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I Virtuosi Italiani in bilico tra Vivaldi e Astor Piazzolla

I Virtuosi Italiani in bilico tra Vivaldi e Astor Piazzolla

I Virtuosi Italiani in bilico tra Vivaldi e Astor Piazzolla

Domenica 4 dicembre, alle 11 al teatro Filarmonico, matine musicale con l'orchestra scaligera

Continuano in sala Maffeiana, al teatro FIlarmonico, le matinée in musica de I Virtuosi Italiani. Domenica 4 dicembre, alle 11, l’orchestra scaligera eseguirà le “Quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, solista Alberto Martini al violino, seguite da “Las cuatro estaciones porteñas” di Astor Piazzola, solista al pianoforte Marcello Mazzoni. I biglietti costano da 13 a 16 euro (per informazioni 0458006411).

Il capolavoro di Antonio Vivaldi dal titolo “Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione”, ottava opera del compositore veneziano, fu pubblicato ad Amsterdam dall’editore Le Cene nel 1725 con dedica al conte Wenzel von Morzin, autografo in cui è lo stesso autore a dichiarare che la composizione dei Concerti risaliva a un periodo precedente. La raccolta fu accolta subito con grande entusiasmo da illustri appassionati come il re Luigi XV e il filosofo Rousseau, e conferì a Vivaldi, che aveva allora 47 anni, una popolarità enorme. Il successo era da attibuire soprattutto ai primi quattro concerti intitolati “Le quattro stagioni”, uno dei primissimi esempi di musica descrittiva ispirati a quattro sonetti dal forte contenuto narrativo, di cui l’autore era forse Vivaldi stesso.
 

"Las cuatro estaciones porteñas" (dove porteño è il tango delle origini, ossia nato nel porto, quello di Buenos Aires), opera composta fra il 1965 e il 1970, rappresenta invece uno dei più alti punti di incontro tra tango e tradizione musicale colta, in cui il tango esce dai limiti della coreografia e si trasforma in musica da ascoltare e non solo da ballare. Distanti 250 anni dai colori brillanti e dai leggiadri equilibri del barocco veneziano, descrivono un mondo di struggimento e di tenerezza che respira al ritmo di tango. Prima con lentezza cullante, poi col brio di un locale notturno, emergono le luci e i suoni di un mondo lontano evocato dalla perfetta fusione del pianoforte con gli archi.

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