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Siccità, anomalie termiche e pioggia in questo inizio di primavera veneto

I dati di Arpav mostrano una ravvicinata alternanza di periodi molto caldi e molto freddi. Proprio questa alternanza è responsabile di diffusi danni ad alcune colture

Le piogge di questi giorni sono state un toccasana per i terreni agricoli del Veneto, i quali in questo inizio di primavera avevano sofferto. Prima un prolungato periodo di siccità, poi un susseguirsi di anomalie termiche e diffuse gelate tardive hanno danneggiato numerose colture, con importanti effetti sulle loro produzioni. Le fioriture precoci di pruni, albicocchi e peschi, favorite dalle temperature molto superiori alla media registrate durante la seconda decade di febbraio, hanno subìto danni durante le frequenti gelate avvenute a cavallo del 20 marzo. In seguito, già alla fine del mese di marzo, la rapida ascesa delle temperature ha consentito a molte frutticole di riprendere la loro attività vegetativa e di conseguenza colture di ciliegi, kiwi ma anche gelsi, fichi, viti, melograni ed altre frutticole hanno subito un forte shock termico dalle intense gelate del 7 e dell'8 aprile.

NUOVI RECORD PER LE TEMPERATURE

Arpav, l'agenzia regionale per l'ambiente del Veneto, ha evidenziato che nell'ultima decade di febbraio una intensa fase calda ha interessato tutta la regione. Il precedente record di caldo era stato diffusamente raggiunto 2 anni fa, nel 2019. Ben 62 delle 109 stazioni in funzione dall’inizio degli anni '90 hanno registrato un nuovo record per le temperature massime che in pianura sono arrivate diffusamente oltre i 22° con punte tra i 24° e 25°. E anche le temperature medie e minime hanno fatto registrare rispettivamente nuovi record di caldo.
Tra la fine della seconda e l’inizio della terza decade di marzo un lungo periodo freddo ha comportato frequenti gelate, più intense a fine periodo, che hanno fatto registrare qualche nuovo record su 32 stazioni distribuite su tutto il territorio ad eccezione di pianura e costa meridionali. Più in generale, le temperature minime registrate in questo periodo sono molto inferiori alla media ma non tali da superare i record del 2018 per la costa, del 1998 e del 1987 per alcune stazioni montane già attive in quell’anno. Il 22 marzo, sul finire del periodo freddo, complici le inversioni termiche, in pianura le temperature minime hanno spesso superato i -3° e in alcuni casi anche i -4°.
Alla fine della terza decade di marzo, la stessa che all'inizio aveva registrato gelate diffuse, si è assistito ad un repentino rialzo delle temperature ed al superamento di numerosi record di caldo specie sulla zona alpina e prealpina ma anche sulla pianura e sulla costa ad eccezione della fascia più meridionale. Le temperature massime in pianura hanno superato i 24° e raggiunto in alcuni casi i 27°. Il precedente record, che risaliva al 2012, è stato superato da 52 stazioni sulle 109 considerate per le temperature massime.
Ad inizio aprile, a meno di una settimana dalla fase molto calda di fine marzo, una nuova irruzione fredda porta diffuse gelate nelle giornate del 7 e dell'8 aprile. Le temperature minime registrate in pianura scendono tra i -2° e i -3° con punte oltre i -4°. Sono 25, tutte in pianura o sulla costa, le stazioni che registrano un nuovo record delle temperature minime. I precedenti record di freddo risalgono, per lo stesso periodo di aprile, al 1994 limitatamente allOvest Veronese e al 2003 per tutto il resto del Veneto, ma con la sostanziale differenza che nel 2003 le gelate di aprile non erano state precedute da ondate di calore e quest’anno, oltre alla rilevanza delle diverse fasi, è da notare la ravvicinata alternanza di periodi molto caldi e molto freddi e proprio questa alternanza è responsabile di diffusi danni ad alcune colture.

LE PREVISIONI PER I PROSSIMI GIORNI

Dopo il passaggio della perturbazione di stampo autunnale che da domenica 11 aprile sta interessando la regione con precipitazioni estese e persistenti e quantitativi anche abbondanti, fa sapere Arpav, da mercoledì 14 il tempo tenderà a ritornare più stabile e soleggiato ma ancora condizionato da masse d’aria piuttosto fredde che manterranno per gran parte della settimana temperature ben sotto la norma del periodo. In pianura non sono previste intense gelate paragonabili a quelle registrate il 7 e 8 aprile ma le temperature minime tra mercoledì e venerdì potranno raggiungere valori molto prossimi allo zero o di poco superiori su gran parte della pianura e diffusamente sottozero sulle zone montane.

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