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Incontro sul cyberbullismo scuola Solinas Saval Verona

Le nuove tecnologie e la rete non vanno però demonizzate; se usate bene, a partire dagli stessi adulti, possono essere strumenti meravigliosi di conoscenza e relazioni, con la consapevolezza però dei pericoli e dei rischi

Genitori e docenti dell’Istituto comprensivo 02 Saval Parona hanno partecipato all’incontro “CYBERBULLISMO, CHE FARE? Manuale di sopravvivenza per genitori e insegnanti dei nativi digitali”, che si è svolto mercoledì 7 marzo nell’aula magna della scuola Solinas, in quartiere Saval. L’incontro, promosso dall’Istituto Comprensivo diretto da Irene Grossi e dal Comitato Genitori, ha fornito alcuni suggerimenti per comprendere e gestire i fenomeni sempre più dilaganti del bullismo e del cyberbullismo.

Francesca Sorvillo della società di comunicazione veronese Neways, responsabile del progetto didattico nazionale www.cyberkid.it , ha illustrato alcuni dati sul bullismo virtuale: secondo una recente ricerca dell’Università Cattolica di Milano, il 13% dei ragazzi italiani vive esperienze negative sul web, e 400 sono stati i casi di bullismo e cyberbullismo raccolti dal Punto di Ascolto dell’Ufficio Scolastico di Verona, riferiti all’anno scolastico precedente.

Le nuove tecnologie e la rete non vanno però demonizzate; se usate bene, a partire dagli stessi adulti, possono essere strumenti meravigliosi di conoscenza e relazioni, con la consapevolezza però dei pericoli e dei rischi. Sono stati forniti anche alcuni semplici suggerimenti per i ragazzi sul cosa fare in caso di emergenza: 1. Salvare i messaggi offensivi ricevuti annotando giorno e orario di ricezione 2. Cambiare nickname, numero di cellulare o indirizzo email 3.Parlare con genitori e insegnanti 4.Chiamare la Polizia o il Telefono Azzurro al numero 19696.

Molte sono le app della vita digitale dei figli che i genitori non conoscono e che vengono invece utilizzate al di sotto dei limiti di età di 13 o 16 anni. Gli adulti possono essere un esempio virtuoso per i propri figli e alunni, utilizzando loro stessi per primi le tecnologie in modo sicuro e consapevole, proteggendo la propria privacy e quella dei propri cari, controllando le fonti per evitare le trappole delle fake news. Per tutti occorre un’educazione civica digitale.

Alla serata formativa è intervenuto anche Valter Drusetta, pedagogista e collaboratore di Exodus di Don Mazzi, esperto comunicatore, con grandi capacità di relazionarsi con gli opportuni linguaggi, sia ai ragazzi sia ai genitori. Drusetta ha esposto le novità introdotte dalla nuova legge sul reato di cyberbullismo, del 17 maggio scorso, che garantisce una maggiore tutela e possibilità di intervento dei minori, oltre a un programma di prevenzione che coinvolge le istituzioni scolastiche e le famiglie. Ha puntato, poi, l’attenzione su alcuni indicatori psicologici che possono determinare lo status di bullo, di vittima, di spettatori , sui fattori di rischio e di protezione (personali, familiari, scolastici, ambientali) .

Di grande interesse per i genitori partecipanti è stata l’esposizione dei segnali che ci possono dire che bambini e ragazzi sono vittime dei bulli, come frequenti sbalzi d’umore, scatti d’ira improvvisi, poche amicizie, sonno irrequieto. Fondamentale è coltivare e mantenere il dialogo tra le generazioni ed essere sempre pronti all’ascolto, sia a casa che a scuola.

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