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Veneto approva Piano dei Trasporti, Zaia: «Intenso lavoro di pianificazione»

Viaggiatori (Foto di repertorio)

Ieri, 14 luglio, il consiglio regionale del Veneto ha approvato il nuovo Piano Regionale dei Trasporti: 29 i voti favorevoli, 13 i contrari, 3 gli astenuti.

L'assessore regionale ai trasporti Elisa De Berti ha sottolineato gli otto obiettivi fondamentali del piano che prevede investimenti, fino al 2030, per oltre 20 miliardi di euro, di cui oltre la metà già disponibili. Il 62% saranno dedicati alla mobilità e al trasporto su ferro e il 35% all'adeguamento e manutenzione stradale. Gli obiettivi sono: connettere il Veneto ai mercati nazionali e internazionali, per la crescita sostenibile dell'economia regionale; potenziare la mobilità regionale per un Veneto di cittadini equamente connessi, anche al fine di contrastare lo spopolamento dei centri periferici; promuovere la mobilità in funzione dello sviluppo dell'offerta turistica; sviluppare un sistema di trasporti orientato alla tutela dell'ambiente e del territorio, prevedendo di ridurre le emissioni nocive nell'aria; accrescere funzionalità e sicurezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto; promuovere il Veneto come laboratorio per nuove tecnologie e paradigmi di mobilità; completare ed efficientare la spesa pubblica per i trasporti e promuovere forme di finanziamento in grado di attrarre capitali privati; sviluppare una nuova governance integrata della mobilità regionale.

«Due anni e otto giorni: sono questi i tempi da record per il varo del nuovo Piano Regionale dei Trasporti del Veneto 2020-2030, frutto di un intenso lavoro di pianificazione che continuerà anche in futuro, attraverso un costante monitoraggio dei cambiamenti sociali ed economici, dei bisogni e delle abitudini della popolazione, dell'evoluzione organizzativa e dell'innovazione tecnologica in materia di mobilità». Così il presidente regionale Luca Zaia ha commentato insieme al suo assessore De Berti.
Il procedimento era infatti iniziato il 6 luglio 2018 con l'avvio delle attività preliminari di studio e ricerca. Il 25 marzo 2019 venivano approvati il documento preliminare di piano e il rapporto preliminare ambientale e poteva così iniziare la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas), avviando un confronto ad ampio raggio con gli enti aventi competenze ambientali, con gli operatori direttamente interessati alla redazione del piano e i portatori di interesse istituzionali e privati. Dal 2 luglio 2019 sono stati organizzati numerosi appuntamenti pubblici in tutta la regione per la presentazione del documento e l'illustrazione dei suoi obiettivi strategici, raccogliendo ben 110 contributi scritti, che sono stati analizzati e in gran parte recepiti nel piano. Da ciò è scaturito il nuovo Piano Regionale Trasporti Veneto 2030, adottato dalla giunta regionale il 23 settembre 2019. Le successive osservazioni pervenute da 41 soggetti pubblici e privati e i 3 pareri di enti competenti in materia ambientale, le relative controdeduzioni della struttura regionale e tutta la documentazione del Piano sono stati trasmessi alla Commissione Vas che l'11 dicembre 2019 ha espresso il proprio parere favorevole. Infine, il 17 dicembre scorso il provvedimento è stato trasmesso al consiglio regionale, che ieri lo ha approvato.

Un'approvazione che vede il contributo anche del vicepresidente del consiglio regionale Massimo Giorgetti, il quale con un ordine del giorno ha impegnato la giunta regionale a valutare i servizi che taxi ed ncc possono offrire soprattutto per andare incontro a particolari categorie soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria. «Il servizio offerto da taxi e ncc è parte integrante del servizio di trasporto pubblico locale - ha commentato Giorgetti - Sono davvero soddisfatto per l'approvazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti: un provvedimento strategico che proietta il Veneto verso un modello di mobilità sostenibile di qualità che ambisce a potenziare la rete di connessione tra tutti i territori della nostra regione».

Critico, invece, il Partito Democratico. La consigliera regionale Anna Maria Bigon ha commentato: «Il fatto che Grezzanella, Statale 12 e Regionale 10 siano inserite nel piano dei trasporti non offre alcuna certezza sulla tempistica ed è inaccettabile. Queste strade sono fondamentali per spostare il traffico fuori dai centri abitati. Per quanto riguarda il trasporto su ferro è indispensabile non solo elettrificare le linee, ma anche aumentare il numero dei treni e ridurre i tempi di percorrenza. Oltre a collegare, finalmente, il Catullo con la stazione Porta Nuova ed anche con l'area del Garda. Infine era necessario investire veramente nella progettazione di piste ciclopedonali garantendo finanziamenti agli enti locali».

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Infine, Enrico Cappelletti, candidato presidente alle elezioni regionali per il Movimento 5 Stelle ha dichiarato: «Si tratta dell'ennesimo progetto senza visione. L'unica prospettiva è quella di continuare a utilizzare la stessa strategia di sviluppo con colate di cemento ed asfalto che forse andava bene 50 anni fa, ma che ora non è più attuale. Non si parla di tecnologia, non si parla di innovazione, non c'è una visione da qui ai prossimi 20 anni. Il nuovo piano non affronta il nodo dei project financing, che fanno perdere ai cittadini del Veneto miliardi di euro».

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