Al Filarmonico 3° appuntamento della Stagione Concertistica de I Virtuosi Italiani

Prosegue domenica 10 marzo, la XX STAGIONE CONCERTISTICA DEI VIRTUOSI ITALIANI con il pianista Giuseppe Albanese che ci accompagnerà insieme a I Virtuosi Italiani, in un programma intitolato “STORIE” . In programma insieme alla celeberrima la Serenata per archi in do maggiore di Pëtr Il'ič Čajkovskij, due composizioni per pianoforte e archi di raro ascolto. Di Franz Liszt ascolteremo la “Malédiction” mentre di B. Britten “Young Apollo”, uno tra i pochi brani dedicati al pianoforte solista dal compositore britannico, folgorato in Canada da Keats.

Malédictìon per pianoforte e orchestra d'archi risale agli anni giovanili dell'autore e con la sua successione di temi e situazioni musicali ben esprime l’entusiasmo creativo di un Liszt ventenne, ispirato a Parigi da Victor Hugo. Fu scritta intorno al 1830, in funzione prevalente di un pianismo ricco di effetti, nel rapporto tra momenti lirici ed esplosioni vivacemente drammatiche, secondo quello stile che appartiene interamente a questo compositore. Il pianoforte svolge un ruolo da protagonista, quasi a descrivere ed evocare vari stati d'animo contrapposti fra di loro e sostanziati di slanci e ripiegamenti, di sogni, di ansie, di contemplazioni sentimentali e di superamento delle antinomie della vita in un clima di felicità inventiva. Il pezzo richiede la presenza di un solista dalla tecnica solida e sicura nell'evidenziare la crescente progressione dei vigorosi accenti sonori.

Young Apollo è, come la trascritta Lecture di Liszt, una Fantasia-Concerto in cui il pianoforte si ritaglia scatti giovanili più che languidamente apollinei: temi spezzati, passi staccati, arpeggi nervosi. Invece elegante e raffinata, come sempre in Britten, è la scrittura degli archi, trasparente anche nei passaggi più tesi. Nell'agosto 1939 la radio canadese trasmise il pezzo con Britten solista; in dicembre lo riprese una emittente di New York. Ma il cielo sopra l'Europa diventava sempre più scuro. Con lo scoppio della guerra, Britten tornò in Gran Bretagna, per coscienza e come obiettore di coscienza, e ritirò il pezzo. Apollo si chiuse in un cassetto e non tornò più alla luce fino al 1979.

(fonte foto I Virtuosi Italiani)

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