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Val Borago e Vajo Galina: anche i cittadini sono invitati a partecipare al censimento degli habitat

Il progetto di studio denominato "YouFAB – Fondo Alto Borago", riguarda un’area di 989 ettari, che si estende a nord dei quartieri di Avesa e Quinzano fino a Montecchio di Negrar, con l'obiettivo di promuovere la conservazione della biodiversità della zona

Nelle riserve naturali Val Borago e Vajo Galina scatta l’ora del censimento: un campionamento allargato degli habitat e delle specie che rendono così particolare e straordinaria, dal punto di vista ambientale, questa zona.

Il progetto di studio del Borago Galina, denominato "YouFAB – Fondo Alto Borago", riguarda un’area di 989 ettari, che si estende a nord dei quartieri di Avesa e Quinzano fino a Montecchio di Negrar. L’obiettivo è quello di promuovere la conservazione della biodiversità della zona, oltre a definire e attuare forme di gestione sostenibile e strategie di valorizzazione dell’area, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, delle comunità locali e dell’imprese del territorio.

CENSIMENTO YouFAB – FONDO ALTO BORAGO - Il progetto, della durata triennale, è stato avviato il 1° ottobre 2021 e si concluderà a settembre 2024. La fase operativa degli studi, in corso di realizzazione, è condotta in ambito naturalistico con una modalità di tipo osservazionale sul campo, per censire insetti, animali, fiori e piante. Per le ricerche antropologiche e storiche, invece, è utilizzato il metodo delle interviste.

I CITTADINI OSSERVATORI ATTIVI - Oltre ai professionisti già attivi nella zona su incarico dall’Associazione Il Carpino, si punta oggi ad accrescere la partecipazione della popolazione al progetto. L’obiettivo è che più persone possibili, soprattutto giovani e studenti, diventino presto parte attiva del censimento. Veri e propri osservatori della natura in grado di raccogliere, nel pieno rispetto di questa particolare oasi, dati relativi a uccelli, mammiferi, insetti, ma anche fiori e piante.

Le segnalazioni potranno essere inviate alla mail fabcitizen@gmail.com. Tutte le osservazioni trasmesse saranno prese in considerazione dagli esperti, che le valuteranno e utilizzeranno i dati per il censimento. Le osservazioni più interessanti saranno premiate (tutte le informazioni e il modulo per la raccolta dei dati sul sito https://ilcarpino.org/youfab/).

L’iniziativa è promossa dall’associazione di Promozione Sociale Il Carpino con il sostegno della Fondazione Cariverona. Sono coinvolti il Comune attraverso il Museo di Storia Naturale e l’Università di Verona.

Il progetto è stato presentato mercoledì mattina dagli assessori all’Ambiente Ilaria Segala e alla Cultura Francesca Briani. Presente il presidente dell’Associazione Il Carpino Mario Spezia e per il progetto YouFAB – Fondo Alto Borago Serena Giuliari Coordinatore Tecnico e Debora Marcicci comunicazione. Per il Museo civico di Storia Naturale il conservatore di Zoologia Leonardo Latella.

«Mentre sta giungendo al termine l’articolata operazione per la donazione di 38 ettari della Val Borago ai Comuni di Verona e Negrar – sottolinea l’assessore Segala – nell’area è in fase di realizzazione un speciale campionamento di questa oasi naturale a pochi chilometri dalla città. Un progetto importante, che punta al coinvolgimento di quanti più ‘osservatori civili’ possibili. Tutta la cittadinanza è infatti invitata a partecipare, tenendo sempre alta l’attenzione e la cura per questo luogo speciale, che deve rimanere inalterato anche dopo le spedizioni di studio. Sul posto, attraverso appositi cartelli, saranno segnalate le aree interessate dal monitoraggio, in modo che i proprietari dei terreni e i cittadini visitatori siano costantemente informati su quanto sta avvenendo».

«I Musei civici e, nello specifico, quello di Storia Naturale – ricorda l’assessore Briani – lavorano da tempo in favore di un campionamento, il più ricco e articolato possibile, dell’habitat e delle specie presenti nella straordinaria riserva naturalistica del Borago Galina. Ricordo il volume pubblicato nel 2018 "La Val Galina e il Progno Borago. Un’area protetta alle porte di Verona" che è stato uno dei primi passi compiuti in questa direzione. È infatti fra i compiti dei musei di storia naturale, quello di monitorare, conservare e divulgare la biodiversità del territorio».

«La nostra speranza – dichiara il presidente Spezia – è che molte persone, soprattutto giovani e studenti, decidano di partecipare al censimento. In questo modo potremmo acquisire, oltre agli studi condotti nell’area dai professionisti incaricati, molti e diversificati dati frutto dell’osservazione dei cittadini-visitatori».

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