Qualità dell'aria, la Regione: «Una priorità». Bertucco: «Verona fuorilegge»

L'assessore Bottacin ha ricordato gli investimenti fatti da Palazzo Balbi per risolvere il problema, ma il consigliere comunale incalza sulla situazione del capuologo scaligero e chiede azioni efficaci

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Il problema della lotta allo smog è una priorità della Giunta regionale, fanno sapere da Palazzo Balbi. Solo per quanto riguarda l’ultimo triennio, sarebbe stato stanziato quasi un miliardo di euro per interventi di varia natura volti al miglioramento della qualità dell’aria in tutto il Veneto.

Stiamo parlando di un problema che, non da oggi, ha assoluta priorità nell’agenda regionale, – spiega l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacinle azioni messe in campo sono concrete e numerose: dagli incentivi alla rottamazione dei veicoli inquinanti ai sostegni per l’efficientamento energetico, dall’acquisto di treni e autobus ecologici fino alle iniziative per favorire l’energia pulita. I risultati ci danno ragione, ma non bisogna mai abbassare la guardia, anzi dobbiamo continuare sulla linea tracciata in questi ultimi anni, soprattutto nel campo dell’efficientamento energetico.
Parlare di emergenza smog può essere, in parte, fuorviante – precisa Bottacin – i dati registrati dicono che i trend relativi ai principali inquinanti sono in calo, ma non possiamo certo dormire sonni tranquilli, data la situazione geografica che, soprattutto per la conformazione della Pianura Padana, non ci consente di dormire sonni tranquilli. Molto spesso ci si concentra sull’inquinamento prodotto dai veicoli, si parla dei valori del PM10 senza ricordare che solo il 12-15% delle emissioni è imputabile ai veicoli privati. La priorità va data a tutto ciò che concerne l’efficientamento energetico.

Di qui la scelta forte della giunta regionale, che, con la regia dell’assessorato all’ambiente, all’interno del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Atmosfera, ha previsto azioni a tutti i livelli per favorire il miglioramento della qualità dell’aria nel territorio regionale.

Stiamo parlando di iniziative per oltre 710 milioni di euro nel biennio 2016-2018 e oltre 230 milioni per quest’anno – conclude l’assessore Gianpaolo Bottacin – che si traducono in interventi nel campo delle infrastrutture, del trasporto privato e pubblico, dell’agricoltura, dell’energia, della riconversione del patrimonio edilizio a fini di risparmio energetico, oltre agli incentivi destinati, in vari campi, a cittadini, enti ed imprese. Questo è il nostro impegno concreto, che intendiamo continuare a portare avanti, a dimostrazione che per la Regione Veneto la lotta allo smog è molto più di uno slogan.

Per quanto riguarda il capoluogo scaligero, è il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, Michele Bertucco, a richiamare la situazione sull'inquinamento in città (che definisce "fuorilegge per i suoi sforamenti) e a chiedere interventi più concreti all'amministrazione comunale e alla stessa Regione. 

Mentre Il Veneto e l’Italia continuano a pagare multe milionarie all’Unione Europea, dal 2011 ad oggi Verona ha costantemente superato il limite annuale dei 35 giorni di sforamento delle polveri (nel 2019 a ieri erano 52 giorni di sforamento) e così continuerà ad essere fintanto che l'amministrazione veronese non si deciderà ad adottare piani della mobilità intelligenti come da anni promesso.

Un’azione efficace contro le polveri richiederebbe anche un adeguamento delle politiche urbanistiche, invece, dopo la grande ondata di commerciale di Tosi, si continua ad aggiungere commerciale a dosi omeopatiche su tessuto già saturo come a Verona Est (Tiberghien, Aldi…) e a Verona Sud (ex Tabacchi e con la Variante 23 una grande superficie di vendita anche al Consorzio Agrario) e a promuovere la crescita di grandi attrattori di traffico.

Le misure strutturali di cui c’è bisogno dovrebbero prevedere il potenziamento del trasporto pubblico su ferro e su gomma, ma di ciò non c’è traccia nei piani del Comune, né in quelli della Regione.

Un aspetto dell'inquinamento spesso e volentieri trascurato riguarda gli effetti delle polveri sulla salute dei cittadini. Dovrebbe bastare consultare i numeri delle patologie legate all'inquinamento per infondere nei nostri amministratori la volontà di fare le cose per bene.

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