Le meraviglie del 2000. Opere della Collezione Stellatelli a Castelvecchio fino al 13 Dicembre

Shilpa Gupta, BlindStars BlindStars, 2008, installazione luminosa intermittente

Da un’idea di Beatrice Benedetti e Paola Marini nasce Le meraviglie del 2000, una mostra che fa dialogare diciotto capolavori del Museo di Castelvecchio con altrettante opere contemporanee tratte dalla sezione India- Cina-Pakistan della Collezione «Arte 2000» di Antonio Stellatelli. Undicesima edizione, per ArtVerona 2015, che annovera Le meraviglie del 2000 tra i suoi eventi collaterali, tutti ispirati a Emilio Salgari, e organizza appuntamenti e visite guidate al Museo nei giorni di manifestazione, dal 16 al 19 Ottobre.

Il titolo della mostra, organizzata dal Comune di Verona – Direzione Musei d’Arte e Monumenti in collaborazione con Veronafiere, rimanda all’omonimo romanzo fantascientifico di Emilio Salgari, scrittore veronese e figura guida dei collateral di questa edizione di ArtVerona . In Le meraviglie del 2000, del 1907, Salgari immagina infatti un balzo di un secolo, dal 1903 al 2003, verso i prodigi e i mali del nuovo millennio: inquinamento, terrorismo e una nociva frenesia. Il 2000 del titolo s’intreccia poi con il nome dato dal mecenate Antonio Stellatelli alla sua raccolta, a partire dall’anno spartiacque in cui essa ringiovanisce: dal contemporaneo "storico" alle avanguardie più recenti. Dopo quella data la collezione «Arte 2000 », ha accolto artisti con passaporto non necessariamente italiano, tra i quali i quattordici autori delle diciotto opere esposte, in accordo con l'andamento girovago dell’universo attuale.

«Le opere si parlano, dialogano tra loro in una lingua comune, e io le ascolto», asserisce il collezionista, ex manager, classe 1928. Venute al mondo in luoghi lontani ‒ seppur non più misteriosi com e al tempo di Salgari ‒ le tele 2.0, le sculture e le installazioni esposte al castello di Cangrande sono figlie di un tempo a noi molto vicino. Le assonanze tra esse e il Museo si rivelano al visitatore già all’ingresso, nella Galleria delle sculture, dove il collegamento tra Medioevo e Contemporaneità coinvolge l’intero ambiente. Legno, ferro e cemento sono infatti elementi base dell’intervento architettonico di Carlo Scarpa a Castelvecchio ‒ ultimato nel 1964 ‒ così come della prima opera in mostra dell’indiano Riyas Komu. Il legno di Left Leg , proveniente dal Kerala come l’artista, è poi comune denominatore tra la scultura di Komu e l’ Arca dei Santi Sergio e Bacco, un sarcofago di epoca romanica su cui è raffigurato il martirio dei cavalieri Sergio, decapitato, e Bacco, al centro della scena, ucciso a bastonate.

«L'innesto delle opere della collezione privata Stellatelli nello spa zio pubblico del Museo di Castelvecchio – dichiara Paola Marini direttore Musei d’Arte e Monumenti Comune di Verona - aiuta a riaccendere l’attenzione sulla raccolta storica del museo, a definire permanenze e differenze tra passato e presente. Si tratta di una selezione, chiaramente senza pretese esaustive, peraltro assenti in grandi mostre recenti com e No Country al Solomon Guggenheim o India Mon Amour nella multietnica Parigi del Centre Pompidou. Ne nasce un percorso temporaneo originale, fortemente personalizzato nel tema e nelle scelte curatoriali , che mira a esaltare le svariate anime del castello, già fre quentato in anni recenti dalle opere di artisti contemporanei, tra cui Pietro Consagra, Herbert Hamak, Maria Morganti e Giorgio Vigna. Passando da artisti italiani, per lo più non figurativi , ad autori orientali che si cimentano con vari linguaggi, abbiamo sensibilmente innalzato la “temperatura” del nostro confronto».

«Prendendo spunto da un classico letterario - afferma Beatrice Benedetti, curatrice - la rassegna mira a far risaltare la vera sfida del Duemila: destreggiarsi tra identità globale e individuale. Ben consapevole di essere in sé una sola moltitudine, l’artista avverte oggi l’ulteriore rischio di spersonalizzazione, qui evidente sia in autori con storie di conquiste alle spalle per vissuto geografico ‒ non scordiamo che India e Pakistan condividono lo stesso passato coloniale ‒ sia tra gli autori provenienti dall’odierno impero Cindia , minacciato da spinte irredentiste di minoranze Uiguri e di Hong Kong».

Informazioni: tel. +39 045 8062611 -  www.museodicastelvecchio.comune.verona.it

Artisti contemporanei in mostra : Riyas Komu, Shilpa Gupta, Zhang Dali, Mithu Sen, Sudarshan Shetty , Saksi Gupta, Nalini Malani, Rashid Rana, Liu Bolin, Cang Xin, Sunil Gawde, Reena Kallat, Barthi Kher, Valay Shende.

Visite guidate: sabato 17 Ottobre alle ore 10 con le curatrici. Tutte le domeniche, con il solo costo del biglietto d’ingresso, alle ore 11.00.

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