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Centenario della Grande Guerra: ricostruite le identità dei 7500 veronesi partiti per combattere

La sezione veronese dell'Associazione Nazionale Alpini si prepara a celebrare l'anniversario della I° Guerra Mondiale con serie di iniziative tra cui la ricerca del Dott. Graziani che permetterà di elaborare un grande Albo dei caduti

"Conoscere il passato per comprendere il presente, per non dimenticare ciò che è stato ed evitare di commettere gli stessi errori". Questo lo spirito con il quale la sezione veronese dell'Associazione Nazionale Alpini si prepara a commemorare il Centenario della Grande Guerra. Anniversario che le penne nere veronesi hanno intenzione di onorare con una serie di iniziative destinate a coinvolgere da vicino tutti i gruppi presenti sul territorio e la cittadinanza.

Oggi più che mai, come ricorda il presidente sezionale Luciano Bertagnoli, è necessario ribadire il valore fondamentale della pace. Proprio come ricordato nel corso del Raduno Triveneto delle Penne Nere, svoltosi a Verona a settembre. "I venti di guerra soffiano forte anche oggi e dobbiamo ricordarci che le micce pronte a far esplodere un nuovo conflitto, oggi sono molto più numerose rispetto al passato - spiega Bertagnoli -. Quando incontriamo i ragazzi proviamo spesso a farli riflettere sulla tragedia che ha comportato una guerra mondiale. Chiediamo loro di immaginare cosa potrebbe succedere nel caso in cui, in un paese di duemila abitanti, dovessero improvvisamente scomparire tutti i giovani di 20 anni: diventerebbe di colpo un paese fantasma. E questo purtroppo non è il frutto della fantasia, ma un fatto storico realmente accaduto".

Un fatto costato la vita a più di 7.500 veronesi, come rilevato dalla monumentale ricerca del dottor Dario Graziani, pensionato appassionato di Storia. Uno studio dei documenti dell'epoca che ha consentito a Graziani di ricostruire le identità di oltre 7.500 militari partiti da Verona per combattere. Grazie a questa ricerca del Dott. Graziani che ha reso disponibile all’ANA di Verona e all'aiuto dell'alpino Silvano Lugoboni, ricercatore storico, collaboratore dell’Archivio di Stato di Verona, il Centro Studi della sezione ANA di Verona sarà in grado quest’anno già a partire dal mese di Maggio 2015, di elaborare un Albo d'Oro dei caduti della Grande Guerra, suddiviso per comune.

La ricerca di Graziani non si è limitata alla storia delle battaglie. "Non mi interesso solamente alle vicende militari, ma anche e soprattutto a quelle umane. Al centro del mio studio c'è sempre l'uomo, inteso come individuo. Non si può dimenticare che tra le tante vittime della Grande Guerra, c'erano ragazzi poco più che diciottenni". Quattro volumi per analizzare nel dettaglio i quattro anni del conflitto. Un breve resoconto storico dei fatti d'arme più importanti e l'elenco di tutti i caduti con i dati anagrafici e le cause del decesso. "Delle oltre 7.500 vittime veronesi, i due terzi sono caduti in combattimento, mentre il resto per malattie provocate dalle terribili condizioni vissute nelle trincee e nei campi di battaglia. Si ricordi anche l'impatto che la tubercolosi ebbe sui civili, con la decisione di Massalongo di aprire un tubercolosario a Ponton".

Lo studio di Graziani non ha eguali. "Si tratta di un lavoro di fondamentale importanza - commenta Silvano Lugoboni -. Perché mai prima d'ora erano state consultate e incrociate un numero così importante di fonti documentali/archivistiche". Con un lavoro di anni, Graziani ha analizzato i nominativi riportati sull'Albo d'Oro dei caduti, edito nel 1964 dal Ministero della Guerra, un’operazione che però non garantiva la dovuta precisione nel computo delle vittime totali. Così l'esperto ha passato in rassegna anche gli Atti di nascita, i registri annuali delle nascite e i documenti prodotti dal Distretto Militare di Verona ossia i "ruoli matricolari mod. 105". Una mole impressionante di documenti con oltre 308 ruoli matricolari composti ciascuno da circa 200 pagine, delle classi di nascita dal 1874 al 1900. Documenti in grado di svelare, dopo un attento studio, preziosissime informazioni: zone di guerra in cui la persona ha prestato servizio; reggimenti d’appartenenza; ferite riportate e ricoveri ospedalieri; decorazioni; promozioni; date e località di trasferimenti; campagne di guerra; azioni di merito; encomi; mutilazioni in guerra; dati e contrassegni personali; luoghi e date di morte o di dispersione. Ma la ricerca non era ancora conclusa. La vera e propria "chicca" è arrivata con l'analisi degli Estratti degli atti di morte dei singoli soldati (documenti prodotti dall'amministrazione militare, obbligata a inviarli al municipio di residenza del soldato) che fornivano precise indicazioni sulle cause del decesso, il luogo e l'eventuale luogo di sepoltura (consultando quasi 4mila atti di morte degli oltre 100 registri comunali). E fondamentale si è rivelata anche la consultazione dei giornali dell'epoca che riportavano gli annunci mortuari.

"Graziani ha trascritto in formato digitale tutte queste informazioni sui caduti della Grande Guerra e ora siamo in grado di poter elaborare un Albo d'Oro di tutti i caduti suddiviso comune per comune oppure di recuperare informazioni importantissime come per esempio associare i caduti per reparti di appartenenza - commenta Giorgio Sartori, vice presidente della sezione ANA veronese e curatore del progetto -. Inevitabilmente ci sono dei limiti dovuti alle mancanze documentali negli archivi, ma la fonte è ufficiale e si tratta sicuramente di un'ottima base di partenza per qualsiasi ricerca sul tema". E la sezione di Verona rimane a disposizione di chiunque abbia intenzione di effettuare ulteriori studi sull'evento (tesi di laurea, ricerche storiche).

Ma le iniziative in cantiere per commemorare al meglio l'importante anniversario non sono finite. Entro Maggio la sezione ha intenzione di inaugurare una mostra che sarà poi itinerante sulla storia degli alpini veronesi. Dalla loro prima apparizione nelle caserme di Caprino Veronese e di Bosco Chiesanuova con il 9° Battaglione alpini che nel 1882 divenne Battaglione "Monti Lessini", fino alla costituzione della sezione nel 1920, una ricerca con il contributo del professor Vasco Senatore Gondola, del tenente colonnello Massimo Beccati consulente storico e curatore del Museo “Fondazione Medaglia d'Oro Carlo Ederle", di Luca Zanotti e di Flavio Melotti.

Il circolo culturale "M. Balestrieri", grazie al contributo dell’alpino Francesco Tumicelli, metterà invece a disposizione i propri documentari attinenti al periodo della Grande Guerra, soprattutto per le scuole, e si rende disponibile a tenere anche conferenze storiche su temi specifici.

Il Centro Studi ANA Verona ha poi avviato una raccolta e ricerca di tutto il materiale disponibile e inedito atto a ricostruire la storia dei battaglioni alpini veronesi e degli alpini che ne fecero parte come il Btg. “Verona” il Btg. “Val d’Adige” ed il Btg. “Monte Baldo”.
Prosegue poi l'iniziativa delle visite guidate al trinceramento di Malga Lessinia, recentemente ripristinate grazie all'impegno dei volontari della sezione veronese dell'ANA, che ha coinvolto moltissime scuole nel corso del 2014. Durante l'anno saranno organizzate anche le "giornate in grigio verde" durante le quali oltre alla visita guidata al caposaldo di Malga Pidocchio sarà presente anche il gruppo storico "6° Alpini Battaglione Verona, 58a compagnia", in divisa d'epoca con armi ed equipaggiamenti della Grande Guerra.

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