Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Abolizione delle Province: Pettenò attacca il governo Monti

Il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Veneta commenta così il decreto "Salva Italia": "Il Governo vuole solo fare cassa per le banche e gli speculatori"

"Il Governo non vuole razionalizzare l'amministrazione pubblica, ma solo fare cassa per avere liquidità da dare alle banche private e agli speculatori." Lo sostiene in una nota il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò, commentando il decreto “Salva Italia” del Governo Monti, che prevede, tra le tante cose, che lo Stato e le Regioni, con proprie leggi, trasferiscano ai Comuni, entro il 31 dicembre 2012, le funzioni attualmente in capo alle Province, salvo le funzioni che dovrebbero essere acquisite dalle Regioni per assicurarne l'esercizio unitario. “Peccato - sottolinea l'esponente della FSV - che a giugno 2012 siamo ancora in alto mare per quanto riguarda tale trasferimento di funzioni. Come Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Veneta - scrive ancora Pettenò - riteniamo indispensabile denunciare le forze politiche che sostengono Monti e il suo governo, che scientificamente stanno demolendo tutte le strutture rappresentative popolari. Prima si sono trasformati i sindaci in tanti Podestà, svuotando la rappresentanza nei consigli comunali, poi per alimentare il facile populismo si è deciso il taglio delle Province, senza nessun serio progetto di trasferimento delle competenze e di valorizzazione e ricollocazione delle professionalità esistenti. Occorre ricordare - precisa - che parliamo del futuro occupazionale e della dignità di oltre 56.000 dipendenti delle Province, il cui trasferimento ha costi stimati in 12 miliardi di euro, con conseguenze disastrose sui bilanci delle Regioni e dei Comuni. Come Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Veneta riteniamo che, ai fini della diminuzione dei costi della politica l'abolizione delle Province sia una scelta pretestuosa: in base ai dati forniti dall'Unione Province d'Italia, su 813 miliardi di spesa pubblica complessiva nel 2011, le Province, con i loro 11 miliardi di euro, rappresentano l'1,35%. Non sappiamo se la Corte Costituzionale lascerà passare questa legge che viola apertamente la Costituzione, ma fin d'ora - conclude Pettenò - riteniamo comunque che la Regione Veneto non possa rimanere ad osservare con disinteresse la situazione, ma debba operare nei confronti del Governo affinché venga garantita la continuità operativa dei servizi oggi in capo alle Province, vengano garantiti almeno gli attuali livelli occupazionali e siano valorizzate le competenze e le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori.”

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