Fino al 28 gennaio in mostra a Isolo 17 Gallery "La Camera delle Meraviglie"

Isolo 17 Gallery presenta La Camera delle Meraviglie, mostra collettiva a cura di Leonardo Regano. La storia ci tramanda le Camere delle Meraviglie come raccolte caotiche di oggetti preziosi e rarità che hanno contraddistinto il gusto della nobiltà e degli uomini di cultura tra il XV e il XVII secolo. Una mancanza apparente di ordine, tra anacronismi e sovrapposizioni di stili, scelto come perfetto paradigma del clima postmoderno in cui viviamo.

Muovendosi tra pittura, installazione, performance e fotografia, in mostra sono presenti cinque autori,  Hannes Egger, Serena Gamba, Jacopo Dimastrogiovanni, Sabrina Muzi e Amandine Samyn, che nella diversità dei linguaggi espressivi scelti hanno reso centrale nella loro pratica il rapporto con il passato e la memoria, qui legati in un confronto dagli esiti originali e carico di spunti di riflessione sul nostro presente.

Le camere delle meraviglie

Tra il XV e il XVII secolo, senza alcun ordine apparente se non l’arbitrio del collezionista, le Camere delle Meraviglie si sviluppavano disordinatamente, creando spesso anacronismi e confusioni tra raccolte e oggetti. L’importante era possedere quanto di più si poteva e quanto di più raro era in circolazione. L’obiettivo dichiarato era quello di “ricostruire l’intero universo in una stanza”.

Passato e presente, autentico e artefatto, naturale e artificiale: i confini tra le definizioni e le categorie divenivano labili e chi possedeva queste raccolte non lesinava espedienti scenografici per stupire il visitatore. Si viveva in un’epoca in cui ecletticità e vastità d’interessi erano sinonimo della raffinatezza culturale raggiunta. Traslata nelle moderne tecnologie, oggi torna questa confusione tra vero e verosimile, una mescolanza di linguaggi e di saperi che nutrono il nostro quotidiano e il nostro pensiero.

Le camere delle meraviglie diventano così il simbolo della nostra contemporaneità, ricca di stimoli e di fermento, fondata su una cultura stratificata che mescola le carte tra alto e basso, tra banale e geniale, triviale e raffinato. Per il pensatore contemporaneo, proprio come doveva essere per il visitatore delle wunderkammern, non c’è altra soluzione che accogliere tutte queste sollecitazioni e rilevarle nelle loro interferenze, modularle in un sapere articolato e ricco di riferimenti.

Come predetto da De Chirico, la strada per la ricerca del nuovo oggi la si trova nelle stanze del museo, nella continua citazione, in una ricerca in cui passato e presente si fondono uniti in un grado zero della creatività. E così anche per Marshall McLuhan che ha ribadito l’impossibilità di creare nel nostro tempo uno stile autentico, delineando nella rivisitazione degli stili del passato la vera chiave di lettura del nostro presente. La wunderkammern che ci apprestiamo a percorre in questa mostra, perciò, non è una raccolta di oggetti ma un momento di riflessione, una pausa dall’ansia del progresso, per ritrovare il riferimento al passato come via di fuga e momento fondante per una riconsiderazione del nostro futuro.

(fonte foto Isolo 17 Gallery)

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