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Pioggia di riconoscimenti sul teatro Impiria

Pioggia di riconoscimenti sul teatro Impiria

Pioggia di riconoscimenti sul teatro Impiria

Dalle Dolomiti alla Costiera Amalfitana, sino a gi nelle grotte di Castellana

Lo spettacolo “Sognavamo di vivere nell’assoluto”, allestito dal Teatro Impiria di Verona, si è aggiudicato in qualità di “Miglior Spettacolo” il prestigioso Festival Nazionale di Teatro “XS” di Salerno (già vinto dal Teatro Impiria lo scorso anno con lo spettacolo “Il ponte sugli oceani”, un Festival salutato da Dario Fo, riservato a spettacoli “Extra Small”), nonché il Festival Nazionale “Paolo Dego” di Ponte nelle Alpi (BL) in qualità di “Miglior Spettacolo” e “Miglior Regia”.

Lo spettacolo, per la regia di Andrea Castelletti su un testo di Raffaello Canteri, è la storia vera di un gruppo di giovani artisti di provincia, che negli anni Trenta del Novecento sognarono di cambiare il mondo attraverso l’arte. Un’opera di forti passioni, collocata in un tempo sconvolto dal fascismo e culminante nella tragedia della seconda guerra mondiale che finisce per travolgere i sogni e la vita degli stessi protagonisti. In scena Sergio Bonometti (già premiato come “Miglior Attore” al Concorso “Sem Benelli” di Roccastrada, GR), il trio musicale Tiziana Bisognin, Giovanni Ferro e Antonio Canteri e la danzatrice Marisol Trematore.

Tra le motivazioni dei premi assegnati, si riportano i seguenti stralci: “Il testo, originale, frutto di una ricerca rigorosa, porta sul palcoscenico pagine di una storia poco conosciuta, inserite con naturalezza nel libro della Grande Storia. Lo spettacolo si compone in modo armonioso di diverse forme espressive (la narrazione, la musica, la danza, il video) e, grazie alla bravura degli artisti in scena, fa rivivere vicende e personaggi, coinvolgendo emotivamente il pubblico”….“Il gruppo Teatro Impiria di Verona, dà conferma di possedere una propria idea di teatro, grazie non solo a una definita poetica dell’intero gruppo, quanto alla possibilità di lavorare con un autore (Raffaello Canteri) di evidente talento letterario che fornisce alla compagnia testi narrativi già disponibili a divenire drammaturgia”.


Per la miglior regia, assegnata a Castelletti, la motivazione riporta: “Per aver messo in scena un monologo che non perde mai di energia e sostiene sempre l’attenzione del pubblico; per aver saputo miscelare il racconto drammatico con momenti di leggerezza, grazie a musica, canto e danza. Per la scenografia, evocativa e funzionale al tempo stesso, capace di creare uno spazio prospettico ricco di colori e suggestioni fantastiche.

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