Cosa fare a Verona e provincia durante il weekend dall'1 al 3 maggio 2020

Quello che si può fare a Verona e provincia durante il fine settimana

Una panchina a Verona

Più che consigli su come trascorrere il weekend, è forse il caso di riepilogare cosa si può fare a Verona e provincia. Il refrain "restare a casa" è tecnicamente ancora valido, almeno fino al 4 maggio incluso, quando ad entrare in vigore sarà ufficialmente il nuovo Dpcm firmato il 26 aprile dal premier. Se fossimo particolarmente cool (fichi ndr) o magari anche solo un pizzico più anglofoni, noi italiani questo nuovo decretone di oltre 70 pagine lo chiameremmo, non più "decreto #iorestoacasa", ma "decreto #lovethedistance". Il timore, onestamente, è che ci tocchino formule più arrabattate, quali "decreto #stammiallalarga" o "decreto #vicinisenzaesagerare", ma in sostanza il messaggio è quello che conta ed è abbastanza chiaro: dal 4 maggio i motivi consentiti per uscire si amplieranno, non moltissimo, ma in modo comunque significativo e, dunque, ad essere fondamentale sarà il rispetto delle cosiddette forme di "distanziamento sociale", oltre all’utilizzo dei dispositivi di protezione come mascherine e guanti.

Di fatto in Veneto questo tipo di situazione si sta già parzialmente verificando in anticipo sulla scorta di provvedimenti locali, ecco perché ci è parso utile per tutti i lettori provare a dedicare questa rubrica alla comprensione di quali siano, in questi giorni convulsi di decreti e ordinanze che si sovrappongono, le norme e i divieti effettivamente da rispettare a Verona e, in linea di massima, negli altri Comuni scaligeri (a parte il capoluogo di Verona non terremo conto delle ordinanze sindacali, quindi verificate sempre). Allo stesso tempo, cercheremo anche di evidenziare le cose che è possibile fare, poiché qualche libertà dopo essere stata presa in prestito dalla legge ci è anche stata restituita. Tutto quel che segue si riferisce ad oggi e fino al 3 maggio (salvo successivi inediti provvedimenti), poiché dal 4 maggio entreranno in vigore nuove e diverse norme nazionali e bisognerà anche capire se nel frattempo ci saranno novità dal punto di vista regionale, essendo anche le ordinanze in scadenza domenica notte.

Passeggiate, attività motoria e sportiva individuale

Il decreto della presidenza del Consiglio in vigore fino al 3 maggio prevede a livello nazionale che le passeggiate si possano fare «in prossimità» della propria abitazione. Inutile in Veneto ormai chiedersi cosa significhi il concetto di «prossimità», se 400 metri o 2 chilometri, poiché il governatore Luca Zaia ha emanato un’ordinanza, la numero 43, che estende la possibilità di fare «attività motoria e all’aria aperta» all’intero territorio del proprio Comune di residenza o dimora. Questo vale, ovviamente, fatto salvo che i vostri sindaci non abbiano fatto delle ordinanze più restrittive al riguardo. È superfluo in tutto il Veneto chiedersi anche quando si debba indossare la mascherina, i guanti o igienizzarsi le mani: la risposta è sempre nel caso in cui si esca di casa, poiché su questo l'ordinanza regionale numero 43 è più restrittiva delle attuali norme nazionali e impone l'obbligo appunto sempre e dovunque.

In Veneto dunque, questo weekend, ciascun cittadino può spostarsi da casa per fare attività motoria, cioè passeggiare, andare a zonzo liberamente, gironzolare senza meta come un flaneur nella Parigi dell’Ottocento, all’interno dell’intero territorio comunale dove risiede o abita. Non solo, ma si può uscire di casa per fare attività motoria in tutto il territorio comunale anche utilizzando «la bicicletta, o altro mezzo», così recita l’ordinanza di Zaia. Attenzione però, sempre individualmente, salvo che accompagnate minori o persone non autosufficienti, comunque usando mascherina e guanti o gel igienizzanti e mantenendo un metro di distanza almeno gli uni dagli altri, dunque senza creare assembramenti che sono e resteranno vietati.

Quando poi nell’ordinanza si dice «altro mezzo» non s’intende l’automobile o la Vespa, sia ben chiaro, perché lo spostamento è inteso e giustificato legalmente per «fare attività motoria», quindi è evidente, ma lo sottolineiamo ugualmente, che non si può nemmeno in Veneto fare una passeggiata con l’automobile o il motorino. A tal proposito chiariamo un’altra cosa: l’autocertficazione degli spostamenti serve ancora anche in Veneto e anche per fare una passeggiata nel proprio Comune. Ammettiamo pure che è un’eventualità piuttosto remota ormai (lo ha fatto capire pure il sindaco di Verona), ma tecnicamente un agente di polizia, o un carabiniere, sono autorizzati a chiedervi di compilare l’autocertificazione anche se state facendo una semplice passeggiata a piedi: «È giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione, ove l’agente operante ne faccia richiesta». A dispetto d'interpretazioni e indiscrezioni circa la non necessarietà del documento per l'attività motoria, questo è invece il testo della Faq dedicato alle passeggiate tuttora presente sul sito del governo e dunque da ritenersi fonte ufficiale di riferimento. Anche l’ordinanza regionale numero 43 del governatore Zaia non ha cambiato una virgola al riguardo.

Faq passeggiate 16 aprile 2020

La Faq sul sito del governo dedicata alle "passeggiate" - 30 aprile 2020

Panchine e alzaie

I cittadini di Verona possono tornare a sedersi sulle panchine. Sembra una cosa da nulla, ma provate a farlo e poi ne riparliamo…

Il sindaco di Verona ha anche revocato con una nuova ordinanza il divieto di utilizzare le piste ciclopedonali cittadine salvo che per i motivi specificati dal Dpcm vigente sugli spostamenti, dunque le ciclopedonali si possono ora riutilizzare, sia a piedi che in bicicletta, anche per fare attività motoria. Oltre a questo, è possibile tornare a frequentare le alzaie dell’Adige, anch’esse riaperte dal primo cittadino scaligero. Restano però chiusi fino al 4 maggio sia le aree verdi che i bastioni del parco delle mura comunali.

Mercati all’aperto e acquisti di cibo d’asporto

Sono ripresi i mercati all’aperto, vi si entra in modo ordinato e contingentato, mantenendo le distanze di sicurezza e, nel Comune di Verona, in un numero di persone non superiore a quello dei banchi presenti. Trovate nono solo prodotti alimentari, ma anche prodotti florovivaistici e potenzialmente vestiti per bambini, perché così ha voluto che fosse il governatore Zaia nella sua ordinanza numero 42. Sabato 2 maggio si terrà per la prima volta dall’inizio dell’emergenza il mercato all’aperto nel quartiere Stadio, quindi se tra un’attività motoria e l’altra vi venisse voglia di fare un acquisto potete andarci, rigorosamente con mascherina, guanti o gel igienizzante per le mani.

La stessa ordinanza regionale appena citata ha poi introdotto in Veneto un’altra novità importante che, di fatto, anticipa le misure poi prese nel Dpcm del 26 aprile che entreranno in vigore dal 4 maggio in tutta Italia. Stiamo parlando ovviamente della vendita di cibo d’asporto da parte degli esercizi commerciali come pizzerie, ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie. Non solo dunque la consegna a domicilio, ma anche la possibilità di andare in questi negozi ed effettuare l’acquisto da asporto dei generi alimentari. Attenzione, in Veneto fino al 3 maggio questo si può fare solo previa prenotazione effettuata online, piuttosto che telefonicamente, oltre che ovviamente nel rispetto delle norme di "distanziamento sociale", indossando mascherina, guanti o essendosi igienizzati le mani e, cosa molto, importante rispettando il divieto di consumare sul posto il prodotto alimentare acquistato. Per mangiare, si torna a casa. Altra cosa essenziale: l'acquisto del cibo d'asporto può avvenire in Veneto, sulla base dell'ordinanza 42, solo in un esercizio commerciale presente sul territorio del proprio Comune di residenza/domicilio. Quindi, riassumendo, potete uscire di casa, sedervi su una panchina e ascoltare il canto degli uccellini, fare una chiamata e prenotare una pizza d’asporto, recarvi prima al mercato dello Stadio per acquistare dei fiori o un pollo arrosto, andare a ritirare finalmente la vostra pizza e fiondarvi a casa per mangiare il tutto. Ma non potete ordinare un gelato d’asporto, andare a prenderlo e sedervi sulla panchina a mangiarlo. Anche in questo caso il gelato d’asporto va consumato a casa, quindi scegliete bene la gelateria dove andare a prenderlo onde evitare di ritrovarvelo sciolto.

Per quanto riguarda i supermercati, quelli al chiuso, resta in vigore il divieto di apertura la domenica e durante i festivi, mentre a poter aprire durante la settimana e non più solo per due giorni sono, in virtù sempre dell’ordinanza regionale 42, le librerie, i negozi di vestiti per bambini e le cartolerie. Piccola nota di colore, se nel vostro Comune non c'è un negozio di vestiti per bambini la Regione Veneto sostiene nei suoi "chiarimenti" che potete recarvi in un altro Comune per fare l'acquisto, ma come visto prima, la stessa Regione Veneto in un altro documento che contiene "chiarimenti" sull'ordinanza 42 sostiene che se nel vostro Comune non avete una pizzeria d'asporto attiva non potete andare in un altro Comune a prendere la pizza o il gelato d'asporto. A noi è parsa una contraddizione (chi volesse approfondire ne abbiamo parlato qui), ad ogni modo il consiglio generale è quello di evitare di uscire dal proprio Comune fino al 3 maggio incluso salvo che per «comprovate esigenze lavorative», «motivi di salute», o un'«assoluta urgenza», poiché dal 4 maggio il nuovo Dpcm consentirà non solo la vendita di cibo d'asporto ma pure gli spostamenti interni alla propria regione anche per «situazioni di necessità», tra le quali appunto rientrano gli acquisti di «generi alimentari» e di «generi di prima necessità».

Seconde case, barche e velivoli (!)

Per lo stesso motivo il consiglio a chi voglia spostarsi verso la propria seconda casa nel weekend è di rimandare alla prossima settimana se non vi è una motivazione per farlo che abbia il carattere dell'«assoluta urgenza». È vero che l'ordinanza regionale numero 43 in Veneto consente di «raggiungere le seconde case di proprietà o imbarcazioni e velivoli di proprietà che si trovano al di fuori del Comune di residenza», ma tale spostamento è giustificato solo «per lo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene».

Ora, delle due l'una: o tale punto dell'ordinaza numero 43 è assolutamente pleonastico perché la circostanza era in realtà già normata dalle regole vigenti a livello nazionale, oppure tale punto consentirebbe di fare una cosa che contrasta con le suddette prescrizioni nazionali. Il testo della Faq sul sito del governo che risponde alla domanda «È possibile raggiungere la seconda casa?», recita infatti come segue: «No. È vietato trasferirsi o spostarsi, con qualsiasi mezzo, in un Comune diverso da quello in cui ci si trovava alla data del 22 marzo, salvo che per comprovate esigenze lavorative o in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute. Anche all'interno del Comune gli spostamenti (sottinteso "verso le seconde case" ndr) sono consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, o in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute. L'accesso alla seconda casa può essere consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni».

Faq seconda casa 29 aprile

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