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Scienza e robotica, una terza media alla finale del "First Lego League". Zaia: "Sono il futuro del Veneto!"

I ragazzi della III° B di Roverè si sono classificati quarti alle selezioni per il Nordest e potranno partecipare alla sfida di Milano. Tra i progetti presentati compare anche un videogioco che permette di imparare con facilità le tabelline

I ragazzi della terza B della scuola media di Roverè parteciperanno il 6 e il 7 marzo a Milano alla finale nazionale del “First Lego League” in cui squadre di studenti tra i 9 e i 16 anni in competizione tra loro costruiscono e programmano robot autonomi. Nel corso delle qualificazioni che hanno coinvolto progetti di scienza e robotica, gli studenti, unici veronesi, si sono classificati quarti nella finale per il Nordest accedendo così di diritto alla finale nazionale. I giovani di Roverè, come si legge sulle pagine de L’Arena, avevano ricevuto il kit solo a gennaio e il tema del concorso, abbastanza impegnativo, era “Soluzioni per innovare e migliorare il sistema scolastico ed educativo”.

Il loro progetto, messo in piedi in poco più di un mese sotto la supervisione dell’insegnante di tecnologia Emanuele Miliani, si intitola “Mycol Lego” ed è stato tradotto in inglese, italiano e dialetto. Dopo una partenza discreta i ragazzi hanno rimontato la classifica nelle altre tre prove, totalizzando molti punti nella presentazione del progetto scientifico e nel coordinamento del gruppo. Tra le proposte avanzate dalla classe di Roverè è prevista anche l’elaborazione di un videogioco che aiuterà i bambini della scuola primaria a imparare le tabelline. Il gioco si servirà infatti di un programma gratuito elaborato dal Massachusetts Institute of Technology per avviare i giovanissimi al linguaggio di programmazione.

“Questi ragazzi – spiega il Governatore Luca Zaia – sono l’esempio dei tanti giovani veneti che hanno voglia di fare e che non hanno alcun timore nell’affrontare le sfide. Questa partecipazione insieme all’entusiasmo, la passione e la determinazione che i ragazzi mettono nello studio rappresentano un segnale positivo per il territorio e per le nostre comunità, che vivono un momento delicato a causa della crisi. Il mio in bocca al lupo di cuore va a questi piccoli grandi cervelli e mi auguro che questa sia soltanto un punto di partenza di un percorso costellato di successi e soddisfazioni. Questi ragazzi, infatti, rappresentano il Veneto di domani”.

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