I Rebis in concerto al Centro Studi Campostrini inaugurano La Valigia dei suoni

La rassegna musicale “La Valigia dei suoni. Migrazioni e contaminazioni nel globo sonoro” arrivata alla sua dodicesima edizione è un progetto realizzato con la direzione artistica di Meri Palvarini e Max Marmiroli. Tema della  nuova edizione è “Un mondo di suoni tra arte e cultura”, sull’incontro tra arte e cultura, attraverso sonorità ricercate che attraversano confini spaziali e temporali molto vasti. Inaugura i quattro appuntamenti venerdì 9 giugno alle 21 il duo genovese Rebis con i loro ospiti, alla Fondazione Centro Studi Campostrini, in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona. I concerti si tengono anche in caso di pioggia e si possono prenotare i posti specificando nominativi e data dello spettacolo di interesse all’indirizzo info@centrostudicampostrini.it.

Ingresso intero 15 euro, ridotto 10 euro (studenti con tessera universitaria).

Rebis deriva dal latino res bina, ovvero unione degli opposti, e ben descrive il percorso del duo formato da Alessandra Ravizza (voce e chitarra) e Andrea Megliola (chitarra e mandolino), le cui canzoni sono un fertile terreno d’incontro tra le diverse tradizioni musicali mediterranee e alcuni dei suoi idiomi. Con loro sul palco di Verona ci saranno il polistrumentista Edmondo Romano ai fiati (una decina di fiati diversi), il violoncellista siriano Salah Namek, il percussionista Matteo Rebora alle percussioni arabe e turche (darbuka, riq e bendir), al basso elettrico Emanuele Milletti, e il rapper e attivista nigeriano Natty Scotty. La loro musica è caratterizzata da sonorità balcaniche e jazz, melodie arabe e della tradizione popolare italiana, figure ritmiche di origine turca, dove la parola ora in italiano, ora in francese, ora in arabo costruisce ponti e incontri tra i popoli del Mediterraneo. Sin dall’esordio, con il primo album Naufragato nel deserto, il duo ha ottenuto numerosi riconoscimenti e ha visto la sua partecipazione a numerosi festival e rassegne nazionali tra i quali Mediterrarte Festival, Suq Festival, Sanremo Off, Il Canto della Terra Festival e molti altri.

Passione, ironia, denuncia, introspezione e nostalgia: queste le caratteristiche del concerto dell’affiatato ensemble di musicisti che inaugura La Valigia dei suoni, attraverso sonorità acustiche per nulla scontate. «A Verona porteremo il nostro nuovo concerto che si intitola “Qui” – spiega Alessandra Ravizza –. Si tratta di un viaggio tra le sponde del Mediterraneo, con undici canzoni composte in Italia in italiano, arabo e in francese, che raccontano principalmente storie di donne in cerca del loro posto nel mondo. Ho studiato la musicoterapia e la prima cosa che ho imparato è che è importante far suonare la parte sana del paziente. Di fronte alla violenza, all'odio e all'oppressione di questi anni, abbiamo pensato che potevamo costruire il nostro spettacolo sulla parte bella del nostro tempo, e quindi far suonare storie di persone che stanno costruendo la propria vita attraverso la relazione e l’incontro con l’Altro».

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