In Biblioteca Civica appuntamento con "Le parole della resilienza"

Una donna che dopo un incidente stradale riprende coraggiosamente le redini della sua vita e sfida il suo destino di disabile. Senza mai mollare, fino a conquistarsi una mobilità “accettabile”, un lavoro “accettabile”, la piena autonomia, anche grazie al potere liberatorio della scrittura. In primo piano il potere della resilienza come motore di cambiamenti positivi in situazioni particolarmente difficili mercoledì 14 marzo alle 17.30 in Sala Farinati in Biblioteca Civica nell’appuntamento “Le parole della resilienza” con il pedagogista Carmine Lazzarini e la scrittrice Rita Nicolaidis, l’ultimo in programma per la rassegna promossa dall' Associazione Culturale La Cura Sono Io in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Verona, con il patrocinio del Comune di Verona, Assessorati alla Cultura e ai Servizi Sociali, e il sostegno della Fondazione Cattolica. Letture di brani del romanzo di Rita Nicolaidis a cura di Giovanna Scardoni.

L’incontro si sviluppa a partire dall’autobiografia di Rita Nicolaidis “Vola colomba aringhe affumicate farfalle” (Ladolfi), dove la protagonista si trova alle prese con i postumi di un incidente stradale, da cui si è salvata per caso, o per miracolo: la macchina che la seguiva era di un medico, Livio, che aveva con sé la borsa con i farmaci per riportarla in vita. Dalla sua reazione forte, di positiva sfida al suo destino di disabile, Rita Nicolaidis sperimenta che cosa significa “resilienza”, un termine passato dalla scienza dei materiali, in quanto capacità di reggere agli urti violenti, alla medicina e alla psicologia, riorganizzando “il proprio percorso di vita, trasformando l’evento doloroso e traumatico in un processo di apprendimento e di crescita, quando le attività abituali della quotidianità sono state interrotte” (Elena Malaguti, “Educarsi alla resilienza”, Erikson, Trento 2005)-.

A dialogare con Rita Nicolaidis sarà Carmine Lazzarini, collaboratore della Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari, che affronterà il tema della “resilienza”, come reazione ai traumi e per affrontare le condizioni di cronicità, e sottolineerà l’importanza della scrittura per reagire alle rotture, alle svolte traumatiche, per ricreare un senso all'esistere.

Carmine Lazzarini. Pedagogista e ricercatore, esperto in problematiche educative e del mondo giovanile, da 20 anni collabora con il prof. Duccio Demetrio sull’approccio autobiografico all’educazione e alla ricerca. Ha approfondito  il ruolo della scrittura come cura di sé nelle esperienze di sofferenza e di lutto. Negli ultimi anni ha condotto laboratorio di scrittura con un gruppo di donne pazienti oncologiche presso l’Ospedale Maggiore di Cremona e con famigliari di pazienti psichiatrici al Centro Psico-Sociale di Cremona. Ha elaborato una personale visione della “pedagogia della memoria” e delle comunità locali e curato due pubblicazioni: Avremmo voluto fosse altro. Cinque donne raccontano il loro viaggio dentro il tumore(2011); e (con Gabriella Leggio), Cultura autobiografica, medicina narrativa, famiglie, salute mentale, (2013).

Rita Nicolaidis. Nata a Castiglione delle Stiviere (MN) e laureata in filosofia, dieci anni dopo un incidente stradale inizia a scrivere la sua storia. Nel 2010 vince il concorso “Pubblica con noi” col racconto “Vola colomba”, pubblicato con Fara, Rimini. Due anni dopo pubblica il testo autobiografico “Vola colomba aringhe affumicate farfalle” (Ladolfi). In quest'opera di impronta autobiografica ha sperimentato direttamente i benefici dell’uso della scrittura personale, come forma di riflessione sulla propria condizione, completando la sua guarigione e ricominciando ad avere fiducia nel futuro. Oggi, dopo anni di immobilizzazione e dipendenza altrui, vive in totale autonomia, ha progetti per il futuro, per continuare il suo cammino terapeutico, culturale, personale.

Il comitato promotore della rassegna “Le parole che ci salvano” è costituito da Maria Teresa Ferrari, Valeria Lo Forte, Claudia Colucci e Giovanna Scardoni.

L’associazione “La Cura Sono Io” è nata nel 2017 per iniziativa della sua presidente, Maria Teresa Ferrari, scrittrice e curatrice di eventi d’arte e di cultura, che a 50 anni ha dovuto affrontare un carcinoma mammario e terapie oncologiche. Di pari passo con la sua rinascita, il desiderio di “progettare bellezza, nonostante” con tutte le donne, alimentando una community su Facebook: un impegno che le è valso il Premio Victoria 2017 con Maria Grazia Cucinotta, promosso da Procter & Gamble con la “27esima ora” del Corriere della Sera. Per ritrovare il proprio benessere e risvegliare e sostenere l'amore della persona per se stessa e la propria vita, l'associazione promuove progetti che dall'ambito oncologico si estendono alle arti in genere, anche grazie al sostegno della Fondazione Cattolica, che sono stati presentati a gennaio alla Camera dei Deputati a Roma. Primo tra tutti, “I sogni di Terry”, che comprende la collezione di cappelli e copricapi estrosi e anallergici Cappelli ad Arte, portatori di messaggi positivi, pensati in particolare per chi vive la nudità improvvisa della sua testa, causata dalla chemioterapia o da altre patologie. #Copripensieri che aiutano e promuovono la ricerca contro il cancro.“Le parole che ci salvano”, rassegna di incontri da gennaio a marzo con esponenti dal mondo della cultura e delle scienze, tratta un tema complesso e vitale quale l'uso delle parole nei momenti più dolorosi. “Il Cuore in testa”, il progetto partito da Verona a ottobre che ha fatto tappa a Milano il 6 e 7 febbraio a Palazzo Marino, promosso in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche sociali, Salute e Diritti di Milano, legato alla diffusione della prevenzione del tumore al seno, che ha previsto una mostra di ritratti di donne e il convegno: “"Tumore al seno: dalla cultura della prevenzione alla cura estetica ed interiore per migliorare la qualità della vita”.

Info: Associazione Culturale La Cura Sono Io – cell. 329 0140241

www.lacurasonoio.it segreteria@lacurasonoio.it

Facebook: La cura sono io e Maria Teresa Ferrari

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