Concerto in vista della Pasqua al Ristori con la “Messa in Si Minore” di J. S. Bach

Concerto in vista della Santa Pasqua, al Teatro Ristori, su iniziativa della Fondazione Cariverona, martedì 11 aprile, alle ore 20.45, con la “Messa in Si Minore” di Johann Sebastian Bach. La “Messa in Si Minore” sarà eseguita dal coro e dall’orchestra barocca Andrea Palladio, diretta dal maestro Andrea Marcon. L’ingresso al concerto – organizzato in collaborazione con gli Amici della Musica - è gratuito, previo ritiro dei biglietti nel giorno di venerdì 7 aprile, dalle ore 9 alle 12.30 e dalle ore 15 alle 18.30, alla biglietteria del Teatro Ristori.

La “Messa in Si Minore” (BWV 232) appare come un grande gesto di omaggio alla liturgia cattolica all’interno del quale i momenti meditativi in stile arcaico, le arie e i duetti di stampo italianeggiante, i ricchi interventi corali in stile frequentemente fugato, i gloriosi squarci orchestrali con trombe e timpani, concorrono a formare un’opera da concerto.

Al Teatro Ristori l’opera di Bach vede in scena i soprani, il contralto, il tenore, il basso, il coro e l’orchestra barocca “Andrea Palladio”, con l’assistenza musica del maestro del coro Enrico Zanovello e la direzione di Andrea Marcon. Questi i ruoli e gli interpreti: soprani, Alice Borciani e Francesca Lombardi Mazzulli; contralto, Francesca Ascioti; tenore, Baltazar Zuniga; basso, Alberto Spadarotto; assistente musicale e maestro del coro, Enrico Zanovello.

Il nome di Missa viene riservato alla prima delle quattro parti che compongono la “Messa in Si Minore”: si tratta del Kyrie e del Gloria, le sole musicate nelle quattro “Missae breves” scritte da Bach, che si adeguava alla pratica musicale in uso all’epoca nei paesi tedeschi. Questa prima parte è dedicata all’elettore di Sassonia Federico Augusto II, cattolico in quanto anche re di Polonia a partire dal 1733, anno in cui la Missa fu presentata a Dresda quale “biglietto da visita” di Bach desideroso di ottenere un importante incarico in quella corte.

Nella seconda parte, il Symbolum Nicenum ossia il Credo, suddivisa in nove sezioni, si coglie con chiarezza uno dei tratti distintivi della Messa che consiste nel grande spazio offerto al coro, la cui scrittura segue suggestioni stilistiche diverse. Ad esempio la prima parte (Credo) è stesa in un austero modo imitativo nello stile di un “cantus firmus”, mentre la seconda (Patrem) è una tipica polifonia barocca, molto mossa, ricca di contrasti di masse e con sontuosi inserti di tromba. Il Crucifixus è costruito su un basso ostinato discendente per semitoni, simbolo del dolore. Non vengono evitate elementari suggestioni “teatrali” e la musica dell’Et resurrexit testimonia nel suo contrasto con quanto precede, le latenti capacità drammatiche di Bach.

La terza parte comprende il solo Sanctus (la cui composizione risale al 1724) caratterizzato dall’ampio distendersi dei vocalizzi ad intere sezioni corali che si dispongono come le pieghe di un grande sipario che aprendosi scopre all’orecchio i movimenti di un fugato (Pleni sunt coeli) che entra in punta di piedi invadendo solo poco a poco la scena per cantare il suo Osanna in piena luce.

Qui siamo già all’ultima parte che si compone di Osanna, Benedictus, Agnus Dei e Dona nobis. Il Benedictus si incastona al centro dei due Osanna come un momento di intima lode affidato alla voce del tenore con violino obbligato. L’Agnus Dei è un lento e progressivo procedere dall’ombra alla luce: dalla meditazione raccolta dei fedeli imploranti pietà per i peccati commessi, si eleva una preghiera, Dona nobis, che, innalzata all’umanità intera, va ad illuminare con il fascio di luce delle trombe la parola pace.

L’Orchestra Barocca Andrea Palladio è stata fondata a Vicenza nel 1989 da Enrico Zanovello. Formata da artisti con lunga esperienza concertistica, si è imposta sin da subito per l’originalità delle scelte musicali, riscuotendo successo di pubblico e critica. Alla base del percorso musicale, l’Orchestra collabora con numerosi artisti, cantanti e musicisti, nazionali ed internazionali. Con il suo direttore, Enrico Zanovello, conduce una ricerca spesso volta alla scoperta di pagine musicali poco note e di autori veneti, proponendo prime esecuzioni in tempi moderni.

(fonte foto Teatro Ristori)

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