"Hai vinto una vacanza!", ma in realtà è un contratto di finanziamento da ben 12 mila euro

I programmi vacanze offerti da club nascondono spesso delle insidie. L'associazione Adiconsum interviene in difesa del consumatore. "Fate attenzione alle clausole, leggetele sempre. In caso di malcontento c'è sempre il recesso"

L’associazione Adiconsum Verona denuncia la pratica commerciale al limite della legalità messa in campo nell'ambito dei viaggi e avvisa i consumatori sulla possibilità di esercitare il diritto di recesso. Alcuni giorni fa è stato organizzato un incontro presso un hotel veronese per proporre sconti sulle vacanze. Una coppia è stata invitata a partecipare ad un meeting in un hotel di Sommacampagna in cui sarebbe stato spiegato il programma di adesione al club vacanze e i magnifici sconti previsti. Dopo la firma del contratto, lunedì scorso i consumatori hanno ricevuto la visita presso casa di un incaricato per firmare anche il contratto di finanziamento, per un importo complessivo pari a 12.000 euro circa.

Adiconsum ricorda che dal rapporto si può recedere inviando una comunicazione entro 14 giorni e così esercitando senza oneri il diritto di ripensamento. Lo dice la normativa che disciplina i contratti relativi a prodotti per le vacanze di lungo termine. Quelli che vengono comunemente chiamate club o programmi vacanze consistono in un contratto di durata superiore a un anno che consente al consumatore di acquisire essenzialmente il diritto di ottenere promozioni e vantaggi su alloggi per vacanze, voli e macchine a noleggio o ad altri servizi affini. Normalmente il consumatore in un primo tempo viene contattato telefonicamente o tramite attività porta porta con la scusa di aver vinto degli "sconti favolosi" oppure un "viaggio". Viene quindi convocato in un hotel dove si propone la sottoscrizione di un contratto con la promessa di andare in vacanza a poco prezzo. Successivamente gli viene fatto firmare un finanziamento, che può aggirarsi attorno alle 10-13 mila euro, per il pagamento del programma. In alcuni casi il problema sorge nel momento in cui il consumatore voglia recedere. A volte la promessa convenienza e i vantaggi non ci sono e vengono applicate clausole molto stringenti e illegali a danno dei consumatori. Ad esempio viene richiesto un acconto oppure viene detto – talora in maniera perentoria – che non si può in alcun modo recedere dal contratto dopo aver apposto la firma. Ovvero che non si ha la possibilità di scegliere luogo o data di partenza e che occorre pagare l'intera somma in un'unica soluzione.

É bene sapere, invece, che grazie al Codice del Consumo, il cittadino ha 14 giorni, a partire dalla conclusione del contratto, per recedere senza specificarne il motivo e senza alcun costo. I pagamenti inoltre devono sempre avvenire in forma rateale secondo scadenze periodiche e, a partire dalla seconda rata, il consumatore può porre fine al contratto senza incorrere in penali purché dia il preavviso all'operatore. Sono, inoltre, vietati versamenti di denaro a titolo di acconto. Le società che offrono questo tipo di servizio, a volte, applicano clausole non rispondenti al dato normativo, confidando sulla disinformazione dei cittadini e quindi sulla loro inerzia dinanzi a simili accadimenti. In generale, è buona norma leggere attentamente tutte le clausole contrattuali prima di sottoscrivere qualsiasi documento. In caso di dubbi o per ottenere tutela, Adiconsum Verona è a fianco dei consumatori veronesi per far valere i loro diritti.

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