco»

«Eliminazione del 50% dei muri a secco presenti originariamente; modifica del regime idraulico dell'assetto idrogeologico; trasformazione significativa del paesaggio preesistente», questo hanno contestato gli agenti di polizia locale che hanno sospeso i lavori

(Foto Michele Bertucco)

«Non saranno fatti sconti a nessuno se saranno rilevate irregolarità». Quasi una promessa quella fatta meno di un mese fa dall'assessore all'edilizia privata del Comune di Verona Andrea Bassi. Parole pronunciate dopo la manifestazione di protesta organizzata il 9 maggio scorso da Monastero del Bene Comune, l'associazione che collabora con la comunità degli stimmatini dell'eremo del '500 di Sezano. Un evento a cui parteciparono molti cittadini e molte associazioni, i quali espressero preoccupazione per la costruzione di capannoni e per l'espansione dei vitigni sulle colline della Valpantena. «Tanto rumore per nulla», commentò Bassi che fornì chiarimenti sugli interventi edilizi di Sezano. Chiarimenti che appunto terminarono con la frase: «Non saranno fatti sconti a nessuno se saranno rilevate irregolarità».

E alcune irregolarità sono state rilevate, come si più leggere nell'elenco degli abusi edilizi contestati recentemente dalla polizia locale di Verona. In particolare, nella località Monte Cucco di Sezano i lavori sono stati sospesi per queste contestazioni degli agenti: «Eliminazione del 50% dei muri a secco presenti originariamente; modifica del regime idraulico dell'assetto idrogeologico; trasformazione significativa del paesaggio preesistente».
Abusi «non di poco conto» per il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco, che ha proseguito: «Altro che "tanto rumore per nulla". Qui c'è materiale più che sufficiente per aprire una seria riflessione sull'incapacità del Comune di tutelare il paesaggio. Si può tranquillamente partire dalla mancata approvazione per il Parco delle Colline, dei piani di gestione e dei piani ambientali, strumenti indispensabili per attuare quella protezione scritta negli atti fondativi. Sono ormai 15 anni che si attendono, quando vuole tardare ancora l'amministrazione comunale veronese? Non può essere che per distrazione, incapacità o incompetenza, i cittadini si sostituiscano sempre alle amministrazioni locali che sembrano più impegnate a cementificare il territorio che a tutelarlo».

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