Homeschooling ai tempi del coronavirus: la testimonianza dell'Istituto Don Bosco di Verona

L'Istituto Don Bosco di Verona, ci racconta come ha riorganizzato la didattica

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Non andare a scuola per un mese, forse anche di più, sconvolge completamente la vita di professori e alunni. I ritmi vengono rimodellati e ripensati, ma l'istruzione non si ferma. La formazione a distanza diventa la  giusta soluzione, per non abbandonare gli alunni. L'Istituto Don Bosco di Verona, ci ha raccontato come ha riorganizzato la sua  didattica, ai tempi del Coronavirus.

 Come istituto come state gestendo la situazione emergenza coronavirus?

L'Istituto ha gestito la situazione privilegiando, come sempre cerca di fare, la trasparenza nel rapporto scuola-famiglia, condividendo tempestivamente informazioni chiare in un'ottica di collaborazione e dialogo. Fortunatamente la nostra scuola non è nuova ad esperienze innovative nell'ambito della didattica: mi riferisco alla classe rovesciata (dove gli studenti ricevono materiali prodotti e/o elaborati dagli insegnanti per lo studio a casa ed adottano l'ottica laboratoriale in aula), alle esperienze di cooperative learning ed alla formazione ed utilizzo di strumenti in ambito digitale. Si è quindi trattato di trasformare quello che poteva apparire come un solo vincolo in un'opportunità per sperimentare forme che fanno del ricorso al digitale ed alla condivisione in tempo reale uno degli elementi caratterizzanti.- ci racconta Martina Solfa Vicepreside per la scuola secondaria di 2 grado.

Come procede la didattica? State organizzando situazioni di homeschooling?

 Il nostro Istituto, composto dalla scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, sta affrontando la didattica a distanza con modalità ritagliate sulle esigenze delle diverse fasce cui si rivolge. Per le scuole superiori, la didattica procede quotidianamente con un calendario condiviso di impegni per i ragazzi: ci sono delle ore in videoconferenza, divise tra lezioni frontali e verifiche degli apprendimenti, attività partecipative e di dialogo tra studenti e docenti, ed ore in cui il lavoro è affidato alla gestione autonoma dei compiti e delle attività assegnate ai ragazzi. Una particolare attenzione da parte dell'Istituto è stata posta nella strutturazione di tali attività digitali allo scopo di salvaguardare l'equilibrio tra il fondamentale raggiungimento degli obiettivi di apprendimento ed il rispetto della salute e della vita familiare dei ragazzi.

Quali strumenti utilizzate ?

 Piattaforme di condivisione di materiali (come Classroom), registro elettronico come strumento ufficiale e sempre aggiornato per la comunicazione scuola-famiglia (il quale propone anche lo strumento della "classe virtuale"), strumenti per videoconferenze (come l'app "Meet"), libri digitali, video ed attività elaborate e proposte dai docenti.

Qual è la situazione dei ragazzi del 5 anno ?

 I ragazzi del quinto anno sono consapevoli dell'impegno che viene loro richiesto e affrontano con responsabilità e senso civico questo particolare momento. I docenti delle materie caratterizzanti, oltre alle lezioni "standard", hanno sviluppato percorsi ad hoc per la preparazione all'Esame di Stato.

Avete ragazzi occupati in scambi linguistici? Sono rientrati a casa?

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 Sì, il nostro Istituto tutto, anche se chiaramente divengono caratterizzanti le attività di scambio per i nostri studenti del Liceo Linguistico, organizza e prende parte a numerosi progetti di scambio. Per la prima parte dell'anno scolastico, i nostri ragazzi hanno ospitato i compagni di altre nazioni (Croazia ed Australia nei primi mesi), ma sono anche molti altri i progetti di scambio attivati (Germania, Spagna..). Le attività vengono quindi sviluppate nel rispetto delle recenti disposizioni e misure previste, nell'attesa che la corrispondenza che per ora è "soltanto" epistolare e video, possa consentire lo sviluppo di una piena esperienza di scambio culturale.

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