Mostra di diorami "E Dio vide che era cosa buona" all'Oratorio di San Pietro Martire

Sarà inaugurata sabato 5 dicembre, alle 17.30, all’oratorio di San Pietro Martire (a fianco della Basilica di Santa Anastasia), la terza edizione della mostra di diorami “E Dio vide che era cosa buona” di Mario Nascimbeni. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Verona, resterà aperta fino al 10 gennaio 2016, ad ingresso gratuito. L’iniziativa è stata presentata questa mattina dal consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi.

“Un’esposizione interessante e particolare – ha detto Pavesi – per promuovere la diffusione dell’arte del diorama e valorizzare nel contempo il sito di San Pietro Martire, che ben si presta a questo tipo di iniziative. L’esposizione, molto apprezzata nelle passate edizioni, presenta opere a tema sacro di finissima qualità, che ben rientrano nel clima natalizio”.

L’artista celebra a suo modo anche il centenario della Grande Guerra, 1915-2015, e affianca alle 24 creazioni che rievocano episodi biblici ed evangelici, 4 novità realizzate dopo un lungo lavoro di documentazione, denominate “Natale di guerra”. «Ho cercato di estrapolare da un contesto storico drammatico dei possibili momenti positivi – spiega Nascimbeni –, evitando rappresentazioni cruente e soffermandomi sulla riflessione, sulla preghiera, sulla famiglia: ciò che in quel tempo terribile poteva dare conforto».

Nascono così quattro suggestive scene: due donne al lavoro nella stalla, ad occuparsene in assenza degli uomini, e «sullo sfondo corre un trenino dell’epoca, come quelli che portavano i soldati al fronte»; una famiglia di campagna radunata davanti al focolare, «nonna, nonno, nipotini, moglie… manca solo il marito, il figlio: il conflitto spezza le famiglie»; un gruppo di alpini in marcia si ferma di fronte ad un’edicola sacra e prega, «si cerca aiuto spirituale e speranza». Il quarto diorama ci porta in trincea: «uomini divisi da una guerra, ma sempre uomini: da una parte arriva la gioia della posta, dall’altra si intagliano le statuine del presepe, per non perdere il senso delle tradizioni, per sentirsi idealmente vicini a casa, per dimenticare per un attimo l’orrore bellico». I diorami diventano pausa di meditazione, per lasciarsi affascinare dalla minuziosità della ricostruzione e per ritrovare, nel loro messaggio, il Natale di una volta.

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La mostra è composta complessivamente da 28 diorami (opere che riproducono paesaggi tridimensionali in scala ridotta) che narrano vari momenti della la vita di Gesù e che sono stati realizzati utilizzando materiali riciclati, come carta, polistirolo e legno. Ai tradizionali diorami, quest’anno il presepista Mario Nascimbeni ne ha aggiunti cinque ispirati al festival biblico (“Creato”, “Arca di Noè”, “Mosè e il Roveto”, “Lago di Tiberiade” e “Gesù ci parla”) e 4 ispirati al centenario della Grande Guerra, raffiguranti scene di vita quotidiane del periodo.

Nota biografica – Mario Nascimbeni lavora essenzialmente con materiali di riciclo, polistirolo, spugna e, in particolare, legno proveniente da bancali, ripulito, lisciato e riportato a nuova vita per minuziose ed intense rappresentazioni di ispirazione religiosa. "A Roma nel 1977 – racconta l’artista – sono rimasto affascinato da una mostra di diorami sulla vita di Gesù. Il Natale successivo ho realizzato i miei primi diorami e i primi presepi artistici, con scene dell’ Annunciazione e della fuga in Egitto. Da quel momento non ho mai smesso, avendo la gioia di esporre in molte città d’Italia e lasciando un presepe in esposizione permanente anche a Monaco di Baviera". 

La mostra resterà aperta nelle giornate del 6, 7, 8, 12 e 13 dicembre e dal 19 dicembre al 10 gennaio, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19; il 25 dicembre dalle 10 alle 13, il 26 dicembre e il 6 gennaio dalle 15 alle 19; chiusa il 1ª gennaio.

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