Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Verona, "La città migliore in Italia nella differenziata". Il Pd: "Dati del 2011"

L'assessore alle Aziende partecipate, Enrico Toffali, presenta il report di Federambiente: "Nessuno come Amia". Bertucco attacca: "Le percentuali ora sono scese. In realtà siamo in ritardo anche sugli eco-centri"

I più sensibili potrebbero sopportare il "balletto delle cifre" liquidandola faccenda con un "non importa quanto, basta che ci sia". Altri invece potrebbero voler dare ragione a Michele Bertucco, capogruppo del Pd in Comune ed ex presidente di Legambiente Veneto. Uno che se ne potrebbe intendere. Bertucco contesta i dati forniti dal Comune, secondo cui Verona risulta la città italiana più virtuosa sulla raccolta differenziata. La polemica nasce dalla partecipazione dell’assessore alle Aziende partecipate, Enrico Toffali, alla presentazione del report di Federambiente "La raccolta differenziata nelle aree metropolitane", nella sede dell'Amia. Dai dati dell'associazione ambientalista, Verona risulta la città più virtuosa, non solo fra le città di medie dimensioni ma di tutto il Nord Italia, con una crescita del 20 percento nella raccolta differenziata negli ultimi 5 anni. “La città di Verona e la sua municipalizzata Amia, da sempre sono simbolo di eccellenza - ha detto Toffali – e il report di Federambiente ne fornisce una ulteriore prova, dimostrando che nessun’altra azienda in Italia, inserita in una realtà di oltre 200mila abitanti, ha delle performance comparabili con quelle di Amia. Come ex presidente di Amia e assessore alle Aziende partecipate e all’Ambiente, non posso che essere pienamente soddisfatto di questo brillante risultato”.   .

Arriva dopo qualche ora la replica del Pd scaligero, a firma, appunto di Bertucco e del consigliere Elisa La Paglia: "La soddisfazione dell'amministrazione comunale e di Amia per il primato accordato alla raccolta differenziata veronese dall'ultimo rapporto Federambiente è un po' tardiva e stucchevole: il rapporto infatti è dei primi di luglio mentre i dati fanno riferimento all'anno 2011, quando la raccolta differenziata era sì 'ben lanciata', grazie all'introduzione del porta e porta in alcuni quartieri della città, il guaio è che da allora tale crescita si è dapprima arrestata per poi scendere lentamente: se Verona chiudeva il 2011 al 51% oggi, due anni dopo, siamo poco sopra al 50% (dato di maggio 2013)"

Continuano i consiglieri Pd: "Il nuovo traguardo del 65%, prescritto dalla legge, sarebbe a portata di mano per una città medio-grande come la nostra che presenta almeno 100mila abitanti in meno rispetto alle principali città 'concorrenti'. Riguardo all'estensione del porta a porta, Giunta comunale e Amia sono però nel pallone più completo. In ritardo è anche la diffusione degli eco-centri, il che penalizza ingiustamente anche i cittadini che hanno appreso abitudini virtuose. Di fatto si sta avverando la profezia di Paternoster secondo il quale la raccolta differenziata si sarebbe arrestata per risparmiare rifiuti a favore l'inceneritore".

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