Martedì, 19 Ottobre 2021
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Al debutto il terzo titolo del cartellone del Festival lirico dell'Arena: la Tosca di Puccini

L'opera esordirà quest'anno il 26 giugno alle 21 e verrà proposta per 6 rappresentazioni nello scenografico allestimento ideato nel 2006 da Hugo de Ana, che ne ha curato regia, scene, costumi e luci

Venerdì 26 giugno alle ore 21.00 debutta il terzo titolo del cartellone della 93a edizione del Festival lirico 2015 all’Arena di Verona: Tosca di Giacomo Puccini.
L’opera viene proposta per 6 rappresentazioni nello scenografico allestimento ideato nel 2006 da Hugo de Ana, che ne ha curato regia, scene, costumi e luci. Dirige tutte le rappresentazioni in programma Julian Kovatchev.

Le grandi voci che mettono in scena l’amore drammatico di Tosca vedono protagonista Hui He (26/6 – 8, 11/7) ed Elena Rossi (16/7 – 6, 14/8), insieme a Marco Berti (26/6 – 8, 11/7 – 6/8) e Dario Di Vietri (16/7 – 14/8) nei panni dell’amato Cavaradossi e a Deyan Vatchkov nel rivoluzionario Angelotti. L’antagonista Scarpia è interpretato da Marco Vratogna (26/6 – 16/7), da Rodrigo Esteves (8, 11/7) per la prima volta in Arena e da Ambrogio Maestri (6, 14/8). Completano il cast Federico Longhi come Sagrestano, Paolo Antognetti in Spoletta, Nicolò Ceriani come Sciarrone e, infine, Romano Dal Zovo alla sua prima areniana nel ruolo del Carceriere.

Gli interpreti sono affiancati dai complessi artistici areniani Orchestra, Coro, figuranti e Tecnici dell’Arena di Verona. Impegnato nella produzione anche il Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. Il Coro areniano è preparato da Salvo Sgrò, il Coro di Voci bianche da Marco Tonini.

Repliche: 8, 11, 16 luglio ore 21.00 - 6, 14 agosto ore 20.45.

Tosca è l’opera che porta sulla scena areniana il dramma passionale di amore, morte, gelosia dei suoi tre protagonisti: la cantante Floria Tosca, diva dalla spiccata femminilità in cui convivono religiosità e trasgressione; il pittore Mario Cavaradossi, artista fedele alla Repubblica Romana anticlericale, illuminista rivoluzionario, innamorato della sua arte; il barone Scarpia, ministro della polizia pontificia dominato dalla seduzione del potere. Il tutto sullo sfondo di una Roma in costante tumulto politico e sociale. La partitura, terminata da Giacomo Puccini nel 1899, esprime eloquentemente questa vicenda passionale, ricca tanto di colpi di scena quanto di celebri romanze, tra cui le famosissime E lucean le stelle, Recondita armonia e Vissi d’arte, a sottolineare il carattere intimo che ha interessato il compositore, più della cornice storica dell’omonimo dramma di Victorien Sardou da cui Luigi Illica e Giuseppe Giacosa hanno ricavato il libretto in 3 atti.

Un’opera profondamente intimista che all’Arena di Verona è stata rappresentata in 15 Festival con 10 allestimenti diversi dal 1937 ad oggi, tra cui la lettura del regista argentino Hugo de Ana presentata per il Festival lirico 2015.

De Ana porta Tosca negli ampi spazi areniani con una messa in scena ideata ad hoc nel 2006, che ogni volta riscuote grande plauso e ammirazione dal pubblico del Festival lirico. Per mettere in scena "un’opera di personaggi", come l’ha definita lo stesso regista, de Ana ha puntato su una teatralità di tipo cinematografico, che sapesse trasmettere la psicologia dei personaggi e cogliere in maniera profonda le loro intenzioni drammatiche: "Come in un thriller, una sorta di noir, con un cocktail di politica, religione ma soprattutto di passione; passioni che, dall’inizio alla fine, agitano tutti i personaggi, in tutte le direzioni, non solo nel senso dell’amore e della gelosia". E come ambientazione della vicenda de Ana ha progettato per l’Arena di Verona una scenografia imponente e fortemente simbolica, esaltata da costumi eleganti, ricchi e solenni del periodo napoleonico. La scena quindi evoca nell’anfiteatro veronese la città di Roma, con Castel Sant’Angelo e la sua statua riproposta in dimensioni enormi, la Basilica di Sant’Andrea della Valle in cui si svolge la pomposa celebrazione del Te Deum, Palazzo Farnese con i suoi sfarzi, il suono lontano delle campane delle chiese e del canto del pastore, e le trincee con cannoni ai margini della scena. Un allestimento riuscito, questo riproposto per il Festival lirico 2015, che la critica ha definito "un’opera da ascoltare con gli occhi".

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