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Cinquantanove serate di spettacoli per la 70^ Estate Teatrale Veronese: il programma 2018

È in programma dal 31 maggio al 15 settembre la 70a edizione dell’Estate Teatrale Veronese

Dal 31 maggio al 15 settembre è in programma la 70a Estate Teatrale Veronese. Per la prosa, la “prima” italiana di Shakespeare in love (tratto dal film omonimo vincitore di sette premi Oscar), Proietti che “riassume” Shakespeare tramite Edmund Kean, Marco Paolini che rivisita l’Odissea, l’amore che riscatta la cupezza in Misura per misura, il supereroe che si fa uomo in Eracle.

Tutta “born in the U.S.A.” la danza: quella acrobatica dei Momix col loro ultimo spettacolo, quella di Paul Taylor, l’eterno “bad boy” della modern dance. Prestigioso anche il settore musica (Rumors e Verona Jazz) che proporrà otto concerti. Quattro gli sponsor: quattro realtà, nate nel XIX secolo, da sempre radicate nel territorio e attente al patrimonio culturale che lo contraddistingue.

La 70a edizione dell’Estate Teatrale Veronese prevede – dal 31 maggio al 15 settembre – cinquantanove serate, trentasette al Teatro Romano e ventidue in Corte Mercato Vecchio. Organizzata dal Comune di Verona, l’Estate Teatrale Veronese 2018 ha come sponsor

TEATRO ROMANO - Tre le sezioni in cui si articola la settantesima edizione: prosa, danza e musica. Per la prosa (che rappresenta il nucleo storico della manifestazione nata nel 1948) cinque gli spettacoli in cartellone, tre dei quali nell’ambito del 70° Festival Shakespeariano: Edmund Kean di Raymund FitzSimons con Gigi Proietti che cura anche la regia, Misura per misura di William Shakespeare a firma di Paolo Valerio con Massimo Venturiello e Shakespeare in love di Lee Hall tratto dal film omonimo di John Madden del 1998 vincitore di sette premi Oscar e di tre Golden Globe.

Gli altri due sono il nuovo spettacolo di Marco Paolini Il calzolaio di Ulisse firmato da Gabriele Vacis ed Eracle di Euripide con la regia di Emma Dante che il 10 maggio debutta al Teatro Greco di Siracusa dove rimarrà in scena fino al 23 giugno. Il calzolaio di Ulisse, Misura per misura e Shakespeare in love vanno in scena in prima assoluta al Teatro Romano. Per dirla con Bruce Springsteen, tutta “born in the U.S.A.” la danza in programma quest’anno: ci sono i Momix che proporranno il loro nuovo spettacolo Momix e c’è la Paul Taylor Dance Company, icona novecentesca di quella contemporaneità statunitense frutto degli stili di Martha Graham e Merce Cunningham che furono entrambi maestri dell’eterno “bad boy” Paul Taylor. La compagnia fondata da Taylor sarà per la prima volta a Verona.

Per la musica sono tre le serate di Rumors (31 maggio, 19 e 25 giugno) che, nato nel 2013, prosegue il suo viaggio attraverso la “voce cantata, la voce come significato, la voce come strumento musicale”. Cinque le serate di Verona Jazz (dal 20 al 24 giugno), manifestazione giunta alla sua quarantacinquesima edizione, felice mix di “contaminazioni” (quest’anno, tra le altre, col flamenco e con la canzone napoletana) e di proposte di “mostri sacri” del jazz.

CORTE MERCATO VECCHIO - Completano il cartellone i dieci spettacoli (cinque di prosa e cinque di danza) di Corte Mercato Vecchio in programma dal 28 giugno al 28 luglio.

Prosa

Da Shakespeare alla grecità classica con Il calzolaio di Ulisse interpretato da Marco Paolini. Lo spettacolo, scritto da Francesco Niccolini e dallo stesso Paolini e prodotto da Jolefilm con la regia di Gabriele Vacis, debutterà al Teatro Romano il 12 luglio con repliche il 13 e il 14.Prodotto da Politeama, Edmund Kean (in scena il 4, 6 e 7 luglio) celebra il grande attore inglese d’inizio Ottocento del titolo: solo nel suo camerino, beve, si trucca e soprattutto interpreta e s’interroga sulle parole di Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi. Idolatrato dal pubblico e dalla critica, Kean ascese, negli anni, dal ruolo di Arlecchino ai grandi personaggi shakespeariani fino alla rovinosa decadenza per alcolismo. Scritto da Raymond FitzSimons per Ben Kingsley (premio Oscar come miglior attore nel 1983 per Gandhi di Attenborough), è un omaggio profondo a Shakespeare, un’occasione per entrare nel segreto del camerino in cui monologhi, battute, idee prendono e perdono forma, in un processo creativo da laboratorio che smonta e scruta le creazioni di Shakespeare, qui celebrato attraverso un genio del teatro.

Paragonabile, per genio e sregolatezza, alle rock star degli anni Settanta, Kean (1787-1833) fu amatissimo dai poeti romantici e fu considerato un genio da Byron, da Victor Hugo e da Alexandre Dumas. Nel 1836 Dumas arrivò a dedicargli un testo teatrale, Kean, ou désordre et génie, rivisto da Jean-Paul Sartre nel 1953 e traslato in film nel 1956 da Vittorio Gassman. Il grande Proietti, interpretando Kean, farà rivivere, tra gli altri, Shylock, Riccardo III, Amleto, Macbeth e Otello. Personaggi che nel corso dei settant’anni del festival sono stati interpretati da attori di prestigio tra cui Memo Benassi, Luigi Vannucchi, Enrico Maria Salerno, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman, Sergio Fantoni, Glauco Mauri, Eros Pagni, Gabriele Lavia, Franco Branciaroli, Moni Ovadia, Massimo Ranieri, Silvio Orlando e Alessandro Preziosi. Come inaugurazione della sezione prosa, omaggio migliore ai settant’anni dell’Estate Teatrale Veronese non poteva esserci.

Di Eratostene di Cirene la frase che dà l’incipit allo spettacolo: «Noi troveremo i luoghi / delle peregrinazioni di Ulisse / il giorno in cui rintracceremo il calzolaio / che cucì l’otre dei venti di Eolo». Nel Calzolaio di Ulisse storie di dèi, mostri, uomini e guerrieri, maledettamente imparentati e legati fra di loro hanno come perno Ulisse, nipote di Hermes, amato e protetto da Atena, perseguitato da Poseidone, immensamente desiderato da Calipso e concupito da Circe. «Intorno a questo signor Nessuno – dice Paolini – prima o poi incontri tutto il resto, ramificato e contorto come l'immenso ulivo nel quale scolpì il talamo nuziale suo e di Penelope, la donna che per vent'anni – non si sa come – seppe attenderlo. Infiniti i fili del racconto: se ne potrebbe fare non uno, ma dieci di spettacoli. E dato che tutto qui dentro è collegato nel più incredibile e sorprendente “effetto domino” che storia ricordi, è obbligatorio rifarsi da zero, riavvolgere il nastro e da lì partire. E a grandi falcate, o bracciate, oppure ancora in volo sulle spalle di un dio, raggiungere quel piccolo scoglio mediterraneo: Itaca.

Questo canto, antico di quasi tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima, è il soul per eccellenza. È la storia dell'Occidente. A noi, oggi, non resta che cantarla a modo nostro: larga, divertita, sensuale, commossa, ironica, crudele, bugiarda, eccitante, straziata. E piena di musica, perché è impossibile immaginare un aedo senza la sua cetra, che nella nostra versione ha la forza ritmica di un ensemble variegato e multicolore, un gruppo di musicisti e un coro che insieme sono mediterraneo: mare terra sangue carne profumo lacrime salso vino vento. E un sonno profondo e magico ci porta – conclude Paolini – dove un giorno dobbiamo arrivare: là dove un vecchio calzolaio cieco intreccia trame destini e rimpianti».

Prima assoluta anche per Misura per misura in scena il 19, 20 e 21 luglio con la regia di Paolo Valerio. Lo spettacolo (prodotto dal Teatro della Toscana - Teatro Nazionale e dalla Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona - Centro di Produzione nella traduzione di Masolino d’Amico) ha tra gli interpreti Massimo Venturiuello. La commedia, “cupa e attuale, immersa nell’attrazione del male e nella fascinazione dell’ambiguo”, ha avuto nella storia del festival soltanto due edizioni: nel 1967 con la regia di Luca Ronconi e nel 1987 con quella di Jonathan Miller.

«In scena – sottolinea il regista Paolo Valerio – un mondo fuori di sesto, contagiato da un virus segreto che ammalia e ammorba la società e i rapporti. La carne è scoperta, i corpi nascosti ed esibiti con desiderio, come se fossero pazienti o modelle. In questo gioco macabro, ogni personaggio segue una sua storia, tra superficialità e ipocrisia. La macchinazione e il travestimento sono i semplici inganni del testo, per raccontare il sacro e il rozzo del teatro elisabettiano, che diventano quelli del mondo di oggi, continuamente confusi e sovrapposti. In questo circolo vizioso, il tempo presente e il tempo passato, forse presenti nel tempo futuro, segnano un mondo immobile, destinato a perdersi o a salvarsi.

Questo malessere umano, oltre tutti i limiti possibili, oltre la farsa, oltre l’ironia, diventa gioia e dolore di un luogo immaginario ma così reale e vicino, dove la forza dell’amore e della bellezza silenziosa – conclude Paolo Valerio – forse trionferanno sulla schiavitù della paura e dell’istinto. Per ritornare a sognare, nonostante tutto». Tutto questo con un pasoliniano richiamo al Vangelo secondo Matteo: «Non giudicate affinché non siate giudicati. Perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

A tre anni dal grande successo di Londra, arriva finalmente in Italia, al Teatro Romano il 25, 26, 27 e 28 luglio presentato da Officine del Teatro, Shakespeare in love. Una “commedia degli equivoci”, rocambolesca ed esilarante, dove direttamente dalla penna di Will Shakespeare nasce la storia d’amore più famosa al mondo, quella tra Romeo e Giulietta. Nella Londra elisabettiana Will Shakespeare è un autore emergente che non riesce a scrivere il copione che gli è stato commissionato, una commedia improbabile dal titolo decisamente imperfetto: Romeo ed Ethel, la figlia del pirata.

Senza soldi e in ritardo con la consegna, vaga per le strade della città in cerca d’ispirazione finché incontra Viola De Lesseps che, camuffata da ragazzo, si presenta proprio per l’audizione dello spettacolo, determinata a realizzare il sogno di poter recitare su un palcoscenico allora vietato alle donne. Will Shakespeare scopre la vera identità di Viola e tra i due scoppia la passione. Il giovane Will ha finalmente trovato la sua musa ispiratrice. Viola però è già promessa sposa al potente Lord Wessex, membro della corte della Regina Elisabetta, e tra i due, proprio come per Romeo e Giulietta, l’amore sembra impossibile.

Shakespeare in love non è soltanto una commedia romantica, è anche uno spettacolo che affascina per la suggestiva rappresentazione di un mondo teatrale sempre alle prese, allora come oggi, con la follia degli artisti, il cinismo del potere e la magia della scena. 

Magistralmente scritto da Lee Hall, autore di capolavori come Billy Elliot, e diretto da Giampiero Solari e da Bruno Fornasari come regista associato, lo spettacolo porta sulla scena tutte le atmosfere del capolavoro cinematografico. Si avvale per questo di un cast di ben diciannove interpreti, venti con il cane preferito della regina Elisabetta.

Completa e conclude il cartellone della prosa, collegandosi idealmente alla grecità del Calzolaio di Ulisse, la tragedia Eracle di Euripide che sarà proposta il 15 e 16 settembre dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico nella traduzione di Giorgio Ieranò con la regia di Emma Dante. Per il secondo anno consecutivo, visto il successo dell’anno scorso con Sette contro Tebe, viene dunque rappresentata in settembre una tragedia andata in scena al Teatro Greco di Siracusa in maggio e in giugno. La collocazione dell’evento a metà settembre è piuttosto insolita per la manifestazione. Ma dal momento che le due serate coinvolgeranno le scuole medie superiori del Nord Italia, era necessario attendere la ripresa dell’anno scolastico 2018-19.

Scritta e rappresentata intorno al 420 a.C., Eracle è una tragedia appassionante e struggente, ricca di inattesi colpi di scena e di intenso patetismo. È il dramma della follia, la follia che colpisce e trascina nella polvere l’eroe civilizzatore e benefattore dell’umanità per antonomasia qual è Eracle. Eracle è un eroe “positivo” in tutta la prima parte della tragedia: salva infatti in extremis la propria famiglia dalla strage macchinata da Lico, il tiranno usurpatore del trono di Tebe al quale riesce a tendere un agguato mortale. Nella seconda parte del dramma, proprio come Edipo, vede paradossalmente ribaltato il proprio destino personale e irreparabilmente “contaminato” il proprio status di eroe allorché incorre nell’irrazionale vendetta di Era, dettata da un’antica gelosia coniugale. Era, avvalendosi della potenza obnubilante di Lyssa, lo induce a uccidere, in un raptus di follia, quegli stessi famigliari, moglie e figli, da lui poco prima sottratti a morte sicura, dando vita a una delle rappresentazioni più lucide e spettacolari, mai offerte dal teatro antico e moderno, del delirio della mente umana.?Precipitato nella più cupa disperazione per le proprie involontarie colpe, come Edipo riconoscerà nell’amicizia di Teseo – e dunque, fuor di metafora, in Atene – la luce della solidarietà e dell’accoglienza. Non sarà il suicidio (al quale approda ad esempio Aiace, incapace di sostenere il peso della propria vergogna), bensì la sopportazione del dolore causato dalle proprie colpe, a fargli concludere con grande dignità la sua esistenza. L’antico eroe sovrumano “muore” dunque per rinascere come uomo: riceve così, anziché dare, l’aiuto del prossimo che gli consente di sopportare le sofferenze dei comuni mortali.

Danza

Per la danza, organizzata in collaborazione con Arteven, il “filo diretto” quest’anno è con gli States. Come accadde mezzo secolo fa quando nel trienno 1968-1971 Verona ospitò, tra Teatro Romano e Arena, il meglio della danza statunitense di allora: l’Alvin Ailey Dance Theatre (68), l’American Ballet Theatre (70), il Ballet West (71) e il Dance Theatre of Harlem (71). La prima presenza è quella dei Momix che dal 30 luglio all’11 agosto (escluso il 5 agosto) proporranno il loro nuovo spettacolo Momix. Ed è un “filo diretto” anche quello che lega la compagnia di Moses Pendleton alla nostra città eletta a “piazza europea” per eccellenza per “prime” e per eventi speciali dei Momix. Tutto cominciò nel 1994 con Passion su musica di Peter Gabriel. Il successo fu stratosferico e da allora sono state tantissime le presenze della compagnia a Verona. Rispetto agli allestimenti al chiuso della tournée americana e delle altre due piazze italiane, al Teatro Romano Momix (versione speciale di Viva Momix per Verona) sarà proposto in una versione “allargata” per la grandezza del palcoscenico e per sfruttare al massimo gli spazi aperti della struttura. Atletismo, poesia, richiami sempre più forti alla sostenibilità, riferimenti a filosofie e riflessioni sull’esistenza, questi ancora una volta gli elementi che sono la cifra caratterizzante dei Momix e sono alla base del loro successo mondiale che dall’anno della loro nascita, il 1980, non conosce tregua.

Ancor più “born in the U.S.A.”, quasi da esserne un simbolo, l’altra compagnia, la Paul Taylor Dance Company, che sarà in scena il 17 e il 18 agosto. L’ensemble, ora fondazione, è stato creato nel 1954 da Taylor, considerato da molti il più grande coreografo americano vivente. Icona indiscussa della modern dance americana, in oltre sessant’anni di attività, Paul Taylor (che il prossimo 29 luglio compirà ottantotto anni) ha creato oltre centoquaranta coreografie e continua a crearne. La genealogia della sua arte l’ha meravigliosamente riassunta Laura Shapiro sul Newsweek: «In principio c’era Martha Graham che ha cambiato il volto della danza e ha scoperto un nuovo mondo, seguita da Merce Cunningham che ha spogliato le forme esteriori per penetrare nel cuore del movimento, ed infine c’è Paul Taylor che fa penetrare il sole all’interno della danza». La compagnia newyorkese proporrà Cloven Kingdom del 1976, Piazzolla Caldera del 1997 e Promethean Fire del 2002, tre capolavori tutti e tre a firma di Taylor. Cloven Kingdom (Regno spaccato) mostra la doppia natura di dodici danzatori in abiti da sera: otto donne che volteggiano a ritmi mozzafiato in eleganti abiti jersey e quattro uomini in frac. La dignità formale finirà con lo svanire e una scimmia, citando Spinosa, sottolineerà che “l’uomo è un animale sociale”. Piazzolla Caldera rivisita invece il tango ricercandone i più reconditi istinti e assimila le donne e gli uomini che lo danzano a predatori sessuali che difendono il proprio territorio. E per finire, il toccante Promethean Fire: commissionato a Taylor all’indomani dell’11 settembre, evoca speciali dimensioni spirituali su toccate, preludi e corali di Bach mentre sembra prendere forma, in scena, una sorta di cattedrale umana. Tre capolavori imperdibili mai rappresentati a Verona.

Corte mercato vecchio

Nel contesto scenico più intimista di Corte Mercato Vecchio altre proposte di prosa e di danza. A inaugurare la sezione prosa il 28 e 29 giugno sarà Fondazione Aida che presenterà Il libro della giungla dall’omonima raccolta di racconti di Rudyard Kipling con la regia di Pino Costalunga. Seguirà, il 3 e 4 luglio, proposto sempre da Fondazione Aida, Il lago dei cigni, rivisitazione in forma di pantomima dell’omonimo balletto di Ciaikovski. Il 10, 11, 12 e 13 luglio sarà la volta di Cantieri Invisibili con Preti avvocati dottori peste e così sia!, testo e regia di Matteo Spiazzi. Il 17, 18, 19, 20 luglio Punto in Movimento / Shiftingpoint porterà in scena Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con la regia di Roberto Totola. Chiuderà la sezione prosa, il 24, 25, 26 e 27 luglio, il Teatro Scientifico - Teatro/Laboratorio con Oggi è Otello diretto e interpretato da Isabella Caserta e Francesco Laruffa con la regia cinematografica di Luca Caserta.

A inaugurare la sezione danza (il 30 giugno) sarà la Compagnia Artemis con Il barbiere di Siviglia di Monica Casadei. Sarà la volta, il 6 e 7 luglio, di Ersiliadanza con Siamo tutti guerrieri di Laura Corradi. Seguirà, il 14 luglio, Le fumatrici di pecore di Antonella Bertoni nell’esecuzione della Compagnia Abbondanza-Bertoni. Quarto spettacolo in programma, il 21 luglio, Hopera di Patrizia Salvatori proposto dalla compagnia GDO Dance Company. Chiuderà la sezione danza, il 28 luglio, la compagnia Deep impact con Loop di Olivia Lucchini.

TEATRO ROMANO PREZZI

prosa e danza (esclusi i Momix)

platea numerata                                            €  29,00

platea ridotta over 65 e under 26                  €  22,00

gradinata                                                       €  18,00

gradinata ridotta

Cral e associazioni convenzionate               €  15,00

speciale gradinata over 65 e under 26          €  10,00

Momix

platea numerata                                            €  38,00

platea ridotta over 65 e under 26                  €  30,00

gradinata                                                       €  26,00

gradinata ridotta

Cral e associazioni convenzionate               €  23,00

speciale gradinata over 65 e under 26         €  23,00

Rumors Festival

prezzi da € 18,00 a € 43.50*

Verona Jazz

prezzi da € 20,00 a € 50,00*

SCONTO DEL 15% SUI BIGLIETTI PER GLI SPETTACOLI DI PROSA E DANZA DEL TEATRO ROMANO ACQUISTATI IN MAGGIO (esclusi i Momix)

CORTE MERCATO VECCHIO PREZZI

posto unico                                                   €  14,00

spettacoli AIDA - aduti                                  €    5,00

spettacoli AIDA - bambini e ragazzi              €    4,00

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