Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Prendono il via oggi i saldi invernali e si accedono le prime polemiche: "Aboliamoli"

Prezzi ribassati e la gente prende d'assalto negozi e centri commerciali ma Silvano Meneguzzo, presidente di Confesercenti, lancia la provocazione: "A queste condizioni, tanto vale abolire gli sconti in ogni forma e modalità"

Non ci sono più i saldi di una volta. Già, oramai sono diventati solo una delle molteplici occasioni per abbassare i prezzi e stimolare i compratori, inoltre non arrivano più con il finire della stagione, come dimostrano quelli di quest'anno: e allora perché non toglierli insieme a tutte le altre forme di acquisto a prezzo diminuito? Questa provocazione arriva dal presidente di Confesercenti, Silvano Meneguzzo, proprio nel giorno in cui i negozi vengono presi d'assalto per l'inizio degli sconti. 
I saldi invernali quest'anno prendono il via con circa tre giorni di anticipo rispetto agli anni passati. Molti negozi negozi ieri sono rimasti chiusi, o hanno abbassato prima la saracinesca, per prepararsi al grande giorno. C'era infatti da separare la merce a prezzo pieno da quella in saldo e indicare per ogni tipologia il prezzo di partenza, la percentuale di sconto e il prezzo finale di vendita. 

"Statisticamente, i giochi si fanno nei primi dieci, dodici giorni di saldo: in questo arco temporale vengono fatte solitamente oltre l'80 per cento delle vendite", afferma Graziella Basevi di Confcommercio al giornale L'Arena. I commercianti sperano in un grande afflusso di clienti, che però devono essere invogliati a spendere: per questo motivo, e anche per fare un po' di onesta concorrenza, molti negozi partono con sconti già fissati al 50% o più. L'obiettivo è quello di risollevarsi dopo un Natale piuttosto deludente sotto il profilo delle vendite, nonostante Basevi e Meneguzzo lo abbiano definito il periodo di Avvento "più scontato di sempre", tanto da mettere in dubbio l'attuale ruolo svolto dai saldi di fine stagione, come del resto affermava la provocazione iniziale.
"Le promozioni, per legge, sono vietate nel mese che precede le svendite di fine stagione. Ma per promozioni intendiamo le occasioni di sconto ben pubblicizzate ed evidenti all'interno del negozio e non la miriade di offerte che viaggiano via mail, sms, carte fedeltà e chi più ne ha, più ne metta. Così è ovvio che l'appello stesso del saldo viene messo duramente alla prova", prosegue Basevi, mettendo nel mirino questo tipo di scelte commerciali da lei identificate come una "concorrenza sleale".

"Si tratta di jungla indefinita - aggiunge poi Silvano Meneguzzo sempre a L'Arena - che viaggia sul filo della legalità, a volte oltre, che è però difficile da individuare. Inoltre, i controlli sono pochi, le sanzioni insufficienti e questa situazione finisce necessariamente per snaturare il periodo dei saldi - tra l'altro non più di fine stagione. Non si trovano più gli ultimi capi di fine serie ma, capita sempre più spesso, merce comprata ad hoc. Ai primi di gennaio non si può pretendere più di tanto: non è fine stagione e siamo a troppi pochi giorni da Natale. Non c'è più il gusto del saldo e dell'attesa degli sconti, nemmeno nei clienti. Come Confesercenti sensibilizziamo sulla questione, spesso però rimanendo inascoltati, soprattutto dalla grande distribuzione".

"A queste condizioni, tanto vale abolire gli sconti in ogni forma e modalità", conclude Meneguzzo.

Intanto però centri commerciali e negozi vengono presi d'assalto dai clienti in cerca del migliore acquisto, mentre i commercianti sperano che la voglia di spendere che è mancata sotto Natale venga riaccesa dai prezzi ribassati.

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