Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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Real Bodies. 17enne incinta convinta dalla zia ad andare alla mostra rinuncia all'aborto

In una toccante telefonata agli organizzatori, un'ospedaliera veronese ha raccontato come la nipote abbia deciso di tenere il bambino che porta in grembo dopo aver visto la donna plastinata incinta di cinque mesi

Se mia nipote partorirà una bambina la chiamerà Maria come la plastinata gravida che, commuovendola per il suo triste destino, le ha fatto rinunciare all'aborto”. La direzione della mostra internazionale Real Bodies, in una concitata telefonata ricevuta in orario di apertura ieri mattina, si è sentita riferire questo proposito riguardante la donna plastinata incinta di 5 mesi ribattezzata Maria. Il corpo che descrive la gestazione, trattato come gli altri presenti a Real Bodies con la tecnica della polimerizzazione, è ospitato dall'esposizione al primo piano nel padiglione dell'apparato riproduttivo e considerato dai visitatori come uno dei pezzi più d'impatto di tutto l'allestimento che in tutto conta 36 corpi interi e oltre 300 organi plastinati.
A raccontare la motivazione, tra mille ringraziamenti, una signora della provincia di Verona riferendo un fatto accaduto domenica scorsa all'interno della mostra che rimarrà aperta a Jesolo fino al 3 maggio prossimo. “Sono la zia di una ragazza di 17 anni che abita a Brescia” ha chiarito subito la donna, di professione paramedico in una importante struttura ospedaliera veneta “che domenica è venuta col fidanzato di 19 anni a vedere la vostra mostra dei corpi plastinati. A prenotargli la visita e a regalargliela sono stata io che l'avevo già visitata a gennaio e mi erano rimasti impressi i vari stadi di sviluppo del feto all'interno dell'utero. Ho fatto questo regalo a mia nipote perché anche lei è incinta nonostante la giovane età e volevo che si rendesse conto di cosa le cresceva dentro”.
“Ora sono sicura di aver fatto bene a mandarla a vedere la mostra” ha esultato la signora veronese “mia nipote aveva scoperto di essere incinta del fidanzato da poco più di una settimana e si era confidata con me perché lavoro all'ospedale e potevo fornirle informazioni sull'aborto facendomi però giurare che non l'avrei detto ai suoi genitori perché lo voleva raccontare lei in un secondo momento. Da un lato le ho dovuto fissare l'appuntamento al consultorio in settimana per decidere la visita dal ginecologo per l'aborto, come da sua richiesta, ma dall'altro però mi è venuta in mente la vostra mostra molto istruttiva a livello visivo sui vari stadi della gravidanza e sull'anatomia degli organi riproduttivi femminili. Per questo l'ho richiamata chiedendole che in cambio, nonostante la sua riluttanza, venisse a visitare la mostra a mie spese”. Detto fatto, domenica i due fidanzati sono venuti in mostra con gli amici. “Al ritorno da Jesolo dopo la visita, mia nipote mi ha chiamato quando erano ancora in autostrada” continua la zia veronese “e mi ha riferito di essere rimasta molto colpita dal triste destino della donna plastinata incinta morta qualche mese prima dell'allestimento della mostra senza poter dare alla luce il suo bambino. Si è commossa pensando che lei al contrario il suo bambino ce l'ha in grembo e non pensa a dargli un futuro. Mia nipote ha concluso che dopo questa esperienza non ce la fa più ad abortire perché non pensava che vedere dal vivo come si forma una vita dentro la pancia le facesse questo effetto”.
“In principio credevo fosse solo un momento di incertezza” confessa la zia “e invece poi mi ha anche chiesto di disdire la visita per l'aborto e ora credo proprio che terrà il bambino e dovrà dirlo ai suoi genitori”.
Ora ai due fidanzati toccherà fare tutto alla luce del sole” ha concluso la zia riferendosi alla gravidanza inaspettata della nipote che ora, se verrà prolungata, probabilmente toglierà la coppia dalla spensieratezza della loro giovinezza per proiettarli verso l'importanza e il peso di scelte e responsabilità da adulti.
“Se tutto questo accadrà” ha dichiarato “è anche grazie all'esperienza, per certi versi particolare, che hanno potuto vivere all'interno dell'esposizione che li ha fatti riflettere sulle loro scelte. Per questo ringrazio molto lo staff di Real Bodies anche a nome dei due ragazzi”.

“Una telefonata che ci ha fatto riflettere molto, non senza emozionarci” ammettono gli organizzatori “nonostante non avessimo dubbi sull'importanza educativa della mostra per le giovani generazioni, un dato rilevato dai nostri esperti mentre calibravano il valore comunicativo e didattico dei contenuti durante la realizzazione di Real Bodies, ma anche confermato dagli attestati di stima arrivati dagli insegnanti che, sempre più numerosi, scelgono questa mostra ricca di contenuti per far studiare il corpo umano e far crescere in modo equilibrato la consapevolezza di esso nei loro studenti”.
Dobbiamo ammettere che questa testimonianza fra tutte finora è quella ci ha colpito di più” concludono i responsabili dell'allestimento “in sé è anche la conferma mai arrivata in modo così diretto e toccante di quanto possa essere importante un'esperienza particolare della corporeità come quella offerta da Real Bodies. Un risvolto di vivida riflessione sui contenuti della mostra che mai ci saremmo immaginati perché riguarda una scelta legata ad una nuova vita che deve ancora venire alla luce e che ora lo potrà fare”.

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