Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Politica

Anche Pasetto firma la revoca della mozione omofoba del 1995

Il consigliere comunale della Lista Tosi, unico nella maggioranza veronese, dichiara di aver agito "secondo coscienza". Tosi replica: "La 336 non ha mai avuto valore legale"

Anche il consigliere comunale Giorgio Pasetto, iscritto radicale eletto nella Lista Tosi, è tra i firmatari – unico tra i banchi della maggioranza –  dell’O.d.G. presentato dal consigliere socialista, eletto nella lista di SEL, Mauro De Robertis per la revoca della mozione omofoba approvata dal Consiglio Comunale di Verona nel lontano luglio del 1995. Solo pochi giorni fa era scattata la denuncia da parte dell'Uaar, l'unione atei e agnostici razionalisti, che seguendo la proposta di Bertucco e De Robertis chiedevano di far sparire quella "macchia" dalla città di Verona.

Così Giorgio Pasetto spiega la sua presa di posizione, consapevole che nel suo gruppo consiliare non tutti la pensano come lui: "Sono un liberale e credo nel diritto delle singole persone di scegliere e agire in autonomia. Quando De Robertis mi ha sottoposto l’ordine del giorno in cui si chiede la revoca della mozione 336 non ho avuto dubbi nel firmarla. Qui non si tratta di politica, ma di agire secondo scienza e coscienza. E così ho fatto io".

A distanza di 17 anni – e nonostante 5 anni di amministrazione di centrosinistra – la tristemente nota mozione che respinge le direttive UE in materia di diritti civili e pari opportunità, facendo presente che il comune "s’impegna a non deliberare provvedimenti che tendano a parificare i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle famiglie “naturali” costituite da un uomo e una donna" e sentenziando che "l’omosessualità contraddice la stessa legge naturale e l’applicazione della succitata risoluzione avrebbe effetti fortemente negativi sulla formazione psicologica ed umana dei giovani", non è ancora stata revocata.

Non è mancata la risposta del sindaco Falvio Tosi, il quale ha spiegato che la mozione incriminata non ha alcun valore legale e non ha mai influito in alcun atto formulato dal Consiglio o dalla Giunta. Ha poi concluso, facendo eco a Pasetto, dichiarando che "Siamo laici e agiamo secondo la libertà di coscienza. Noi  siamo per non discriminare nessuno". Ora non resta che attendere la formale revoca della mozione, non scordando però che, al di là delle questioni formali, è necessario un concreto riconoscimento dei diritti civili di tutte e di tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. 

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