Dal Filarmonico il concerto dell’Orchestra dell’Arena tra Bellini e Mozart

Al suo debutto al Teatro Filarmonico, il maestro Alessandro D’Agostini dirige un programma dedicato agli impulsi drammatici e romantici che percorrono la bellezza neoclassica del Settecento. Accanto alle ouverture da opere di Gluck e Spontini, l’Orchestra dell’Arena propone una rara sinfonia giovanile di Bellini e soprattutto la luminosa Messa dell’Incoronazione di Mozart con il Coro preparato da Vito Lombardi e i solisti Gilda Fiume, Alessandra Andreetti, Antonino Scarbaci e Francesco Azzolini.

Il concerto del 31 ottobre, con 4800 visualizzazioni su Youtube, 1700 sulla webtv e oltre 400 spettatori in diretta Facebook, ha premiato l’impegno di Fondazione Arena che insieme all’ANSA e alle altre Fondazioni aderenti all’ANFOLS, porta online gli spettacoli chiusi al pubblico a seguito del DPCM della scorsa settimana nell'ambito del progetto #apertinonostantetutto.

Il concerto sarà trasmesso venerdì 6 novembre alle 20 sulla webtv di Fondazione Arena al link https://arenatv.uscreen.io/ e resterà disponibile in streaming anche sulle piattaforme Facebook e Youtube.

Il programma che inaugura il novembre sinfonico di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico è nettamente diviso in due diverse parti, legate da un filo rosso storico e tonale: nella prima si alternano compositori operistici tra fine Settecento e primo Ottocento che unirono diverse e anche coraggiose forme di sperimentazione tra teatro d’effetto ed esercizi di stile sinfonici.

Christoph Willibald Gluck (1714-1787) apre il metaforico sipario del 6 novembre. Rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1767 e riveduta per le scene parigine nove anni dopo, Alceste è tra le opere più significative della riforma gluckiana, volta a portare maggiore concisione e verità drammatica nel teatro musicale. La sua breve Ouverture ne è già una perfetta sintesi strumentale, per l’atmosfera cupa dell’incipit Lento in re minore e per il successivo sviluppo in Andante, che ben anticipa la tensione che pervade l’opera. La versione da concerto è quella dell’originaria stesura viennese, che nel 1776 sarebbe stata in parte sacrificata per raccordarsi direttamente all’ingresso del Coro con un modernissimo colpo di teatro.

L’opera più famosa di Gaspare Spontini (1774-1851), nonostante una produzione prolifica per il teatro ed un notevole successo che lo portò a lavorare in Francia, Prussia ed Inghilterra, rimane La Vestale. Composta nel 1807 per Parigi, racconta la storia d’impossibile amore tra la protagonista Giulia, destinata a diventare appunto una vestale, e il generale romano Licinio. Anche la Sinfonia introduttiva segue la struttura che prevede un drammatico Presto assai agitato preceduto da un solenne e misterioso Andante sostenuto. Pur con sviluppo e finale molto diverso, la trama de La Vestale non può non richiamare quella dell’intensa Norma di Bellini, terzo autore in locandina.

La Sinfonia in re minore di Vincenzo Bellini (1801-1835), di incerta datazione come altre otto sinfonie poco conosciute, è ascrivibile agli anni giovanili del talentuoso compositore catanese: divisa secondo la forma bipartita in una introduzione lenta (Andante maestoso) ed uno sviluppo in tempo più mosso (Allegro con spirito), rivela tutta la raffinatezza dell’orchestrazione e la ricca invenzione melodica che contraddistingueranno le grandiose opere della maturità, compendio di dramma e belcanto. Oltre alla già citata Norma, sono molti gli esempi tra cui I Capuleti e i Montecchi, La Sonnambula e I Puritani. 

La seconda parte del concerto non è operistica, ma è dominata interamente da un capolavoro sacro di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), che nella sua sterminata produzione riuscì ad infondere anche nella musica liturgica, cameristica, concertistica e sinfonica il proprio naturale talento teatrale e drammatico: l’esempio lampante è la concisa e insieme gloriosa Messa dell’incoronazione KV 317. Composta nel 1779 per la festività salisburghese dell’Incoronazione di una immagine della Vergine ritenuta miracolosa sin dagli anni ’40 del Settecento, è tra gli esiti più alti del lungo apprendistato mozartiano al servizio dell’Arcivescovo Colloredo. La messa, in tonalità prevalente di do maggiore, unisce le forme semplici tipiche della Missa brevis alla solennità del contrappunto e degli interventi solistici, con un’originale ripresa ciclica del tema iniziale. Protagonista assoluto della pagina è il Coro preparato da Vito Lombardi, mentre sul podio del Filarmonico fa il suo esordio il direttore Alessandro D’Agostini, esperto interprete del repertorio operistico e sinfonico in particolare dei secoli qui rappresentati. Nelle parti soliste sono impegnati il soprano Gilda Fiume e gli Artisti del Coro Alessandra Andreetti (mezzosoprano), Antonino Scarbaci (tenore) e Francesco Azzolini (basso).

La grandiosa messa mozartiana è un ulteriore omaggio al genio di Salisburgo in occasione dei 250 anni esatti dal suo passaggio a Verona, ricorrenza già celebrata in gennaio da Fondazione Arena con il concerto d’apertura della Stagione Sinfonica.

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