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Campedelli: "Il Veneto deve cambiare modello di crescita"

Al Palazzo Scaligero l'assessore alla Programmazione e pianificazione territoriale ha introdotto i lavori del Convegno regionale "Economia e rete del produrre: sette azioni per aggiornare il PTRC"

Oggi in Loggia Fra Giocondo, al Palazzo Scaligero, l'assessore alla Programmazione e pianificazione territoriale Samuele Campedelli ha introdotto i lavori del Convegno regionale "Economia e rete del produrre: sette azioni per aggiornare il PTRC". 

Erano presenti in sala: Marino Zorzato, vice presidente e assessore al Territorio, Cultura, Sport e Affari Generali della Regione del Veneto; Marialuisa Coppola, assessore all'Artigianato, Commercio, PMI e Industria della Regione del  Veneto; Massimo Giorgetti, assessore ai Lavori pubblici della Regione del Veneto; Silvano Vernizzi, segretario generale Infrastrutture della Regione del Veneto; Vito Giacino, vice sindaco del Comune di Verona e assessore all'Urbanistica.

Sono intervenuti fra gli altri all'assemblea: Giuseppe Sbalchiero, presidente Confartigianato Veneto; Italo Candoni, vicedirettore di Confindustria Veneto; Giorgio Piazza, presidente Coldiretti Veneto; Eugenio Gattolin, direttore Confcommercio Veneto.

Assessore provinciale Campedelli commenta così il covegno odierno “Il modello di crescita che ha portato il Veneto ad essere una delle Regioni più sviluppate deve mutare: sono troppi, infatti, i cambiamenti avvenuti all'interno del mondo economico e legislativo. Ecco perché è necessario oggi operare in vista di uno sviluppo più sostenibile, puntando non solo al numero di imprese sul territorio, bensì ai loro standard qualitativi. La sfida che ci proponiamo è quella di abbandonare gli antichi modelli produttivi, ormai inadeguati a fronteggiare il periodo di crisi, per attuare invece misure e forme di modernizzazione, che permettano uno sviluppo compatibile anche nei confronti del territorio circostante. Apprezzo molto e trovo davvero utile che la Regione del Veneto, prima di assumere decisioni fondamentali per il futuro, stia confrontandosi e dibattendo con il territorio. Mi auguro che l'incontro ai Palazzi Scaligeri serva per portare a Venezia le istanze della nostra provincia”. 

Il momento non è felice per gli investimenti pubblici, ma non ci si deve fermare, - dice il vice sindaco di Verona Vito Giacino - occorre trovare nuovi ambiti e settori dove investire, allo stesso tempo serve andare incontro alla comunità e alle sue esigenze. Per fare ciò, è necessario attuare azioni concrete dando impulsi a quei comparti maggiormente dotati di alte tecnologie e con moderne infrastrutture. L'obiettivo da raggiungere è ottenere una buona pianificazione territoriale proponendo indici di sviluppo con tempi certi e con un alto livello qualitativo”.

Vice presidente Regione del Veneto – Zorzato: “Il piano territoriale, nato dieci anni fa e attuato da quattro, necessita di una variazione che ci permetta di rimanere al passo con i cambiamenti e con i fenomeni economici in atto. La novità che caratterizza questo P.T.R.C. è sicuramente la valenza paesaggistica attribuitagli, ma soprattutto l'intenzione di voler semplificare la burocrazia per il cittadino e le imprese, eliminando vincoli, iter interminabili e dando invece certezze sulle procedure. I sette incontri tematici hanno permesso di trattare argomenti più vicini alla comunità, ed hanno reso possibile un maggior dialogo tra le parti: così accadrà pure oggi a Verona. Il mondo e le necessità sono cambiate, anche i piani regolatori devono essere aggiornati per stare al passo con i tempi: auspico, dunque, che per l'autunno prossimo venga portato in Giunta un nuovo P.R.G. e un piano paesaggistico suddiviso in 13 aree territoriali con normative relative e specifiche”.

L'assessore regionale Giorgetti indica la direzione che intende intraprendere la Regione sulla questione “Il grande obiettivo che ci poniamo per il nostro territorio è quello di creare un vero e proprio Piano Energetico Regionale per un miglior utilizzo delle risorse e per garantire a tutti, ma soprattutto agli imprenditori, un maggior risparmio. A questo scopo siamo alla ricerca delle sedi idonee per l'installazione di impianti fotovoltaici nel rispetto dell'ambiente e delle zone montane e di interesse culturale che richiedono particolare tutela. Stiamo, inoltre, affrontando il tema delle reti elettriche per rispondere al costante bisogno di energia che le imprese hanno senza però andare ad intaccare l'armonia e la bellezza del paesaggio veneto. Il tema del risparmio energetico significherà, quindi, anche ottimizzazione del lavoro in quegli ambiti in cui il Veneto primeggia. La tutela del territorio gioverà a tutti, ma andrà primariamente a favorire le nostre eccellenze”.

“Economia non significa più solo attività produttive, ma quotidianità, infatti coinvolge le imprese e tutti i cittadini in seconda battuta. - afferma l'assessore regionale Coppola - Per questo allargarsi della sfera economica si richiede un cambiamento tempestivo, ad iniziare dalle leggi. Proponiamo, infatti, due nuove normative regionali, la cui realizzazione è stata possibile solo grazie ad un lavoro coordinato di tutti i rappresentanti dei settori economici. Le due novità sono le leggi su distretti e sulle aggregazioni territoriali e sul commercio. Entrambe permetteranno uno smaltimento dello burocrazia e faciliteranno l'apertura di nuove imprese e l'innovazione del settore produttivo, al fine di realizzare reti regionali coordinate e in sinergia tra loro. Dialogo e collaborazione sono le parole chiave per la realizzazione di tutti i nostri obiettivi del futuro”.

Il segretario Regionale Vernizzi parla di come prenderanno il via le azioni di aggiornamento nelle sette province: “Siamo partiti nel pensare il nuovo piano urbanistico regionale dal convincimento che per rispondere ai bisogni del nostro tessuto economico bisognasse fornire un adeguato sistema di infrastrutture. Le azioni preventive che stiamo discutendo nelle sette province venete serviranno per l'adozione puntuale del Piano Territoriale Regionale. In un momento di profonda crisi economica e di recessione mondiale, il nostro Piano rappresenta un valido strumento per affrontare le sfide più dure. Il nostro territorio non vuole più essere ricordato come il 'Veneto dei capannoni', bensì come una regione in grado di valorizzare al meglio le proprie aree”.
 
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