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Progetto Polaris: un veronese ha realizzato il design del radiatore in viaggio verso la stratosfera

Federico Cipriani parla di un'esperienza "totalizzante". Il lancio del radiatore nel cielo svedese il 10 ottobre ha concluso il progetto. Ma Cipriani non si ferma qui

Dall'Università di Padova alla stratosfera. Questa la storia di Federico Cipriani, 24 anni di Villafranca, laureato in ingegneria aerospaziale nel 2013 all'ateneo patavino. Insieme a cinque ingegneri aerospaziali, due ingegneri informatici, un ingegnere elettrico e un ingegnere elettronico ha partecipato al progetto Polaris, che ha portato alla realizzazione di un radiatore, con la collaborazione di altri otto neolaureati del medesimo ateneo, che è stato lanciato nel cielo svedese lo scorso 10 ottobreLo strumento ha raggiunto i 30 chilometri di altitudine a un temperatura di novanta gradi sotto zero grazie ad un pallone stratosferico. Il radiatore ha la particolare funzione di permettere la regolazione attiva della temperatura interna dei veicoli spaziali, permettendo così la sopravvivenza delle persone e l'integrità dei componenti stivati a bordo. 

Federico Cipriani ha realizzato il design meccanico e ha dichiarato a L'Arena: "L'Esa, Agenzia Spaziale Europea, in collaborazione con quella tedesca e svedese,  ha ritenuto la nostra idea valida e per questo motivo ci siamo guadagnati un posto nel bando indetto dalla agenzia stessa. L'obiettivo era quello di creare un'applicazione per veicoli spaziali che fosse diversa da quella solitamente usata. La nostra tecnologia si basa su un radiatore composto da tre piastre, le quali possono essere avvicinate o distanziate".

La campagna di lancio è durata circa dieci giorni all'interno della base spaziale svedese di Esrange, la più grande d'Europa. Nella mattina del 10 ottobre Polaris è stato lanciato verso la stratosfera. "Grazie ai test svolti in quota - ha raccontato Cipriani a L'Arena - abbiamo potuto annotare molti dati interessanti. Constatando, come ci aspettavamo, che quando le tre piastre assumono una configurazione chiusa, avviene il massimo scambio di calore con l'esterno, quando sono aperte, invece, il minimo".
La sperimentazione nella sua parte iniziale si è conclusa, ma è possibile che in futuro alcune aziende private possano utilizzare la nuova tecnologia per fare ulteriori verifiche in laboratorio e impiegare in concreto il prototipo. 

Cipriani ha inoltre spiegato: "Il progetto è stato creato completamente da noi ". Luca  Parmitano, astronauta italiano che è stato nello spazio da maggio a novembre del 2013, sui suoi social network ha elogiato l'iniziativa definendola  "una bella storia italiana".

Cipriani a poi concluso dicendo: "È stata una esperienza totalizzante. Ho avuto la possibilità di conoscere grandi esperti, confrontarmi con professionisti, oltre al fatto di aver avuto la fortuna di visitare innumerevoli luoghi, come Capo Nord e gli straordinari fiordi norvegesi. È stata un'avventura molto formativa, ho appreso quello che difficilmente si comprende solamente sui libri, per questo mi sento di consigliarla a tutti". Concluso questo progetto, i loro studi non si fermano qui, come ha raccontato lo stesso Cipriani: "Sebbene sia attratto dalla robotica, con alcuni ragazzi di Polaris, sono in procinto di affrontare costruzione e sviluppo di droni".

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