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Tosi dà il via ai colloqui per individuare il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena. Cinque i candidati.

Dal Moro, del Pd: "Mi aspetto che si scelga la figura migliore che per competenza, esperienza, managerialità e visione internazionale possa rilanciare la nostra stagione lirica"

Ieri Flavio Tosi, sindaco e presidente della Fondazione Arena, ha dato il via ai primi colloqui volti ad individuare il nuovo sovrintendente. Erano 36 i candidati, ma dovrebbero essere solo cinque gli aspiranti al ruolo. Si tratta di Piero Maranghi, amministratore delegato e direttore di Sky Classica, Enrico Ghinato, consigliere di amministrazione del parco termale Aquardens di Pescantina che parte favorito, Mauro Meli, sovrintendente uscente del Teatro lirico di Cagliari, il baritono e docente di project managemente dello spettacolo Domenico Balzani e Claudio Migliorini, direttore del settore amministrazione e finanza della Scala di Milano. A scegliere il nome sarà poi il Consiglio di indirizzo, che lo trasmetterà al ministro delle attività culturali Dario Franceschini cui spetta la nomina. 

Il futuro sovrintendente dovrà possedere conoscenze del mondo dello spettacolo, in particolare della lirica, oltre che manageriali e nel settore contabile.

Gianni Dal Moro, deputato del Pd, ha dichiarato a L'Arena: "Mi aspetto che si scelga la figura migliore che per competenza, esperienza, managerialità e visione internazionale possa rilanciare la nostra stagione lirica e non solo". Ma ha anche espresso una certa perplessità sugli incontri in corso con i cinque aspiranti. "Francamente", ha aggiunto Dal Moro a L'Arena, "mi sarei aspettato una procedura diversa che partisse non da una selezione ad personam ma da un coinvolgimento dell'intero Consiglio di indirizzo poiché spetta a tale organismo la proposta da fare al ministero. Vista la situazione della Fondazione e il suo impatto sulla città, è assolutamente necessario individuare con la massima trasparenza e il più largo coinvolgimento possibile la migliore competenza. Ora quindi serve non "un amico" ma "un competente", un professionista affermato nel settore con esperienza manageriali e con rapporti internazionali". Ha poi concluso dicendo: "Anche sulla scelta del nuovo direttore artistico, serve una selezione pubblica, guardando anche nei curriculum che sono già arrivati per la selezione di sovrintendente. Qui è in gioco non solo il futuro di una parte importante della nostra economia, ma la credibilità della nostra città nello scenario internazionale".


 

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