Domenica, 17 Ottobre 2021
Cultura

Estate Teatrale: Bilancio Stagione 2012, superati i 40 mila visitatori

Nonostante la crisi del settore teatrale, crescono spettatori e incassi. Successo per il Festival Shakespeariano

Con 40.905 spettatori – 38.841 al Teatro Romano e 2.064 in Corte Mercato Vecchio – l’Estate Teatrale Veronese (manifestazione organizzata dal Comune di Verona con la Banca Popolare di Verona come main sponsor e in collaborazione con Agsm) ha confermato i successi degli ultimi anni.
Le 38.841 presenze al Teatro Romano sono state registrate nell’arco di trentadue serate. Anche nel 2011 le serate al Teatro Romano erano state trentadue. Per la cronaca con la stessa ripartizione di quest’anno: tre di jazz, quattrordici di prosa, quindici di danza. Alla luce di questa corrispondenza numerica il raffronto è quanto mai semplice e immediato. Nel 2011 le presenze al Teatro Romano erano state 36.905. Quest’anno sono state 1.936 in più, con un incremento del 5%. Analogo l’incremento degli incassi. Un dato sorprendente se consideriamo che il teatro nel 2012 ha fatto purtroppo registrare, in generale, a livello nazionale, un notevole calo di presenze. Questa controtendenza di Verona premia dunque gli sforzi per tenere vivo un festival che, nato nel lontano 1948, ha dato e sta dando alla città un notevole prestigio nel panorama italiano e in quello internazionale.
L’edizione 2012 che si è conclusa trionfalmente con il Malandain Ballet Biarritz, è stata – com’è tradizione – all’insegna soprattutto di Shakespeare. Nonostante i tagli alla cultura che hanno purtroppo fatto scomparire numerose manifestazioni di rilevanza nazionale, il 64° Festival Shakespeariano (che si è avvalso del contributo della Fondazione Cariverona) ha proposto due opere del Bardo e una che assemblava giocosamente le oltre trenta commedie e tragedie da lui scritte. I tre eventi shakespeariani sono stati preceduti dallo spettacolo di prosa che ha fatto registrare il tutto esaurito in ognuna delle tre serate in programma e di conseguenza la più alta media di presenze: Il Milione di e con Marco Paolini che è stato visto da 5.278 persone con una media di 1.759 spettatori a sera. Per quanto fuori dal festival dedicato al Bardo, Paolini ha dato a questa ripresa del Milione dedicata all’Estate Teatrale Veronese una speciale aura shakespeariana recitando a fine serata alcuni sonetti del Bardo nella traduzione di Isabella Panfido in veneziano.
13.900 gli spettatori delle undici serate dedicate a Shakespeare con una media serale di 1.263 presenze. L’opera shakespeariana più seguita dal pubblico è stata Re Lear che in quattro serate ha fatto registrare 5.629 spettatori (1.407 presenze a sera). Seguono, nell’ordine, Tutto Shakespeare in 90 minuti (4.446 spettatori nell’arco di tre serate con una media di 1.482 presenze) e La tempesta che è stata vista da 3.825 persone con una media di 956 presenze per ognuna delle quattro serate. Tutte e tre le opere del 64° Festival shakespeariano sono andate in scena al Teatro Romano in prima assoluta, ciascuna con particolari chiavi di lettura: con i toni giocosi e piacevolmente dissacratori della cultura anglosassone Tutto Shakespeare in 90 minuti, con una forte valenza poetica e con sfumature beckettiane La tempesta, con grande attenzione all’oggi e con spiccato realismo Re Lear.
L’importanza che il Festival Shakespeariano continua ad avere nel panorama italiano è emersa anche quest’anno dall’attenzione che i media nazionali (insieme a quelli locali e regionali) gli hanno dedicato: dal Corriere della Sera a la Repubblica, da La Stampa al Messaggero, da Il Giornale ad Avvenire, da La Sicilia a L’Unità, dal Sole 24 Ore al Fatto Quotidiano, dai TG Rai e dai siti web alle trasmissioni radio dedicate al teatro (oltre alla Rai, Radio24 e RSI, l’emittente pubblica della Svizzera italiana), sono state tante le intervi-ste, le presentazioni e le recensioni che hanno fatto di Verona, durante l’estate, una delle capitali italiane del teatro. Notevole l’attenzione che anche settimanali e mensili hanno dedicato all’Estate Teatrale: ulteriori presentazioni e interviste apparse su Donna moderna, Venerdì di Repubblica, Io Donna del Corriere della Sera e Famiglia Cristiana hanno dato alla manifestazione risonanza nazionale contribuendo all’immagine di Verona come città d’arte e di cultura.
Per quanto riguarda la danza al Teatro Romano, le presenze, nell’arco di quindici serate, sono state 15.819. Più precisamente 4.980 per le cinque rappresentazioni di Bailando mi tierra… Mudéjar  (mediale serale: 996), 5.205 per le cinque di Argentina baila (media serale 1.041), 1.430 per le due di Omaggio a Nino Rota presentate dalla Fondazione Arena (media serale 715) e 4.204 per le tre rappresentazioni del Malandain Ballet Biarritz (media serale 1.401) all’insegna della grande danza del 900. Eterogenee anche qui le proposte: dall’intento quasi filologico di recuperare la jota (antica danza aragonese) da parte di Miguel Angel Berna protagonista di Bailando mi tierra… alla spettacolarità di Argentina baila che voleva mostrare l’“altra faccia” di questo paese latinoamericano che non è solo tango, dall’omaggio a Nino Rota ai grandi classici della storia della danza proposti dalla compagnia di Thierry Malandain, le quindici serate hanno spaziato in ambiti diversi lasciando a Corte Mercato Vecchio il compito più “intimista” di proporre aspetti della danza più legati alla contemporaneità e alla ricerca.
Buono, con 3.844 spettatori, anche l’esito di Verona Jazz che ha proposto tre concerti (preceduti da altrettante esibizioni di gruppi emergenti) all’insegna soprattutto della conta-minazione. Da ricordare inoltre le diciassette serate (sei di danza e undici di prosa) in Corte Mercato Vecchio cui hanno assistito 2.064 spettatori. Come per la danza, anche per la prosa, Corte Mercato Vecchio continua a rivelarsi il luogo d’elezione per determinate tipologie di teatro: quest’anno, il teatro per ragazzi, il teatro-canzone e, con la sua dirompente carica politico-esistenziale, il teatro di Pier Paolo Pasolini.

Da sottolineare la grande partecipazione di pubblico ai quattro incontri con gli artisti della sezione prosa che si sono svolti nel Chiostro del Museo Archeologico del Teatro Romano: dal primo con Marco Paolini all’ultimo con Michele Placido e con la sua compagnia, da quello con il trio Zuzzurro-Gaspare-Lombardi a quello con la Popular Shakespeare Kompany di Binasco nata proprio a Verona all’insegna del teatro low-cost, tutti hanno suscitato molto interesse e curiosità.
Da segnalare infine il successo della pagina Facebook nata due anni fa e che dai 750 fan del settembre 2010 è passata ai 1.011 del settembre 2011 e agli attuali 1.550 con un in-cremento – nell’ultimo anno – del 53% e una partecipazione altissima fatta di commenti, condivisioni e “mi piace”. Notevole il traffico di notizie generato dai fan, con un 30% di u-tenti che ha creato a sua volta dei post partendo da quello della pagina dell’Estate Teatra-le. A Facebook lo scorso anno si era aggiunto il canale Youtube e la pagina Twitter, am-pliando così – con foto, trailer e  news riguardanti gli eventi in cartellone – l’offerta informativa via web. Il successo del canale Youtube nel 2011 è stato confermato. Quest’anno si è deciso di ampliare l’offerta di video, caricandone più d’uno per ogni spettacolo ed estendendo l’iniziativa agli spettacoli in Corte Mercato Vecchio. Per i diciassette spettacoli di prosa e danza sono stati realizzati ventotto video. Nell’arco di questa stagione le visualizzazioni su Youtube sono state 9.359, tre volte quelle dell’anno scorso. Ogni spettacolo del Teatro Romano ha fatto registrare in media 920 visualizzazioni, mentre per gli spettacoli in Corte Mercato Vecchio la media è stata di 111 visualizzazioni. Lo spettacolo più seguito sul canale Youtube è stato Argentina baila con 1.931 visualizzazioni per i tre video caricati, seguito dalla Tempesta che ha totalizzato 1.445 visualizzazioni con quattro video e da Bailando mi tierra…Mudèjar con 1.145 visualizzazioni per i due video.  Anche l’impiego di Twitter ha riscosso un buon successo, facendo crescere il numero dei follower e dei cinguettii collegati al Teatro Romano.

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