Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cultura Bosco Chiesanuova / Piazza Guglielmo Marconi

«Abbandonato» dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, è iniziato il Film Festival a Bosco Chiesanuova

Dopo 26 anni tolti patrocinio e finanziamento al Film Festival della Lessinia: «Nell’anno più difficile, il Parco ci abbandona. Ma noi siamo nonostante tutto qui e ci saremo», ha spiegato il direttore artistico Alessandro Anderloni

Si è illuminato nel ricordo di Giancarlo Corradi, già presidente dell’Associazione Film Festival della Lessinia venuto a mancare lo scorso ottobre, il grande schermo del Teatro Vittoria. A Bosco Chiesanuova (Verona) ha preso il via, ieri sera, la ventisettesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni delle montagne del mondo. Con il pubblico in sala e on line sulla piattaforma MyMovies, oltre a un calendario di eventi collaterali al cinema a fare da corollario, fino al 29 agosto, alla manifestazione scaligera.

A Bosco Chiesanuova la 27esima edizione del Film Festival della Lessinia

Il Festival è iniziato senza il sostegno del Parco Naturale Regionale della Lessinia: «Quest’anno l’ente che ha sede a Bosco Chiesanuova e che tutela il patrimonio naturalistico, ambientale, storico, etnico della Lessinia ha scelto di non sostenere né di patrocinare la rassegna», spiega una nota del Film Festival della Lessinia. Lo stesso direttore artistico della rassegna Alessandro Anderloni, nel corso della cerimonia inaugurale, ha sottolineato questa decisione: «ll Parco della Lessinia, dopo ventisei anni, ha deciso di togliere il finanziamento e il patrocinio al Film Festival della Lessinia. Ventisei anni ininterrotti di finanziamento, che vengono a mancare. Nell’anno più difficile, il Parco ci abbandona. Ma noi siamo nonostante tutto qui e ci saremo», ha aggiunto Anderloni, affiancato da Roberto Buttura, nuovo presidente dell’associazione Film Festival della Lessinia. «Per una manifestazione come questa, oramai radicata e di grande qualità, è un peccato manchi una piccola stella, che è quella del Parco Naturale della Lessinia. Vedo il bicchiere mezzo pieno e sono convinto ci siano gli spazi per far sì che decisioni oggettivamente sbagliate possano essere riviste riqualificate al meglio», ha precisato Buttura.

«Prendendo in prestito le parole di una canzone di Gianni Morandi, sui monti di pietra può nascere un fiore, il mio auspicio è che dopo tante edizioni di Film Festival nasca in Lessinia il fiore dell’aggregazione, che ci porti a guardare al bene del nostro territorio e non ai personalismi», ha sottolineato il sindaco di Bosco Chiesanuova Claudio Melotti. «Qui mi rivolgo anche al Parco della Lessinia – ha proseguito – che ha scelto di non finanziare e nemmeno patrocinare il Festival. Con estremo rammarico della mia Amministrazione, della direzione artistica e delle forze che si mettono in gioco per organizzare questa manifestazione di rilievo nazionale: fiore all’occhiello dell’offerta culturale della Lessinia, volano anche per il turismo e l’economia locale. Manifestazione che ha oltretutto, tra i suoi valori, l’amore per la tutela della montagna, delle sue tradizioni e delle sue genti».

Attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, all’ecologia, al futuro del pianeta sono tematiche sulle quali la rassegna riporta da tempo l’attenzione, in particolare negli ultimi anni. Così nell’edizione 2021, in cui un sottile filo verde lega la programmazione cinematografica e la speciale sezione FFDLgreen, le iniziative dedicate a bambini e ragazzi, i laboratori e le escursioni alla scoperta del territorio. Il Film Festival della Lessinia gode dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, del Patrocinio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per la significativa e documentata ricaduta a livello internazionale, del Patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica che ne certifica l’impegno green. Inoltre, patrocinano la rassegna: Veneto Film Commission, Associazione Festival Italiani di Cinema, Fondazione Cariverona, Università degli Studi di Verona, GAL Baldo – Lessinia, ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico) e WWF Italia.

A Bosco Chiesanuova si celebrano la vita e le tradizioni di montagna per il 27° Film Festival della Lessinia

Il programma del 22 agosto

La giornata di domenica 22 agosto inizia alle 10.30, nella Piazza del Festival, con la conferenza Lessinia: terra di un Festival che parla al mondo. Tavola rotonda, promossa dalla Nobile Compagnia della Buona Tavola, per discutere della manifestazione lessinica come driver di sviluppo culturale ed economico della terra che la ospita. Intervengono Claudio Melotti (sindaco di Bosco), Roberto Buttura (presidente del Film Festival della Lessinia), Renato Cremonesi (presidente della Nobile Compagnia della Buona Tavola), Vito Massalongo (presidente del Curatorium Cimbricum Veronense), Paolo Tosi (presidente della Camera di Commercio di Verona), Ezio Bonomi (scrittore), Alessandro Anderloni (direttore artistico del Film Festival della Lessinia). Prenotazione obbligatoria scrivendo a biglietteria@ffdl.it.

CINEMA. Alle 11, al Teatro Vittoria, continua la visione delle opere cinematografiche in Concorso con l’anteprima italiana Teuga, cortometraggio d’esordio (presentato al Vision du Reel - Festival international de cinéma Nyon) del regista e fotografo giapponese Tatsuki Shirai. All’ombra del Doi Inthanon, la vetta più alta della Thailandia, un villaggio di contadini di etnia Karen lavora la terra e le risaie, che da secoli costituiscono l’occupazione di generazioni di uomini e donne. Qualcosa però sta cambiando.

È un’anteprima anche il cortometraggio The big headed boy, shamans and samurais di Pooja Gurung e Bibhusan Basnet. Due registi giungono in un remoto villaggio nepalese alla ricerca di interpreti per il loro nuovo film. Tempo e abitanti sembrano parte di un mondo lontano. Un bambino dai poteri soprannaturali viene scelto come protagonista, ma lo sciamano del villaggio non è d’accordo.

A seguire il documentario For your sake, film di diploma di Ronja Hemm. Due figlie di una famiglia Tamang si stanno preparando per andare a studiare all’estero. Il Nepal sta affrontando grandi cambiamenti e un importante passaggio generazionale: le ragazze hanno grandi speranze di una vita migliore, ma il prezzo del benessere è incommensurabile. Devono infatti lasciarsi alle spalle la famiglia.

Alle 16, per la sezione Montagne Italiane, è in programma Sòne di Daniel Kemény, documentarista svizzero presente al Teatro Vittoria per la visione del lungometraggio. Il paese di Pietrapaola, in Calabria, un tempo contava oltre ventimila abitanti. Oggi sono rimaste non più di duecento anime. Il regista torna in quei luoghi dove aveva trascorso l’infanzia per attraversare, dopo due decenni di assenza, le strade della sua memoria.

Alle 18, per la sezione Concorso, il pomeriggio cinematografico prosegue con Davos di Daniel Hoesl e Julia Niemann. A Davos, nel Cantone dei Grigioni, per quattro giorni l’anno si svolge il World Economic Forum. Eppure in questo piccolo comune c’è chi vive e lavora ogni giorno: contadini, allevatori, migranti. Sono i volti di un mondo lontano dallo sfarzo capitalista che il documentario svela nella paradossale complessità.

Alle 21 la visione dei film in Concorso prosegue con Haeberli di Moritz Müller-Preißer. Il cortometraggio tratta di Adolf Haeberli, che non ha più fatto le pulizie in casa dopo la morte della madre. Ama l’ordine, ma è concentrato su ciò che conta: scrivere lettere sulla macchina da scrivere, circondato da montagne di carta e giornali, per portare avanti una battaglia con gli uffici comunali di St. Moritz.

È presente in sala il regista Sylvain Ferrari alla visione, in anteprima italiana, de La voie di Berger. È ambientato sul promontorio selvaggio della Serra dos Mangues, dove l’anziano pastore Felipe contempla la poesia in compagnia del cane Flech e del suo gregge di pecore. La quotidianità – condivisa con la moglie Emilia, i figli, gli amici – è la testimonianza di uno stile di vita che lentamente va mutando.

A seguire, altri tre cortometraggi: l’anteprima italiana Bad omen di Salar Pashtoonyar narra di una giovane vedova di Kabul che, per sopravvivere e mantenere i figli, lavora a casa come sarta. Di fronte alle difficoltà nel reperire la somma necessaria all’acquisto di un nuovo paio di occhiali, si scontrerà con l’isolamento e i pregiudizi.

In Sogni al campo, di Magda Guidi e Mara Cerri, un ragazzo cerca il suo gatto lungo un fiume, ma non lo trova. In punto di morte, l’animale si è allontanato per avere l’intimità necessaria. Il bambino arriva alle porte del tempo, luogo dove i morti spariscono e i vivi li lasciano andare: qui le sue illusioni si dissolvono fino a mescolarsi con il paesaggio. Infine Moutons, loup et tasse de thé di Marion Lacourt. Di notte, mentre con strani rituali i membri della famiglia si preparano a dormire, un bimbo evoca un lupo da una scatola nascosta sotto il letto. Materializzate dal sonno, inquietanti pecore assediano la stanza, mentre il lupo lo conduce il protagonista in un viaggio sospeso tra sogno e memoria.

PAROLE ALTE. Per gli incontri con l’autore Parole Alte organizzati in collaborazione con l’ateneo scaligero, alle 16.30, è in programma la presentazione del libro Par modo de dir… in Lessinia. Autore è Ezio Bonomi, probabilmente il massimo esperto vivente delle tradizioni in Lessinia, che da sempre studia col rigore del docente e l’affetto di chi, su questa terra, è nato e vissuto. Il suo ultimo lavoro (Gianni Bussinelli Editore) continua la ricerca in campo linguistico, raccogliendo e spiegando una vasta quantità di espressioni tipiche del dialetto montano, che sempre più spesso cedono il passo alla frenesia dei tempi moderni. Prenotazione obbligatoria scrivendo a biglietteria@ffdl.it.

MUSICA. Alle 19, nella Piazza del Festival, concerto di Corde e Ance di Mondrago, la cui ricerca tra ispirazione dalle osterie veronesi con brani della tradizione veronese e del repertorio popolare ottocentesco. Un ritorno a quando si era poveri, si cantava, si suonava nelle corti delle contrade e nelle stalle dei filò. L’ensemble è composto da Luigi Lugoboni (mandolino), Gabriele Baietta (chitarra), Livio Masarà (violino) Massimo Muzzolon (fiati), Anna Veronese (organetto diatonico). Prenotazione obbligatoria scrivendo a biglietteria@ffdl.it.

BIGLIETTI. Al Teatro Vittoria in Piazza Guglielmo Marconi, 35: dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 23; telefono 045.7050789. On line su ticket.ffdl.it. Info su ffdl.it.

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