Nuova mostra di Studio la Città: "La Musée 2"

«A partire dal 6 novembre 2020 in conformità alla situazione attuale i nostri uffici rimangono operativi dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e 14-18. Le mostre La Musée 2 e Jacob Hashimoto 1999|2005 non saranno più visitabili con accesso libero, ma unicamente previo appuntamento concordato via mail o telefonicamente. Seguiteci sempre sui nostri canali web e social, dove terremo attiva e condivisa la nostra programmazione. Restiamo al sicuro, e restiamo connessi!».

La Musée 2

Studio la Città apre la nuova stagione espositiva con la mostra La Musée 2: una collettiva che riunisce sedici artisti internazionali, nello specifico 13 donne e 3 uomini. La mostra, nata da un’idea di Azad Asifovich è stata allestita nella sua prima edizione negli spazi di Galerie Italienne a Parigi e si propone di ribaltare una condizione che accomuna molte collezioni museali, composte per l’80% da artisti uomini e per il solo 20% da artiste donne. Qui la proporzione risulta volutamente invertita, nell’intento di scardinare l’attuale sistema dell’arte e della cultura in cui valori e modelli artistici tradizionali sono attribuiti agli uomini. Altre peculiarità di questa mostra sono l’itineranza e la variazione: ecco dunque che nella tappa allo Studio la Città alcune presenze sono cambiate rispetto alla mostra parigina.

L’intento a lungo termine di questa collettiva è infatti quello di diventare una rassegna itinerante, da proporre in un tour su diverse location, incrementando di volta in volta la proposta espositiva pur mantenendo intatto il proprio obiettivo.

«L’opportunità di dedicare un secondo appuntamento del tour espositivo nella mia galleria - racconta Hélène de Franchis - mi ha ovviamente appassionato, quindi ho scelto alcune artiste Anna Galtarossa, Tracey Snelling, Jessica Stockholder, Muriel Gallardo Weinstein, modificando parzialmente la composizione parigina e integrando la presenza maschile di Joseph Beuys con Gianni Caravaggio e Ettore Spalletti. Così è nata La Musée 2. L’idea è di affermare un’interpretazione al femminile dell’arte affiancata a quella di tre artisti il cui lavoro è in perfetta sintonia. Non ne faccio una questione di genere, semmai una questione di gusto: mi piacerebbe scombinare un sistema che ora guarda all’arte con troppa attenzione al mercato che, come disse Kounellis, "fa diventare l’artista quello che non è"».

Gli spazi di Studio la Città ospitano: Sylvie Auvray, Anne Deguelle, Helen Frankenthaler, Muriel Gallardo Weinstein, Anna Galtarossa, Ghazel, Francesca Grilli, Sofie Muller, Lulù Nuti, Kiki Smith, Tracey Snelling, Jessica Stockholder, Hema Upadhyay, e Joseph Beuys, Gianni Caravaggio, Ettore Spalletti.

Le opere sono realizzate con tecniche e materiali volutamente eterogenei e inscenano una narrazione fluida, quasi come in un ipotetico percorso espositivo museale, mettendo in discussione il contenuto semantico dei codici attualmente utilizzati nei musei. Il termine “museo” corrisponde in greco antico ad un luogo divino consacrato delle Muse, che onora le personificazioni delle Arti, spirituali e invisibili. Tradizionalmente sacro e prestigioso, il museo istituisce un pantheon di artisti che hanno ottenuto un riconoscimento nel corso della loro carriera ma, paradossalmente, il museo moderno vuole essere popolare e accessibile. Alla fine del XVII secolo e per tutto il XVIII, in Europa furono aperti musei pubblici per consentire ai cittadini di accedere alla Bellezza, fino a quel momento riservata alle élite. L’obiettivo era quindi quello di mettere a disposizione della popolazione il concetto di “buon gusto”, in modo che le Belle Arti ne fossero intrise e che la Virtù ispirata alla Bellezza guidasse le persone.

Qui, la galleria che diventa “museo” compie un’autocritica: uno studio sociologico rivela che le donne, una volta concluso il loro ciclo di studi d’arte, spesso abbandonano le loro ambizioni e rinunciano alla carriera artistica a causa di una maggiore selettività e di valutazioni economiche meno vantaggiose del loro lavoro. Una mostra così strutturata invita a una riflessione anche le gallerie, che essendo il primo canale di contatto tra i giovani artisti e la scena contemporanea, sovente svolgono un ruolo chiave in questo ambito.

Informazioni e contatti

Periodo espositivo:

13.10.2020 - 21.11.2020

Sede: Studio la Città, Lungadige Galtarossa 21, 37133 Verona

Orari: dal 6 novembre 2020 le mostre La Musée 2 e Jacob Hashimoto 1999|2005 non saranno più visitabili con accesso libero, ma unicamente previo appuntamento concordato via mail o telefonicamente.

Per informazioni: +39 045 597549 | mostre@studiolacitta.it | www.studiolacitta.it

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