Martedì, 23 Luglio 2024
Cultura Rigaste Redentore, 2

Un'estate di musica da vivere al Teatro Romano con il Verona Jazz

"Cos'è il Jazz? Amico, se lo devi chiedere, non lo saprai mai" (Louis Armstrong)

Quest’anno Verona Jazz, organizzato dal Comune di Verona in collaborazione con Eventi e con la partnership di AirDolomiti, si compone di sette appuntamenti, tutti consecutivi, con un’inaugurazione che saluta le ultime ore della primavera, il 20 giugno, ed un finale il 26 giugno.

Chiedersi cos’è il jazz è lecito. Spiegarlo però è un po' come dare una definizione della vita: l'unico modo per dire cosa realmente sia è viverla. Questo vale anche per il jazz, da sempre svincolato dalle rigide regole della razionalità, aperto alla libera improvvisazione di chi lo ha scelto come propria forma di espressione.

La ragione dell'esistenza del Verona Jazz, dopo quei quarantaquattro anni di vita tali da renderlo uno dei festival più longevi d'Italia, è portare l'esperienza del jazz a tutti, indistintamente, soprattutto a coloro che si chiedono ancora cosa sia. Perché l'unico modo per conoscerlo, capirlo e inevitabilmente innamorarsene è viverlo.

IL PROGRAMMA COMPLETO DEI CONCERTI

BILLY COBHAM BAND

20 GIUGNO

con

Billy Cobham batteria

Christian Galvez basso

Carl Orr chitarra

Steve Hamilton tastiere

Camelia Ben Naceur tastiere

Billy Cobham, classe 1944, batterista, percussionista e compositore statunitense innovativo e di talento, ha suonato con Horace Silver, Miles Davis, Randy e Michael Brecker, Carlos Santana, George Benson, Stanley Clarke e nel 1971 ha co-fondato con John McLaughlin la Mahavishnu Orchestra, formazione jazz-rock che ha influenzato la storia di molti musicisti. Nel corso della sua carriera ha saputo spaziare da un genere all'altro senza porre alcun limite alla sua musica, divenendo sin dagli anni ’70 uno dei musicisti più imitati nell'ambito jazz, fusione e rock.

A firmare l’evento, Veneto Jazz, in collaborazione con Eventi Verona. Billy Cobham sarà in scena con la sua band formata da Christian Galvez al basso, Carl Orr alla chitarra, Steve Hamilton e Camelia Ben Naceur alle tastiere.

FOTO BILLY COBHAM-2

PAOLO FRESU DEVIL QUARTET

21 GIUGNO

con

Bebo Ferra chitarra

Paolino Dalla Porta basso

Stefano Bagnoli batteria

Il 21 giugno sarà un’occasione per scoprire in anteprima assoluta alcuni brani del prossimo album di Paolo Fresu e Devil Quartet, la sua formazione più importante.

Quello che vedremo sul palco del Teatro Romano, Fresu la definisce musica "melangé" ma, in realtà, solo di jazz si tratta, sia pure spinto in avanti, sia pure meticciato con altri linguaggi, ma carico di una straordinaria energia dinamica e colmo di buone invenzioni. Con Fresu il chitarrista Bebo Ferra, il bassista Paolino Dalla Porta e il batterista Stefano Bagnoli, tre autentici assi dell'Italian Style.

Fresu, in questa occasione gioca sui dialoghi, punta la tromba, o il flicorno, verso Ferra e intreccia un fitto tessuto di domanda e risposta (riecheggia l'antico canone africano?), poi si lega al basso di Dalla Porta e allora il dialogo si fa più ritmico, mentre Bagnoli lega il tutto con un drumming intenso e con uno splendido lavoro con le spazzole. Suonano temi originali ma anche vecchie canzoni: "Le foglie morte" assumono nel suono del flicorno una intensa liricità anche se la melodia si avvicina raramente all'originale. Fresu è chiuso nel bozzolo di una invenzione continua, non importa quale sia il titolo del tema, è sempre musica sua, intrisa di una tenera felicità, sia quando si abbandona a un lirismo quieto, sia quando si scapicolla su ritmi più dinamici. E gli altri con lui, Ferra con la sua puntuta, un fraseggio asciutto, introverso, Dalla Porta che fa "ronfare" il basso con suoni straordinari, Bagnoli capace di una presenza continua. Fresu finisce il set con "Ninna nanna per Andrea" poi, richiamato a gran voce, il quartetto dissacra con ironia un tema da "Porgy and bess" di Gershwin e il pubblico è definitivamente conquistato.

FOTO DAVID GAZAROV TRIO (1)-2

DAVID GAZAROV TRIO

22 GIUGNO

con

Mini Schulz basso

Meinhard “Obi” Jenne percussioni

Sandro Roy violino

Serata Air Dolomiti

Tutte le tratte portano a Monaco. In questo caso la partenza è Monaco, l’arrivo Verona, l’occasione il Verona Jazz, i passeggeri David Gazarov, Mini Schulz, Meinhard “Obi” Jenne e Sandro Roy.

Air Dolomiti, compagnia aerea italiana del Gruppo Lufthansa, decide ancora una volta di mettere le ali alla musica. Il 22 giugno al Teatro Romano di Verona, con il supporto tecnico di Eventi Srl verrà portato in scena uno spettacolo per veri e propri intenditori: il David Gazarov Trio, formazione composta da David Gazarov (piano), Mini Schulz (basso), Meinhard “Obi” Jenne (batteria) e con la speciale partecipazione di Sandro Roy (violino).

La storia di David Gazarov è curiosa. La notorietà del pianista di origini armene iniziò nel 2011 quando si trovò ad esibirsi al posto di Jacques Loussier, che dovette cancellare il suo concerto perché ammalato. Il successo fu immediato. La critica lo acclamò per la sua intensità, il suo virtuosismo, la sua delicatezza: una musica che non doveva essere capita, ma semplicemente goduta. David si mostra da subito un pianista completamente intriso di musica jazz, dotato di una grandiosa forza espressiva.

La svolta fu a Stoccarda quando utilizzando il nome “Bachology” David Gazarov suonò per la prima volta Bach: all’inizio rimanendo fedele alla composizione originale per poi lasciarsi  andare all’istinto, dimostrando come sia possibile riproporre la musica classica dandone una personale interpretazione in chiave jazz.

Sul palco del Teatro Romano David Gazarov con Mini Schulz, Meinhard “Obi” Jenne e il giovanissimo Sandro Roy, violinista classico e jazz di soli venti anni, riproporranno alcuni momenti della “Bachology”, in un flusso continuo tra mondo classico e ritmo jazz.

FOTO GUALAZZI (2)-2

RAPHAEL GUALAZZI

23 GIUGNO

con

Gianluca Nanni batteria

Anders Ulrich basso e contrabasso

Laurent Miqueu chitarra

Gigi Faggi Grigioni tromba

Marco Postacchini sax

Pierluigi Bastioli trombone

Raphael Gualazzi calcherà il palco del Teatro Romano il 23 giugno, presentando il suo ultimo progetto discografico “Love Life Peace”.

Un artista intriso di un’anima jazz che ha sconfinato il mondo pop, avvicinando e facendo conoscere due mondi distanti. Quello che vedremo il 23 giugno sarà uno spettacolo che combinerà i nuovi brani dell’ultimo album con i grandi successi di Gualazzi contenuti negli album "Reality and Fantasy" e "Happy Mistake".

Filo conduttore dello show è il “divertissement” musicale, tema che lega tutti i brani di “Love Life Peace”, e che va ad amalgamare tutta la produzione artistica di Gualazzi con un risultato perfettamente armonico.

Sul palco Raphael sarà accompagnato da sei musicisti polistrumentisti, con una sezione fiati composta da tromba, sax e trombone ed una sezione ritmica con chitarra, contrabbasso (o basso elettrico), batteria, mentre Raphael sarà il padrone del pianoforte.

Non mancherà il nuovo singolo "Buena Fortuna", una bossa nova che lo ha visto duettare con Malika Ayane in un connubio perfetto tra il mondo pop e quello latino. Il testo ha anche il contributo di Gino Pacifico, che firma le parole insieme a Raphael.

FOTO BOLLANI (2)-3

STEFANO BOLLANI feat FLO

24 GIUGNO

con

Daniele Sepe sassofono e flauti

Nico Gori clarinetto

Bernardo Guerra batteria

Flo voce

Napoli Trip è un progetto, discografico e live, nato dal grande amore di Stefano Bollani per la città partenopea. Un amore che ha radici lontane e risale agli anni in cui il pianista, appena undicenne, scoprì il grande Renato Carosone: una folgorante fonte di ispirazione, “uno che suonava il piano, scriveva canzoni, cantava e si divertiva”.   Napoli Trip non è però un semplice tributo personale, ma un concerto di varie anime, un ensemble che si avvale di grandi talenti internazionali: il compositore e sassofonista Daniele Sepe, garanzia di una napoletanità popolare, aperta e vitale, Nico Gori al clarinetto, Bernardo Guerra alla batteria e la straordinaria voce di Flo. Con questi artisti, che condividono il suo eclettismo e la sua voglia di sperimentazione, Bollani può suonare la musica che preferisce, usando Napoli come porto di partenza per approdare ogni sera a lidi diversi. Ogni live è una festa che, lasciando libero spazio all’improvvisazione, passa da Raffaele Viviani a Nino Taranto, da brani originali di Bollani fino ai nuovi classici di Pino Daniele.

molinari-2

SIMONA MOLINARI & MAURO OTTOLINI

25 GIUGNO

con

Fabio Colella Batteria

Fabrizio Pierleoni Contrabbasso

Gian Piero Lo Piccolo Sax Clarinetto

Claudio Filippini Pianoforte

Loving Ella è un progetto che, in occasione del centennale della nascita di Ella Fitzgerald, che ricorreva il 25 aprile 2017, Simona Molinari ha voluto regalare prima che al pubblico, innanzitutto a se stessa. La regina del jazz è sicuramente l'artista che ha più influenzato gli studi e la formazione della cantautrice.

Il concerto si articolerà in un viaggio narrativo in cui Simona Molinari porterà in scena le canzoni che hanno caratterizzato la carriera della cantante e alcuni aneddoti biografici della controversa vita privata di Ella Fitzgerald: gli inizi, gli amori, le passioni, la malattia. Uno spettacolo che quindi cerca di essere un’esperienza di viaggio alla scoperta del mondo interiore ed esteriore di quella che veniva definita “First Lady of Song”.

All’interno del concerto, Simona inserirà anche alcuni dei suoi brani più significativi, in modo da mostrare in che maniera la musica di Ella ha contribuito al suo odierno amore per lo swing e per il jazz. Non mancheranno naturalmente nello spettacolo le canzoni che l’hanno portata al successo.

Sul palco ad accompagnarla, Mauro Ottolini, uno dei musicisti più importanti del nuovo jazz italiano, più volte votato dalle riviste specializzate come miglior trombonista e miglior arrangiatore italiano.

Mauro Ottolini ha collaborato con grandi musicisti come Enrico Rava, Franco D'Andrea, Gianluca Petrella, Francesco Bearzatti, e Vinicio Capossela e suonato e inciso con molti nomi della scena nazionale e internazionale. All’interno del concerto Simona inserirà anche alcuni dei suoi brani più significativi e le canzoni che l’hanno portata al successo. «Ho inzuppato le mani in tutti i vinili più belli di Ella, mi sono imbattuta in Duke Ellington, Gershwin, Jobim, Cole Porter e ho scelto – dice Simona – le cose che mi hanno colpito di più e quelle che mi hanno toccato il cuore».

luca aquino-2

LUCA AQUINO & THE JORDANIAN NATIONAL ORCHESTRA’S ENSEMBLE

26 GIUGNO

con

Luca Aquino Tromba

Rino De Patre Chitarra

Humam Eid Qanoun/Oud (Giordania)

Mohammad Al-Battat Viola (Iraq)

Bassem Al Jaber Contrabbasso (Siria)

Moayad Saleh Violino (Giordania)

Maen Al Sayed Percussioni (Giordania)

Luca Aquino è tra i musicisti italiani più apprezzati sulla scena internazionale per la sua libertà espressiva e il respiro della sua tromba. La passione per la sperimentazione sui riverberi naturali e l’uso dell’elettronica sono al centro della sua ricerca musicale. La critica riconosce in lui il tratto distintivo della creatività, del talento visionario e della passione per il viaggio rivelatore, descrivendolo come “l’esploratore sonoro contemporaneo” (Luigi Sforza).

Il 26 giugno sul palco del Teatro Romano, Luca Aquino presenterà brani tratti da PETRA, menzionato tra i migliori dieci album italiani del 2016 dalla giuria del premio “Top Jazz”, e altri pezzi dall’ultimo suo progetto AL AMAL (Speranza, in arabo), il nuovo album registrato all’interno del Teatro Romano di Umm Qais in Giordania, al confine con la Siria.  Proprio al patrimonio culturale della Siria e dell’Iraq l’album tributa un messaggio di speranza. Un progetto che profuma d’oriente e sprigiona nelle note di cuore la tradizione melodica irachena  del maqam  e nelle note di testa la varietà della musica contemporanea europea.

Il concerto sarà un dialogo tra la tromba di Aquino e la chitarra di Rino De Patre, con due degli strumenti classici della tradizione musicale araba, l’oud e il qanoun di Humam Eid (Giordania), il trio di archi dell’Orchestra Nazionale Giordana con la viola di Mohammad Abbas (Iraq), il contrabbasso di Bassem Al Jaber (Siria) e il violino del giovanissimo Moayad Al Saleh ( Giordania) che si uniscono alle percussioni di Maen Al Sayed (Giordania).

Entrambi i progetti discografici,  prodotti dalla Talal Abu-Ghazaleh International Records (TAGI-Records), sono  il risultato della collaborazione nata tra la Jordanian National Orchestra e l’Ufficio UNESCO di Amman con lo scopo di sostenere la campagna mondiale UNESCO #Unite4Heritage lanciata in Iraq nel 2015, e richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla necessità di proteggere il patrimonio culturale mondiale dagli attacchi di matrice fondamentalista.

INFORMAZIONI GENERALI

BILLY COBHAM BAND

Poltronissime: € 40,00 + 6,00 d.p.

Platea centrale: € 40,00 + 6,00 d.p.

Platea laterale: € 30,00 + 4,50 d.p.

Gradinata non numerata: € 25,00 + 3,75 d.p.

PAOLO FRESU - DEVIL QUARTET

Platea: € 30,00 + 4,50 d.p.

Gradinata non numerata: € 20,00 + 3,00 d.p.

DAVID GAZAROV TRIO special guest Sandro Roy

Platea: € 15,00 + 3,00 d.p.

Gradinata non numerata: € 10,00 + 2,00 d.p.

RAPHAEL GUALAZZI – LOVE LIFE PEACE

Platea centrale: € 40,00 + 6,00 d.p.

Platea laterale: € 30,00 + 4,50 d.p.

Gradinata non numerata: € 25,00 + 3,75 d.p.

STEFANO BOLLANI – NAPOLI TRIP feat FLO

Platea centrale: € 40,00 + 6,00 d.p.

Platea laterale: € 30,00 + 4,50 d.p.

Gradinata non numerata: € 25,00 + 3,75 d.p.

Partner di Verona Jazz: AirDolomiti

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