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"Copenhagen" di Michael Frayn in scena al Teatro Nuovo di Verona

"Copenhagen" di Michael Frayn è la rappresentazione d’apertura della rassegna 2018-2019 de Il Grande Teatro

Si apre su un mistero il sipario del Teatro Nuovo per la trentatreesima edizione della rassegna IL GRANDE TEATRO 2018-2019. Per quale motivo nel settembre 1941 il fisico tedesco Werner Heisenberg, impegnato nella Germania di Hitler nella realizzazione di un ordigno nucleare di spaventosa potenza, si recò a Copenghen, occupata dai nazisti, a visitare il suo maestro il famoso fisico teorico ebreo Niels Bohr di cui era stato l’allievo prediletto? Per proteggerlo dalla Gestapo? Per comunicargli le sue più recenti scoperte sulla fissione dell’atomo? Per carpirgli le sue piu’ recenti intuizioni sullo stesso argomento? Ipotesi contrastanti e mai chiarite fino ai giorni nostri. Frayn ne fa il tema del suo dramma COPENAGHEN proponendoci in un sogno surreale un incontro-scontro,”post-mortem” tra i due luminari. 

Intervallati da considerazioni di carattere scientifico, che non incidono però sulla tensione del dramma, gli argomenti degli accalorati dibattiti tra i due sono di epocale rilevanza e riguardano i conflitti tra scienza e morale e  responsabilita’dei ricercatori che affrontano problemi di vitale importanza per il genere umano. Assiste e fa da paciere nelle discussioni con pacato e pragmatico cinismo Margrethe la moglie di Bohr.

Posizioni antitetiche quelle sostenute, a volte con toni violenti, fra i due scienziati che coinvolgono anche l’interrogativo esistenziale su cosa sia la verita’,su “quale” sia la verità. Esiste la “vera” verità o dobbiamo rassegnarci ad accettare che per ciascuno di noi e’ quella che noi vogliamo credere e che spesso e’ quella che ci fa piu’ comodo? Viene inevitabilmente alla memoria   la drammaturgia pirandelliana e in particolare il famosissimo testo di “Cosi’ è se vi pare” che vide sul palcoscenico del Teatro Nuovo nel novembre del 2012 nelle vesti della signora Frola una Giuliana Lojodice, da “pelle d’oca”, che nel luglio dello stesso anno aveva ritirato al Teatro Romano il premio Renato Simoni per la fedeltà al teatro.

Scritto da Michael Frayn, (noto in Italia per le commedie Miele selvatico e Rumori fuori scena) nel 1998  COPENAGHEN debuttò al Royal National Theatre di Londra nello stesso anno ed ebbe più di 1000 repliche. Le successive, numerosissime rappresentazioni in tutto il mondo lo consacrarono definitivamente come uno dei capolavori del teatro contemporaneo. Umberto Orsini l’aveva messo in scena per l prima volta, sempre con Lojodice e Popolizio, 18 anni fa a Udine a cui fecero seguito varie riprese incontrando l’entusiastico  favore della critica e l’amore di un pubblico numerosissimo.
Nella sempre straordinaria interpretazione di tre “mostri sacri” del teatro italiano, Umberto Orsini(Bohr) ,Giuliana Lojodice(sua moglie Margrethe) e Massimo Popolizio (Heisenberger), COPENAGHEN con la regia di Mauro Avogadro approda ora a Verona pronto ad accogliere gli immancabili applausi degli spettatori scaligeri.

COPENAGHEN di Michael Frayn al Teatro Nuovo, rappresentazione d’apertura della rassegna 2018-2019 de Il Grande Teatro, dal 6 all’11 novembre. 

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