Consegnate 700 firme contro l'arrivo di profughi alle ex scuole di Piovezzano

Il risultato della petizione è stato consegnato al Commissario Prefettizio di Pastrengo dal consigliere regionale Tosiano Andrea Bassi e Bruno Celi: "Egli no intende revocare la delibera"

Il consigliere regionale Tosiano Andrea Bassi e Bruno Celi, un altro organizzatore dell'iniziativa, lunedì hanno incontrato il Commissario Prefettizio di Pastrengo, al quale hanno portato le firme delle quasi 700 persone raccolte con la petizione contraria all'arrivo dei profughi nella ex-scuola di Piovezzano. "Un'enormità di firme se pensiamo che trattasi di un paese con 3.060 abitanti e circa 1.800 aventi diritto al voto - spiega Bassi -, raccolte in due domeniche mattina abbastanza particolari: il 26 aprile, nel bel mezzo di un ponte, e il 1 maggio, sotto una pioggia battente". 
Il Commissario, che svolge le funzioni di sindaco dopo le dimissioni di Alberto Varolo, ha assegnato l'ex struttura scolastica agli immigrati sbarcati sulle coste italiane, provocando la reazione del consigliere veneto della Lista Tosi

Abbiamo discusso in maniera civile e rispettosa - ha proseguito Andrea Bassi - dei ruoli ma esternando con franchezza tutta la nostra contrarietà alla decisione, soprattutto per la scelta di quell'edificio ubicato in pieno centro e sul quale vi sono proposte valide di utilizzo: le varie amministrazioni di Pastrengo avevano progettato un centro di aggregazione giovanile e il candidato sindaco di farne una caserma dei carabinieri.

Critichiamo anche alcune forzature presenti nella delibera, nel bando e nella quantificazione della spesa necessaria per rendere agibile il sito (soli 20.000 euro per un edificio in condizioni critiche). Abbiamo anche aggiunto che ci sembrava non proprio corretto che il Commissario Prefettizio, che sostanzialmente ha lo scopo di traghettare il Comune da un sindaco al successivo, operi scelte che impegnino la comunità per un orizzonte temporale ben più lungo del suo mandato.

Il Commissario Prefettizio, definendosi uomo di stato, ha detto che il suo compito è anche quello di assecondare il volere del Ministero e del Governo che stanno affrontando questa emergenza. Egli NON intende revocare la delibera perché di fatto è questo il mandato che ha ricevuto la Prefettura, la quale ha bisogno di più posti possibili per accogliere questi "presunti" profughi: e naturalmente Pastrengo, come gli altri comuni commissariati, sono gli unici posti dove si riescono ad adibire edifici pubblici allo scopo. Perché dove invece c'è un sindaco in carica, ovviamente, trovano ferme opposizioni. Ha concluso dicendo che la sua unica condizione per revocare la delibera è quella di trovare una "location" alternativa all'interno del territorio comunale, pubblica o privata (hotel o appartamenti).

Abbiamo trovato questo ragionamento quasi ricattatorio, ma abbiamo rispettato il suo pensiero. E gli abbiamo ribadito che non ci fermeremo qui e continueremo ad esercitare il nostro dissenso con altre forme (azioni legali): già in settimana effettueremo un accesso agli atti per avere tutta la documentazione connessa alla pratica, ovvero il progetto e i relativi preventivi e poi decideremo come procedere.

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