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Anche l'esercito celebra il Sommo Poeta a Verona in occasione del Dantedì 2021

Ospite Alessandro Anderloni a Palazzo “Carli”, la sede del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito Italiano

Anche l’Esercito Italiano ha voluto essere presente all’appuntamento con le celebrazioni svolte su tutto il territorio nazionale in occasione del Dantedì 2021 e che quest’anno si inserisce tra le numerose iniziative organizzate in tutta Italia, per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, in omaggio alla sua vita e alle sue opere. Il pomeriggio di mercoledì, nella splendida cornice di Palazzo “Carli”, sede del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto dell’Esercito Italiano, è stato presentato in modalità videoconferenza, nel pieno rispetto delle norme per il contenimento del CoViD-19, il monologo del Prof. Alessandro Anderloni, "Lo primo tuo refugio e 'l primo ostello", Dante a Verona e il XVII canto del Paradiso".

Uno spettacolo, quello dell’attore veronese, autore e regista che da più di vent'anni si dedica alla Divina Commedia di cui interpreta molti canti a memoria e di cui ha scritto e portato in scena adattamenti per spettacoli di prosa e di teatro-danza, che racconta delle parole di Cacciaguida degli Elisei, antenato di Dante, che gli profetizzò l'ospitalità che troverà nella città scaligera, sua prima destinazione dopo l'esilio da Firenze. Il Sommo Poeta, infatti, rimase a Verona per almeno sette anni, nel corso dei quali scrisse alcune parti della Divina Commedia che si ritrovano poi nei continui riferimenti sia alla città sia ai suoi personaggi storici.

L’evento si è aperto con il saluto del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, Generale di Corpo d’Armata Massimo Scala, che ha voluto sottolineare l’importanza di questo incontro culturale che rappresenta un piccolo passo verso il ritorno alla normalità, in un difficile momento come quello che sta attraversando il nostro Paese. Tra le decine di utenti collegati in videoconferenza, anche il Conte Pieralvise Serego Alighieri, uno degli ultimi discendenti diretti del Sommo Poeta, che lo scorso mese di agosto fece dono di un ritratto di Alessandro Carli, proprietario dal 1789 dell'omonimo Palazzo.

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