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Amarone, Recioto della Valpolicella e sigaro Toscano protagonisti di due degustazioni a Vinitaly

Un sodalizio del gusto tra due capolavori "made in Italy" nati entrambi da un errore

Artigianalità, qualità, tradizione, ma anche fascino senza tempo e piacere dionisiaco. Sono solo alcune delle caratteristiche che accomunano i vini della Valpolicella al sigaro TOSCANO®, oggetto di due degustazioni esclusive al prossimo Vinitaly. In occasione della 52° edizione della fiera scaligera, questi eccezionali prodotti del panorama italiano saranno infatti protagonisti di due appuntamenti organizzati dal Club Amici del Toscano® e dal Consorzio tutela vini Valpolicella. Guidati da Alessandro Scorsone, sommelier, personaggio televisivo e giornalista e dal Fummelier® Marco Prato, i panel sono in programma nella tensostruttura esterna adiacente al Padiglione 5 nelle giornate di lunedì 16 e martedì 17 aprile alle ore 16:00.

Un forte connubio quello tra sigaro TOSCANO® e Amarone della Valpolicella, due prodotti legati anche dalla loro origine, poiché entrambi nati per caso da un errore. La storia dello “Stortignaccolo” inizia nel diciannovesimo secolo quando un temporale bagnò una partita di tabacco lasciata all’esterno a essiccare al sole, dando avvio alla fermentazione delle foglie che gli conferì un gusto unico. Nel caso dell’Amarone tutto ebbe inizio da una botte di Recioto lasciata fermentare troppo a lungo, con la conseguente trasformazione di tutto lo zucchero in alcool. Prendendo il nome dalla sua caratteristica vena amarognola, nacque così “il Grande Rosso”.

“Un insieme di elementi di contrasto come i sentori di frutta passita e matura dell’Amarone, ma anche di connubio come le note di tabacco e spezie danno vita ad un abbinamento armonico” – spiega Marco Prato –  Il Fummelier®, Relatore del Club Amici del Toscano® - “così come, grazie all’importante struttura e al corpo, la dolcezza del Recioto trova equilibrio con il tabacco stagionato e affumicato del sigaro TOSCANO®”.

“Non casualmente due prodotti che devono la loro qualità alla tecnica similare (appassimento ed essicazione) trovano una perfetta sintonia nella degustazione – spiega il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori -, un momento irresistibile inserito nella grande festa del Vinitaly”.

Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella

Nato nel 1924 è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, un territorio che include 19 comuni della provincia di Verona. La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio annovera importanti ruoli istituzionali: si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura nella zona di produzione dei vini Valpolicella, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. L’area di produzione è molto ampia ed è riconducibile a tre zone distinte: la zona Classica, (Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar); la zona Valpantena, comprendente l’omonima valle; la zona DOC Valpolicella, con Verona, Illasi, Tramigna e Mezzane. Le varietà autoctone che danno vita ai vini delle denominazioni vini Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg.

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