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Uno scatto dall'Inaugurazione lo scorso 12 novembre 2016

Uno scatto dall'Inaugurazione lo scorso 12 novembre 2016

Ultimi giorni per visitare la mostra “L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento”

L'esposizione resterà allestita fino al 28 febbraio nella sede dell'Ordine degli Ingegneri e dell'Archivio di Stato. Un appuntamento della rassegna "Open5.Ingegneri aperti alla città"

Ancora pochi giorni per visitare la mostra “L’Adige e Verona. Ingegneria e città nell’Ottocento” che resta allestita nella sede dell’Ordine e dell’Archivio di Stato (Magazzino1, via Santa Teresa 12) fino a martedì 28 febbraio 2017, con ingresso libero e orario di apertura da lunedì a venerdì dalle ore 9:00 alle 18.00.

Curata dagli ingegneri Angelo Bertolazzi e Ilaria Segala e dagli architetti Alberto Vignolo e Vincenzo Pavan, la mostra è stata realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Verona, l’Archivio Generale del Comune di Verona, la Biblioteca Civica, la rivista ArchitettiVerona e il Museo dell’Adige (Canoa Club Verona), che successivamente accoglierà la documentazione come mostra permanente nella sua sede storica alla Dogana, in quartiere Filippini.

L’esposizione racconta con documenti inediti la piena del 1882, ponendo l’attenzione sui fatti, la solidarietà, l’intraprendenza, i protagonisti e i lavori “in difesa dell’Adige” (1882–1895) che trasformarono per sempre l’immagine di Verona, raccontati attraverso documenti tecnici inediti, accanto alla famosa opera fotografica di Giuseppe Bertucci (1890-94). Con uno sguardo alla Verona contemporanea, dal fiume.

L’ADIGE E VERONA - La realizzazione del sistema difensivo austriaco, la costruzione dei nuovi argini dell’Adige dopo la piena del 1882, i nuovi collegamenti tra le due rive e il primo sistema fognario della città: sono questi i lavori che costituiscono la cornice entro cui si sviluppa la Verona del XX secolo e che la mostra intende raccontare attraverso il prezioso patrimonio documentario degli archivi storici della città.

La piena dell’Adige del 17 settembre 1882 ha costituito infatti un evento traumatico per la città di Verona, che ha cambiato per sempre la sua immagine. I lavori per la costruzione dei muraglioni (1882-1895) hanno alterato profondamente il rapporto tra il tessuto edilizio e il fiume: il contatto diretto tra l’acqua e l’abitato venne drasticamente interrotto dagli alti muraglioni, mentre l’interramento del Canale dell’Acqua Morta e il taglio dell’Isolo fecero scomparire un operoso quartiere caratteristico della Verona. Anche la sostituzione dei ponti distrutti o danneggiati dalla piena con nuovi manufatti contribuì a cambiare il paesaggio urbano.

IL PERCORSO ESPOSITIVO – Suddiviso in tre sezioni - LA PIENA DEL 1882, I LAVORI IN DIFESA DELL’ADIGE, LA CITTA’ IERI E OGGI - le 14 tavole esplicative, cui si aggiungono i due focus di immagini e disegni sulla riva destra e sinistra del fiume, accompagnano il visitatore raccontando in primo luogo la cronaca di quei giorni terribili della piena: i fatti e l’emergenza sul campo, i protagonisti, la solidarietà e l’intraprendenza, i progetti subito messi in atto per la ricostruzione con l’impegno comune di amministratori e cittadinanza. Vengono inoltre spiegati - con testi, disegni tecnici inediti e foto - i presupposti e le cause che portarono alla realizzazione dei muraglioni dell’Adige, si racconta il cantiere e la realizzazione delle infrastrutture ad essi collegati, dai ponti alla nuova rete fognaria.

Nell’ultima sezione si raccoglie un duplice sguardo sulla Verona del passato e quella attuale, in un “dialogo” che guarda al paesaggio sempre a partire da Fiume. La mostra è completata infatti da una rassegna fotografica contemporanea, i cui scatti testimoniano i risultati e gli effetti, previsti o meno, indotti dai lavori dell’Adige, con uno sguardo quindi che è rivolto anche al presente. Le immagini dei fotografi Lorenzo Linthout (ArchitettiVerona) e Caterina Parona (Museo dell’Adige – Canoa Club Verona) sottolineano anche l’importanza di utilizzare discipline e strumenti diversi per la lettura del territorio.

IL PATRIMONIO DEGLI ARCHIVI – Due gli obiettivi principali dell’esposizione: in un momento in cui la fragilità del territorio ritorna di drammatica attualità, la mostra intende da un lato evidenziare ancora una volta il ruolo degli ingegneri nel progetto e nella realizzazione di queste infrastrutture che rimodellarono per sempre il volto nuovo della città. In secondo luogo la mostra è strumento per far conoscere il ricco patrimonio conservato negli Archivi cittadini, un tesoro fondamentale che viene messo a disposizione e che diventa elemento prezioso per la comprensione e per un progetto possibile di tutela del territorio. A monito delle future generazioni.

I DOCUMENTI INEDITI - In mostra, in originale e in copia, i documenti tecnici riguardanti i lavori “in difesa dall’Adige” che non sono mai stati pubblicati o esposti al pubblico. Per far comprendere meglio la portata dei lavori e la drammaticità delle conseguenze sul tessuto urbano, i disegni di progetto ed esecutivi dei muraglioni (conservati presso l’Archivio di Stato e l’Archivio del Comune) vengono presentati insieme alla già conosciuta opera fotografica di Giuseppe Bertucci del 1890-94 (conservata presso la Biblioteca Civica). 

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