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Il direttore artistico del Film Festival della Lessinia Alessandro Anderloni

Il direttore artistico del Film Festival della Lessinia Alessandro Anderloni

Omaggio ad Ermanno Olmi e cerimonia di premiazione del Film Festival della Lessinia

Il Teatro Vittoria ospita la cerimonia di premiazione della XXIV edizione della rassegna cinematografica. Alle ore 21 omaggio al grande regista scomparso a maggio Ermanno Olmi

Ultime ore di attesa a Bosco Chiesanuova prima di conoscere i nomi dei vincitori della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia. La cerimonia di premiazione è prevista per domani, sabato 1° settembre, alle 18 al Teatro Vittoria.

Tra le 21 opere cinematografiche in Concorso quest'anno alla rassegna cinematografica scaligera, la giuria internazionale – composta Daniel Burlac, Massimiliano De Serio, Montserrat Guiu, Stefan König, Elena Alessia Negriolli – selezionerà i vincitori dei premi Lessinia d'Oro (al migliore film in assoluto) e Lessinia d'Argento (alla miglior regia) oltre a scegliere il miglior documentario, il miglior lungometraggio e il miglior cortometraggio a soggetto.

Altri riconoscimenti saranno assegnati dal Curatorium Cimbricum Veronense al miglior film di regista giovane, dalla Cassa Rurale Vallagarina alla miglior opera sulle Alpi. Il riconoscimento “Log to Green” premierà l’attenzione alla ecosostenibilità, mentre a scegliere la propria preferenza saranno la giuria MicroCosmo dei detenuti del Carcere di Verona, i bambini e il pubblico con il premio Cantine Bertani.

Omaggio a Ermanno Olmi. Alle 21 il Film Festival della Lessinia dedica un omaggio speciale a Ermanno Olmi con la visione del suo capolavoro, L’albero degli zoccoli (1977), Palme d’Or al Festival de Cannes nel 1978. La sua scomparsa, lo scorso maggio, ha lasciato un profondo vuoto nel cinema italiano, orfano di una voce e di uno sguardo che ha saputo raccontare la nostra storia attraverso le città, i boschi e le montagne. 

Fra i pochissimi registi italiani provenienti da una famiglia umile, ha costruito nella sua filmografia un discorso stilistico e narrativo di grande coerenza, costituito da un naturalismo visivo accompagnato a un’attenzione privilegiata per le tradizioni popolari, le realtà contadine, la vita semplice e la povertà, ritratte senza alcun pietismo ma con vigorosa partecipazione emotiva. Il suo spirito religioso, unito a una poetica della storia che attraversa il gesto quotidiano e l’amore per il mondo naturale, ha prodotto una lunga filmografia.

Nato a Bergamo, il 24 luglio 1931, figlio di un ex ferroviere e di una contadina proveniente dalle zone rurali della bassa bergamasca, vicino Treviglio, perse il padre a tredici anni e iniziò a lavorare in giovane età come panettiere, di notte, mentre cercava di portare a termine un percorso di studi irregolare ed eclettico, tra il liceo scientifico, quello artistico e i corsi di recitazione all’Accademia d’Arte Drammatica. A diciott’anni, nel 1949, venne assunto alla Edison-Volta, in cui lavorava anche la madre. Era incaricato all’Ufficio approvvigionamenti e dopo alcuni anni, utilizzando gli spazi e le attrezzature riservate ai dipendenti per il tempo libero, girò il primo cortometraggio, nel 1953: il giovane cineasta seguì con una macchina da presa in 16 mm una colonia estiva in cui erano ospitati duecento bambini calabresi, scampati a un’alluvione. Il suo apprendistato nel documentario produrrà una trentina di cortometraggi, nei quali oltre a raccontare le produzioni industriali, poté esplorare autonomamente il linguaggio cinematografico e i suoi codici, fino all’esordio nel lungometraggio con Il tempo si è fermato (1958) che il Film Festival della Lessinia ha presentato nel 2005 e a cui sono seguite, in edizioni successive, le proiezioni de I recuperantiIl segreto del Bosco VecchioLungo il fiumeTerra madreLe rupi del vinoLa pattuglia di Passo San Giacomo.

Escursioni. Alle 9 partenza dalla Piazza del Festival con gli speleologi del Gruppo Grotte Falchi che accompagnano e dicono storie nella “Grotta del Sogno” di Roveré Mille. Iscrizioni presso l’Ufficio Turistico di Bosco Chiesanuova (tel. 393.8953923).

Laboratori didattici. Alle 10, sempre nella Piazza del Festival, i più piccoli possono cimentarsi nel laboratorio didattico “Concatenarsi”. Elena Tognoli della Pinacoteca dell’Età Evolutiva Aldo Cibaldi, grazie all’antica tecnica di stampa artistica della monotipia, invita i bambini a “farsi montagna” e a comporre una catena montuosa con le creature vere e immaginate che la popolano in una grande opera collettiva. Iscrizioni all’Ufficio turistico di Bosco.  

Parole Alte. Alle 16.30 in Sala Olimpica ultimo incontro di Parole Alte con Giuseppe Mendicino.  A dieci anni dalla morte, Mario Rigoni Stern è uno dei ventuno scrittori, artisti e alpinisti che lo scrittore ha inserito nel suo Portfolio alpino (Priuli & Verlucca, 2018). Con Mario ci sono gli altri “giusti” della montagna: Primo Levi, Nuto Revelli, Massimo Mila, Ernest Hemingway, Tina Merlin, Dino Buzzati, Mirella Tenderini, Giovanna Zangrandi, Tino Aime, Dante Livio Bianco, Renato Chabod, Amilcare Crétier, Giuseppe Lamberti, Giovanni Cenacchi, Ettore Castiglioni, Sergio Arneodo, Adolf Vallazza, Toni Gobbi, Rolly Marchi, Paolo Cognetti.

Info. Ingresso alle proiezioni: 5 euro intero; 3 euro ridotto per bambini FFDL+ (fino ai 14 anni). Biglietteria in piazza G. Marconi, dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 23. Prenotazioni posti (solo via email) a biglietteria@ffdl.it. Per informazioni: tel. 045.7050789 o www.ffdl.it.   

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