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Università di Verona. Finanziato un progetto per ricavare energia dalle alghe

Quasi un milione e mezzo di euro messi a disposizione dall'Unione Europea per uno studio di 5 anni e che mira a comprendere le problematiche della conversione dell’energia solare in energia chimica

Le alghe possono essere un problema per il Lago di Garda sempre più caldo, ma possono anche essere una risorsa. Lo hanno capito gli scienziati del dipartimento di Biotecnologie dell'Università di Verona che hanno ricevuto un finanziamento dalla Comunità Europea per una ricerca sulla produzione di combustibile proprio dalle alghe.

Il finanziamento è di 1.441.875 euro e riguarda il progetto Solenalgae che mira a comprendere le problematiche relative alla conversione dell’energia solare in energia chimica, attraverso la fotosintesi. Al team di ricerca, guidato da Matteo Ballottari docente di Fisiologia vegetale, partecipano anche ricercatori del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano.

"L’utilizzo delle piante per la produzione di combustibile vegetale, come il bio-etanolo, il bio-diesel e il bio-idrogeno - spiega Ballottari - ha lo svantaggio di mettersi in contrasto con le necessità di produrre alimenti per il nostro sostentamento: invece di coltivare piante per nutrirci, si coltivano piante per produrre combustibile. Non è il caso delle microalghe, organismi fotosintetici unicellulari, che in questo momento rappresentano la soluzione più promettente in materia di energia ecosostenibile. La produttività di questi organismi, potenzialmente molto alta, deve essere tuttavia aumentata per sostenere i costi di gestione di grandi impianti di coltivazione, intervenendo in particolare sull’efficienza di conversione dell’energia solare in biomassa tramite la fotosintesi." 

Proprio su questo punto si focalizza Solenalgae, che studierà le basi molecolari della regolazione della fotosintesi nelle alghe per riuscire ad aumentare, attraverso tecniche di ingegneria biotecnologica, la produzione di biomasse e quindi la quantità di energia che si potrà recuperare. Lo studio prenderà il via nel mese di marzo e durerà 5 anni.

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