In arrivo anche a Verona la 25ª edizione delle Giornate FAI di Primavera

Quando nel 1993 si svolse la prima edizione delle Giornate FAI di Primavera (50 luoghi aperti al pubblico in una trentina di città) era difficile immaginare che sarebbero diventate uno degli appuntamenti più importanti del panorama culturale italiano. Quest’anno sabato 25 e domenica 26 marzo si festeggia la 25ª edizione delle Giornate, un compleanno importante per una vera e propria festa di piazza irrinunciabile. Queste “nozze d’argento” con l’orgoglio e la consapevolezza condivisa di vivere nel Paese più bello del mondo, sono un traguardo di cui essere fieri, ma al tempo stesso un punto di partenza. E non è che l’inizio, perché 25 anni di successo significano la certezza che questo incontro collettivo può soltanto crescere ancora.

Sabato 25 e domenica 26 marzo il FAI invita tutti in 400 località d’Italia dove, grazie all’impegno di 7.500 volontari e 35.000 Apprendisti Ciceroni, saranno aperti oltre 1.000 siti: chiese, ville, giardini, aree archeologiche, avamposti militari, interi borghi. Si tratta di tesori di arte e natura spesso sconosciuti, inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend con un contributo facoltativo.

Le Giornate sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante l’evento - a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate visite esclusive, corsie preferenziali ed eventi speciali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia.

VERONA

Palazzo Ridolfi - Il palazzo Ridolfi è datato 1545 e viene attribuito a Bernardino Brugnoli (1538-1585), architetto, ingegnere, cartografo ed idraulico veronese, nipote dell'architetto Michele Sanmicheli, la cui impronta rimane nelle opere del Brugnoli; il palazzo venne in seguito modificato con la costruzione del secondo piano, voluta dai Da Lisca. Distrutto da razzi incendiari il 23.02.1945, si salvò solo il salone centrale affrescato da Domenico Brusasorzi (Verona 1514-1567), adibito ora ad Aula Magna del Liceo. Il salone è decorato da un fregio pittorico di 40 metri sui quali si sviluppa la celebre Cavalcata di Carlo V e di Clemente VII che si svolse in Bologna il 24.02.1530.

Museo degli Affreschi Cavalcaselle - Il Museo degli Affreschi Cavalcaselle si trova negli spazi dell'ex convento di San Francesco al Corso, all'interno del quale è inserita la Tomba di Giulietta Capuleti. L'itinerario completo di questa sede museale permette di conoscere la storia di Verona, ad iniziare dalle pitture ad affresco che ornavano palazzi e chiese fra il Medioevo e il Cinquecento, staccate per ragioni di salvaguardia, tra XIX e XX secolo, dai muri su cui erano state dipinte; si prosegue con la suggestiva ricostruzione degli affreschi della cappella dei Santi Nazaro e Celso (i più antichi risalenti al 996).

Educandato Statale “Agli Angeli” - L'Educandato è stato istituito con decreto napoleonico l'8 febbraio 1812 come "Collegio Reale delle Fanciulle" nell'ambito di un progetto di laicizzazione della cultura. Attualmente l'istituto scolastico fa parte del patrimonio disponibile della Provincia di Verona, ed è frequentato da 1700 studenti di entrambi i sessi, che possono seguire scuole di diverso ordine e grado. Nell'ampio parco è stato di recente inaugurato un polmone verde di 24 mila metri quadrati, "un bosco in città". Di notevole interesse culturale sono le tele di Tomaso e Andrea Porta, padre e figlio, che a Verona hanno proficuamente lavorato, affrescando le ville più importanti (Sagramoso, Carlotti, Pellegrini, Ottolini).

PROVINCIA DI VERONA

Sommacampagna – Chiesa di San Rocco -  La chiesa di San Rocco, edificata nel 1511, si trova nel punto più alto di Sommacampagna, sulle rovine di un fortilizio medievale, di cui però oggi non resta nulla. Vi aveva sede una Compagnia della buona morte o Disciplinati, confraternita nata per assistere malati e morenti in occasione di epidemie. La chiesa venne adibita a ospedale da campo durante le battaglie risorgimentali. Il campanile risale al 1904, dopo che nel 1903 venne demolito quello originale. All'interno una tela con Madonna col Bambino, fra i santi Rocco, Antonio Abate, Francesco e Bernardino, una Madonna Assunta ritratta a mezzo busto, anche in questo caso di ignoto.

Sommacampagna – Oratorio di San Giovanni Battista - La cappella campestre di San Giovanni Battista fu edificata nel 1721, per richiesta del conte Campostrini, proprietario dei latifondi siti in contrada Zerbare. La necessità di costruire questa chiesa era dettata dal fatto che la località distava 1,5 miglia dalla parrocchiale, alla quale era collegata da una strada "incomoda". La chiesetta ha un portale di accesso architravato e incorniciato da una fascia in pietra modanata, sormontato da un riquadro affrescato raffigurante un sacro battesimo. L'interno si sviluppa in un'unica navata, lunga 6 metri e larga 4, con un altare barocco in marmo. Sono presenti una statua del santo protettore, una tela del Lanceni e due affreschi di Taddeo Taddei.

Sommacampagna - Pieve di Sant’Andrea - Piccolo gioiello di arte romanica rurale, rappresenta il nucleo più antico di Sommacampagna. È presente sin dai primi anni dell’XI secolo. L’interno è impreziosito da un importante ciclo di affreschi. Noto è il Giudizio Universale attribuito al Maestro Cicogna.

Legnago - Fondazione Fioroni - La casa di una donna forte ed intraprendente, unica nel suo genere. Attraverso le sue raccolte scopriamo Maria Fioroni figura di spicco nel panorama culturale veronese del secolo scorso. Fu storica, archeologa, ceramologa di valore, filantropa generosa ed attenta nei confronti della sua amatissima città d'adozione, svolse la sua intensa e poliedrica attività di ricerca tra le quiete stanze del palazzo di famiglia che pian piano si trasformarono in un museo dedicato a raccontare la millenaria storia di Legnago. Il suo collezionismo paziente e rigoroso si concretizzano nel lapidario, nella collezione di armi medievali, di ceramiche rinascimentali e nelle sale del Museo del Risorgimento.

Cerea - Villa Guastaverza Bottura - Villa Guastaverza Bottura costruita nel '500 e ristrutturata nel '700 secondo i canoni dell'architettura neoclassici testimonia i valori sociali e culturali affidati dai committenti alle proprie residenze, manifestazione della loro cultura e raffinatezza. Nel 700 la villa divenne dimora estiva della letterata Silvia Curtoni Verza che qui trascorreva le sue vacanze aprendola agli amici che frequentavano l'intellettuale salotto della sua casa di piazza Bra' in Verona. Ingresso riservato ai soci FAI.

Per l’elenco completo e gli orari di apertura è possibile consultare il sito www.giornatefai.it

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