Dall’Italia alla Colombia: uno “scatto” salverà i bambini di Aguablanca

Grazie a un progetto che prevede l’uso della macchina fotografica bambini e adolescenti della Colombia potranno “ricostruire” la loro realtà. Una cena di beneficenza per aiutarli.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Divulgare la fotografia come attività culturale che promuove esperienze e motiva bambini, bambine e adolescenti di uno dei distretti più poveri della Colombia: quello di Aguablanca, a Santiago de Cali. E, perché no, un giorno riuscire magari a cambiarlo, il mondo che li circonda. È questo lo scopo del progetto della fondazione Centro Studi Colombo Italiano, attivo in Colombia e appoggiato dall'Associazione Nazionale di Azione Sociale A.N.A.S. Veneto - con sede a Verona -. Domani sabato 15 dicembre, la cena di beneficenza a Verona, il cui ricavato andrà al progetto.

Dalla Colombia arriva fino all'Italia il progetto "La fotografia come scenario culturale", grazie alla collaborazione stretta con A.N.A.S. Veneto, Associazione Nazionale di Azione Sociale. Il progetto prevede l'avvicinamento alla fotografia da parte dei bambini che vivono nei quartieri "a rischio" del distretto di Aguablanca nella città di Santiago de Cali. Bambini e adolescenti che hanno vissuto da vicino situazioni di povertà, maltrattamento, violenza, abbandono, e un'infinità di problematiche che li trasforma in una popolazione con un alto grado di vulnerabilità sociale. Valori e fini, questi, che si sposano con gli stessi che l'Associazione Nazionale di Azione Sociale A.N.A.S. persegue.

Ecco perché A.N.A.S. Veneto ha deciso di varcare i confini italiani ed europei rispondendo alla richiesta di aiuto del Centro Studi Colombo Italiano, attivo in Colombia, e collaborare così all'attuazione di questo ambizioso progetto che trasforma la fotografia in uno strumento di 'consapevolezza sociale'. Domani, sabato 15 dicembre, l'Associazione con sede a Verona ha quindi organizzata una cena di beneficienza all'Hotel Airport (Villafranca). Il ricavato andrà devoluto al progetto.

"L'Associazionismo - dice l'avvocato Massimiliano Ferri, portavoce A.N.A.S. Veneto - è oggi uno dei pochi strumenti idonei a sostegno delle numerose esigenze che possono manifestarsi all'interno di una qualsiasi comunità, esigenze spesso dimenticate o inascoltate. L' A.N.A.S. Veneto presenta un particolare coinvolgimento in questo progetto collaborativo, apparentemente fuori dai confini italiani, ma che nella realtà, va ad abbracciare un'importante azione sociale tra i cittadini italiani. Siano essi in territorio nazionale che in terra straniera".

Mente (e braccia) del progetto in Colombia è il fondatore del Centro e fotografo internazionale Salvatore Caminiti(nella foto), italiano di nascita, ma da 6 anni colombiano nel cuore. Perché ricostruire la realtà che circonda quei bambini e far sì che ne siano consapevoli, per poi da questo punto ripartire e cambiare in meglio, secondo Caminiti si può. Per farlo, però, bisogna partire da un primo passo: la trasformazione delle proprie percezioni.

"In questo caso - dice Caminiti - la fotografia è lo scenario culturale idoneo per riuscire in questo compito. Le attività culturali integrano in una maniera dinamica l'individuo nella società. Ecco perché è un vero problema che bambini ed adolescenti in queste condizioni sociali non abbiano attività culturali con un contenuto trasformatore che li conduca ad una ricostruzione della loro realtà - spiega -. Quando parliamo di ricostruzione, ci riferiamo a riparare qualcosa che è danneggiato o atrofizzato. La maggioranza di questi bambini in situazione di vulnerabilità sociale hanno "atrofizzata" la loro realtà e non solo per la propria condizione di povertà ed altre problematiche, bensì perché queste stesse non permettono loro di avere la speranza che quella realtà possa cambiare. Molti neanche sanno che esiste questa possibilità di cambiamento".

Il progetto si articola in moduli di 20 ore per 10 bambini, che nelle prime 4 sedute "teoriche" (che si svolgeranno nelle aule del Centro Studi Colombo Italiano), apprenderanno le basi dell'uso di una macchina fotografica attraverso la conoscenza di nozioni basilari ( i partecipanti avranno da 8 a 16 anni di età).
Nelle seguenti 4 sedute "pratiche" andranno fuori dal loro quartiere a visitare luoghi di
interesse storico ma anche ludico (chiese, parchi, ed altri) per mettere a fuoco la loro creatività, poi ci saranno 2 sedute di integrazione tra loro, una per riprese fotografiche comuni, e l'ultima di lettura e commento delle immagini, con gratificazioni e premi ai più meritevoli.

In questo progetto l'obiettivo si trasforma per questi bambini ed adolescenti in quello strumento che li sensibilizza, portando un'altra ottica della realtà: condividendola con i loro compagni e condividendo con ognuno le proprie foto capiranno che ci sono molte cose nuove che prima non conoscevano, e si rafforzerà in loro in maniera ludica il rapporto con gli altri. Non solo: conosceranno di più se stessi, svilupperanno abilità di osservazione e di analisi che li aiuteranno ad avere una migliore comprensione della realtà e del suo ambiente e, perché no, sveglierà in molti la passione per l'arte della fotografia.

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