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Nel parco secolare di Villa Scopoli torna la rassegna "Teatro al verde"

Ideata dall’Associazione Culturale Quinta Parete di Verona, per la direzione artistica di Federico Martinelli, giunge alla sesta edizione la rassegna "Teatro al verde"

Teatro al Verde, fortunata rassegna presso il Parco Secolare di Villa Scopoli ad Avesa di Verona giunge alla sesta edizione. Ideata dall’Associazione Culturale Quinta Parete di Verona, per la direzione artistica di Federico Martinelli, il cartellone ospita realtà amatoriali e professionali non solo veronesi.

«Giungere alla sesta edizione è un traguardo che non mi sarei aspettato, - sottolinea Martinelli - La struggente bellezza del Parco secolare è uno straordinario valore aggiunto alla proposta artistica ma, quando ho pensato a questa rassegna l’avevo immaginata come omaggio a quel luogo e non come un’opportunità di crescita continua».

La rassegna, sostenuta dalla Seconda Circoscrizione (Presidente Elisa dalle Pezze) per tramite della Commissione Cultura (Coordinatrice Caterina Bertolaso), raccoglie infatti la vocazione culturale di un ampio territorio del Comune di Verona e offre spunti che abbracciano diversi registri drammaturgici.

«Quest’anno, - prosegue Martinelli - ho prestato attenzione alla diversificazione della proposta. Negli anni precedenti il taglio drammaturgico prediligeva testi impegnati mentre, per il 2019, pur avendo una connotazione riflessiva, gli spettacoli, faranno sorridere ed emozionare anche attraverso le corde dello humor».

In questa sede debutta la nuova produzione di Quinta Parete. Dopo il successo di "FreakShakespeare" e "Delitti di Letto", Quinta Parete mette in scena "Aspettando Godot". E lo fa grazie alla partecipazione degli attori de La Formica che tornano, con il medesimo allestimento e la medesima regia, a rivestire di panni di alcuni tra i più significativi ed enigmatici personaggi di Thomas Beckett. Un debutto che è un ritorno.

«Ospitare alcuni tra i più validi attori amatoriali veronesi sotto l’egida di Quinta Parete è per me un privilegio e un’emozione. Il percorso avviato inerente la produzione di spettacoli è sempre stata fonte di soddisfazioni, soprattutto da parte del pubblico. Con questo spettacolo che grazie a La Formica, “Quinta Parete” fa suo, segniamo un 2019 all’insegna del grande teatro».

Informazioni e contatti

L’ingresso alla rassegna è gratuito fino ai 14 anni per ragazzi accompagnati da un adulto. Il biglietto, intero, viene 9 euro.

Gli spettacoli, in caso di pioggia, saranno spostati a data da destinarsi.

L’inizio è previsto alle ore 21.15.

Info: 349. 61.71.250. Per prenotazioni www.quintaparete.it

Il programma della rassegna

Venerdì 12 e sabato 13 luglio
GTV Niù (VR) - L’orso / Una domanda di matrimonio
di Anton Cechov - regia di Andrea Pellizzari

1) Protagonista è Elena Ivanovna Popova, una vedova inconsolabile che ha giurato, dopo la morte del marito, di non uscire più di casa e di non frequentare più alcun uomo. La situazione si capovolge quando l’ex ufficiale di artiglieria Smirnov va dalla Popova a riscuotere delle cambiali.

2) Fra ruggini antiche di buon vicinato, e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quello che sarà la futura vita matrimoniale.

Venerdì 19 luglio
Teatro Impiria (VR) - Sfrattati
di Renzo Segala - regia di Andrea Castelletti

Una sagace e divertente commedia dove la comicità non rimane fine a se stessa ed assume spesso i connotati della satira di costume. Un proprietario di casa molto convenzionale tenta di sfrattare un inquilino molto originale. Invenzioni, trucchi, gags e battute al vetriolo si susseguono a ritmo serrato, dove i ruoli dei due protagonisti finiscono per confondersi e sovrapporsi in un imprevedibile finale a sorpresa.

Venerdì 26 luglio
Quinta Parete (VR) - Aspettando Godot

di Thomas Beckett - regia di Gherardo Coltri

Quinta Parete mette in scena l’applaudito allestimento della C.T. “La Formica” con i medesimi attori.
Il celebre capolavoro di Beckett, tra assurdi e battute che arrivano schiette al pensiero di una metaforica riflessione sull’Io, sull’attesa... su Noi.

Venerdì 2 agosto
Matricola Zero (PD) - La città invisibile
di Maria Celeste Carobene

È uno spettacolo che parla di uno spettacolo, una riflessione sul ruolo del teatro nel mondo di oggi, una provocatoria messa in ridicolo di una tendenza tutta contemporanea: trattare argomenti di interesse sociale – quali il fenomeno dei senzatetto – nell’ignoranza dei loro meccanismi reali, per il semplice gusto, in fondo, del parlarsi addosso. Ha un ritmo incalzante, un’ironia pungente, una struttura semplice, scenografie fatte di cartoni, un impianto sonoro che apre una finestra su un mondo invisibile, fatto di storie quotidiane mai raccontate.

Venerdì 9 agosto
Michele Vigilante (VR) - L’uomo che piantava gli alberi
da Jean Giono

Violino Beatrice Cesaro, chitarra Veronica Riva, voce poetica Patrizia Rossari

Una fiaba moderna, sul filo di un incontro inconsueto tra un solitario pastore e un giovane uomo iniziata durante una sua escursione ai piedi delle Alpi, in Provenza. Dopo quel primo causale giorno, il narratore tornerà più volte a distanza di anni a condividere con “l’uomo che piantava gli alberi” pane, silenzio e amore della natura.” Se si teneva a mente che tutto era scaturito dalle mani e dall’anima di quell’uomo senza mezzi tecnici si comprendeva come gli uomini potrebbero essere altrettanti efficaci di Dio in altri campi oltre la distruzione”. Uno sguardo che si apre sulla potenza e la bellezza della natura e sulla poesia che ne può scaturire. Parole poetiche e musica dal vivo accompagnano nello spettacolo il racconto di questa straordinaria avventura.

Venerdì 23 agosto
Stefano Paiusco (VR) - Il potere dei più buoni
monologhi e canzoni di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Uno spettacolo di teatro - canzone in cui l’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini diventa pretesto per riflettere sul contemporaneo. Monologhi e canzoni si alternano in maniera efficace costituendo uno spaccato attuale e ironico sui giorni nostri. Nulla sembra essere cambiato: testi di quarant’anni fa che sembrano essere stati scritti il giorno dello spettacolo per l’efficacia che essi hanno sul quotidiano. D’altra parte Gaber e Luporini, come Paiusco “sapevano andare oltre le cose, analizzando con sagacia e ironia la loro epoca. Che è anche la nostra”.

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